Charli xcx: la party girl prestata al cinema
Da ragazzaccia ai rave party clandestini ad attrice con il suo progetto The Moment, presentato alla Berlinale, Charli xcx ha mostrato il lato fragile delle pop star
Charli XCX ha definitivamente distrutto l’era Brat. Tra l’uscita del suo The Moment -mockumentary presentato alla 76ª edizione della Berlinale – e dell’album Wuthering Heights – colonna sonora dell’omonimo adattamento cinematografico del romanzo di Emily Brontë – la pop star ha chiuso il capitolo verde acido e neon per lasciare spazio a una nuova fase. D’altronde, lei stessa durante la conferenza stampa a Berlino ha dichiarato “Per me la Brat Summer è finita con The Moment. E forse, quando finisce qualcosa di quel tipo, non puoi più essere l’artista che eri prima”.
Per l’ultimo saluto a quello che è stato un vero e proprio fenomeno culturale degli ultimi due anni, Charli sceglie di mettere in scena il suo periodo di crisi con la regia di Aidan Zamiri: autore di numerosi videoclip musicali, tra i quali 360 della stessa Charli. Nel videoclip, uscito il 10 maggio 2024, Zamiri ricostruisce tutta l’estetica brat radunando un folto schieramento di “it girl” al fianco della pop star britannica. Da Julia Fox a Chloë Sevigny, e con la partecipazione di Chloe Cherry e Rachel Sennott (presente anche in The Moment nel ruolo di se stessa).
The Moment racconta la nascita di Brat e cosa ha rappresentato per la sua creatrice passare da una nicchia di fedelissimi a una platea mondiale ed eterogenea. Sì, perché per Charli la pandemia ha rappresentato uno spartiacque: da artista in cerca di rivalsa a figura di riferimento di un intero sottogenere, l’hyperpop. Mentre una parte del mondo era impegnato a cantare sui balconi e a impastare pane, Charlotte Emma Aitchison (in arte Charli) ha dato il via a una narrazione transmediale con il coinvolgimento di fan e amici.
Nel 2020, Charli, bloccata come tutti dal lockdown, decide di produrre, scrivere e registrare un disco in 40 giorni, condividendo l’intero percorso creativo con il proprio pubblico attraverso Instagram. Nelle sue dirette condivide i primi respiri delle nuove canzoni, chiedendo opinioni su scelte melodiche e testuali. Per artwork, scatti fotografici, postproduzioni, la discussione si sposta nei post e nelle story di Instagram mentre a Zoom affida i colloqui sulla vita in quarantena con scambi di pensieri, paure, ansie. Il risultato è How i’m feeling now. Un album figlio della situazione storica in cui è nato, fatto di picchi di entusiasmo e down emotivi, accompagnati dalle produzioni futuristiche del fidato A. G. Cook.
Un prototipo dell’album maturo che sarebbe uscito quattro anni dopo e che avrebbe segnato l’estetica dell’estate 2024: Brat. La popstar di Cambridge, classe 1992, racconta tutta l’insicurezza, la competitività, l’ambizione e l’orgoglio della sua generazione. Cosa significa essere una donna di 33 anni che vive tra glamour e club con una carriera avviata ma non ancora scoppiata? Con Von Dutch, 360, Sympathy Is a Knife, Girl, So Confusing e I Think About It All the Time, Charli XCX affronta il tema della maternità, la depressione, il rapporto con le colleghe, il senso di inadeguatezza, tutto su basi electropop che caratterizzano la sua produzione dal 2007. Da quando, all’età di 14 anni, Charlotte Aitchison inizia a registrare le prime canzoni e a pubblicarle su MySpace, dando così inizio alla sua carriera nei rave party illegali a Londra con il nick utilizzato su MSN Messenger.
