Caterina, di Francesco Corsi

Vita e opere di Caterina Bueno (1943-2007), ricercatrice e cantante folk che sin dalla metà degli anni sessanta ha portato avanti un recupero delle tradizioni culturali contadine ed operaie maremmane con un lavoro porta a porta ed una passione ineguagliabile. Il regista Francesco Corsi (classe 1980) già autore nel 2015 dell’interessante Memorias prova a mescolare passato e presente prendendo come spunto il documentario del 1967 Caterina Raccatta canzoni di Luciano Michetti Ricci e Francesco Bolzoni.

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Il viaggio inizia con un campo lungo su un gruppo di amici che suona e canta al cimitero fiorentino di Monteripaldi: la musica come memoria e come esorcismo contro la morte. Poi si alternano immagini di repertorio e interviste agli amici di Caterina che hanno condiviso più di un tratto di strada professionale ed umana. Dalle interviste e dai ricordi emerge prepotentemente il quadro di una professionista che prende sul serio il proprio mestiere: non è prevalente il lato commerciale e spettacolare ma una missione quasi sacra tesa a salvare un patrimonio culturale che sta lentamente svanendo. Siamo alla fine degli anni 60 e in Italia è in atto un intenso processo di urbanizzazione che vede svuotarsi le campagne e fare affluire tantissima gente nelle fabbriche del nord. Il boom economico esige il suo prezzo in termini di risorse umane e nel frattempo la televisione ha colonizzato la vita degli italiani: non si sta più intorno al tavolo a cantar canzoni e a raccontar storie. Nella vivacità e caparbietà di Caterina sta la lucida consapevolezza del proprio ruolo di testimone di reliquie sopravvissute al progresso, di tesori umani dal valore incalcolabile.

La voce di Caterina è davvero particolare: forte e nello stesso tempo acuta, a volte fragile, a volte potente, altre ancora incrinata dall’emozione come quando intona Maremma Amara. Caterina annota su un diario tutte le sue esperienze: il viaggio in Canada, il successo ai Festival dell’Unità, le diverse incisioni discografiche, l’intervista con Ruggero Orlando, i numerosi premi raccolti in carriera. Stupendo l’aneddoto su Francesco De Gregori che le ha dedicato la splendida Caterina (dall’album Titanic del 1982) e che in un concerto a Firenze cambia il verso finale della canzone da “conquistare” in “consolare” suscitando lo spirito guerriero di una toscanaccia ribelle. E l’esempio del coraggio di Caterina varca muri, barriere e mari approdando in Senegal dove una comunità africana canta in francese le strofe di Caterina grazie al lavoro dell’amico chitarrista Alberto Baila.

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Il canto diventa una forma di protesta, una nota malinconica che riflette il disagio e le difficoltà dell’esistenza. Giovanna Marini (cantautrice ormai istituzione del folk italiano), Valentino Santagati (cantante e chitarrista calabrese ammiratore di Caterina), Andrea Fantacci (del gruppo dei Disertori), Jamie Marie Lazzara (liutaia e pittrice che ha raffigurato Caterina in alcuni disegni e dipinti), Giovanni Bartolomei (grandissimo amico di Caterina, che custodisce nastri, foto e vinili) completano il ritratto di una artista visionaria e tenace scomparsa troppo presto una notte di luglio del 2007.
Premiato al festival dei Popoli nel 2019, distribuito da Kiné, prodotto da una intensa attività di crowdfunding coordinata dall’associazione Culturale Bueno e dall’Istituto Ernesto De Martino, Caterina è un documentario che rende omaggio ad una archeologa della tradizione popolare, che ha salvato dall’oblio tantissimi canti tradizionali maremmani e tantissime storie passate di generazione in generazione. Le ha legate e strette con cinquecento catenelle d’oro per tramandarle ai posteri, ed ha fatto un nodo cosi forte che non si scioglierà oltre la morte.

Regia: Francesco Corsi
Distribuzione: Kiné
Durata: 75′
Origine: Italia, 2019

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.3

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
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