Ceprano Film Festival 2025 – Tra Kubrick e gli autori del futuro
Quest’ultima edizione del festival ciociaro è stata la più seguita della sua storia grazie alla grande affluenza di pubblico, numerosi i corti premiati tra produzioni nazionali e internazionali
Si è chiusa il 13 settembre la quinta edizione del Ceprano Film Festival, dopo tre serate di proiezioni, musica dal vivo e talk nello storico Supercinema di Ceprano. Come da programma sono stati presentati al pubblico, in affluenza maggiore rispetto agli anni precedenti, i 14 corti in concorso più i videoclip e i fuori concorso. Nell’ultima serata è andata in scena come di consueto la cerimonia di premiazione. Quest’anno oltre a presentare due nuovi premi, ha stupito grazie al particolare triplice ex aequo al premio del pubblico.
Nella prima serata Adriano Della Starza, presidente di giuria, ha tenuto un talk su Barry Lyndon per il cinquantesimo anniversario. Ha voluto soffermarsi soprattutto sull’uso della fotografia, le luci naturali, le lenti create appositamente per il film, nonché la celebrazione del XVIII secolo, indicato dallo stesso Kubrick come l’apice della società umana. Parlando dell’uso degli zoom in avanti in Barry Lyndon ha detto “un tentativo del cinema per rappresentare la falsità del progresso, nato dalla pretesa di riprodurre la realtà, lo zoom sembra dare l’idea di avvicinarci al soggetto, quando in realtà la mdp è ferma”. Nella seconda serata invece si è dato spazio a Nicolò Carnesi e alla sua musica. Il cantautore siciliano ha anche raccontato del processo creativo per l’ultimo disco Ananke, ispirato alla mitologia greca. Ha anche aggiunto “recuperare i miti è fondamentale per capire come la nostra società sia già stata vissuta e teorizzata, quasi che fosse un eterno ritorno”.
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La terza serata del Ceprano Film Festival si è appunto chiusa con la premiazione, dove il premio più ambito, miglior cortometraggio, è andato a Dream now, revolution tomorrow di Francesco Manzato. Il suo corto non presenta alcun dialogo e lascia alle sole immagini lo scopo di raccontare la giornata di una cameriera di un albergo, che immagina di incontrare la ragazza dei suoi sogni, evadendo dalla solita routine. Samba Infinito di Leonardo Martinelli, corto brasiliano, ha vinto invece il premio speciale della giuria, grazie ad una messa in scena formidabile in pieno carnevale. La storia di Angelo, uno spazzino, che ricorda di aver perso di vista la madre da bambino durante il carnevale e non l’ha mai più ritrovata. I ricordi si mischiano al presente, portando lo spettatore a dubitare se ciò che accade su schermo sia un momento attuale o passato. Pieno poi di momenti di forte e allegra musicalità, in contrasto con la tragica storia raccontata.
La miglior regia al francese Dimitri Martin Genedeau per Crac!, la curiosa storia di uno scarabeo, in stop motion ma in ambienti reali, che si innamora di una donna. Presentato da una voce over con tono documentaristico, il piccolo scarabeo si innamora così tanto da venire schiacciato per sbaglio proprio dalla donna che ama. Il tutto risulta una particolare riflessione sull’ecosistema e su come l’umanità spesso non si accorga di ciò che è piccolo. Doppio premio al miglior attore per i protagonisti di C’è da comprare il latte, la storia di due fratelli alla ricerca di oggetti su una spiaggia con un metal detector. Un solo dialogo in tutto il corto, un bianco e nero che ricorda fortemente The Lighthouse, in una trama che in realtà racconta dell’Alzheimer. I due attori, Alessandro Benvenuti e Roberto Abbiati, sono in perfetta sintonia sullo schermo nonostante l’assenza di dialoghi.
Come già accennato, il premio del pubblico ha riservato un improbabile triplice parimerito. I corti in questione sono Sommersi di Gian Marco Pezzoli, il già citato C’è da comprare il latte di Pierfrancesco Bigazzi e il fuori concorso L’incredibile storia di Paolo Riva di Andrea Rampini. Sommersi, che ha vinto anche la migliore sceneggiatura, racconta di due bambini che per gioco lanciano una pietra ad un’auto in corsa, causando un incidente mortale. I loro sensi di colpa crescono sempre di più, fino a quando un’alluvione non porta via l’auto e il cadavere. Oltre ad essere una storia di crescita, è un reportage sull’alluvione dell’Emilia-Romagna del 2023, con tanto di immagini d’archivio. L’incredibile storia di Paolo Riva narra invece la rovinosa caduta di un cantante da festa di paese che si è montato la testa dopo un assaggio di popolarità negli anni ’80. Mente a tutti e a sé stesso, mentre lentamente si sente sprofondare, fino al suo ultimo grande tentativo per riacquisire la fama.
Per l’intera lista dei premi e i vincitori è possibile consultare le pagine social del Ceprano Film Festival.
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