La collaborazione vocale nel brano I Love It delle Icona Pop la rende popolare, ma è il connubio con il cinema che si rivela sempre vincente: Boom Clap per il film Colpa delle stelle, Miss U nella colonna sonora della serie tv 13 Reasons Why ed Explode, canzone originale per Angry Birds, film per il quale ha anche doppiato l’uccellino blu con il berretto a righe. Ma ancora, Hot Girl per Bodies Bodies Bodies, la black comedy horror diretta da Halina Reijn, fino ad arrivare al coinvolgimento nella colonna sonora di Barbie di Greta Gerwig con la hit Speed Drive.
Ma il legame con il cinema non si limita alla composizione musicale, la regina dei rave ha dimostrato di essere anche una grande cinefila quando poco più di un anno fa è stato reso pubblico il suo profilo letterboxd. Con oltre 200 film visti solo nel 2024, il profilo “itscharlibb” ha consegnato ai fan commenti sagaci e ironici, come quello sul film biografico su Bob Dylan con Timothée Chalamet, A Complete Unknown: “C’erano un sacco di canzoni in questo film!”. Anche il marito di Charli, George Daniel (batterista della rock band The 1975), è stato spesso citato nelle recensioni, le cui attività durante la visione del film da parte della pop star sono state documentate. “L’ho guardato mentre George costruiva i Lego”, si legge nella recensione di Charli su The Tragedy Of Macbeth.
“Sembra proprio che la mia creatività si stia muovendo in direzione del cinema. Mi piace recitare, mi piace scrivere, mi piace guardare e soprattutto mi piace scoprire un nuovo mestiere” ha confessato agli utenti della sua newsletter. E in effetti, dopo The Moment, negli ultimi mesi sono stati già annunciati numerosi progetti che la vedono in veste di attrice: 100 nights of hero di Julia Jackman; Erupcja, film polacco di Pete Ohs incentrato sul rapporto tra due amiche d’infanzia e il nuovo fidanzato di una delle due, presentato anche come “la risposta cinematografica a Girl, so confusing della stessa Charli”. Sarà anche la protagonista del primo lungometraggio di Gregg Araki al fianco di Cooper Hoffman e del prossimo lavoro di Takashi Miike. Scelta inoltre da Dakota Johnson per il suo debutto alla regia con A Tree Is Blue, l’attrice di Material Love dirigerà il film basandosi su una sceneggiatura scritta dalla sua co-protagonista in Cha Cha Real Smooth, Vanessa Burghardt, che a quanto pare apparirà nel film insieme a Charli XCX e Jessica Alba.
“Al momento mi sento più ispirata dal cinema che dalla musica. Mi sto davvero godendo il mio percorso da attrice, mi sento incredibilmente creativa e voglio solo fare cose che mi ispirino e mi diano energia” ha aggiunto. Confermando la recente tendenza delle pop star che prendono le distanze dal palco per dedicarsi al cinema o ad altre attività che smontino la gabbia d’oro che le imprigiona.
Rihanna è stata la capostipite, ormai lontana dal mondo musicale da una decina d’anni per dedicarsi al suo brand Fenty Beauty, ma più di recente scorgiamo altre personalità come Ariana Grande, Selena Gomez, The Weeknd e il chiacchierato Bad Bunny. Il protagonista dell’ultimo Halftime Show del Super Bowl, era apparso in Una scomoda circostanza di Darren Aronofsky, e in Bullet Train di David Leitch, al fianco di Brad Pitt. Adesso però si tratta del suo primo ruolo da attore protagonista per il debutto del rapper portoricano René Pérez Joglar, aka Residente. Secondo le prime indiscrezioni, si tratterà di un’epica caraibica, e insieme alla star ci saranno Edward Norton, Javier Bardem e Viggo Mortensen.
Insomma, le icone del pop moderno si ritrovano sempre di più a rifugiarsi in altri mondi creativi per sfuggire dai tour stressanti, dalle regole di mercato, dal peso di quelle aspettative che proprio Charli ha affrontato con il suo Brat. In fondo è un bel paradosso che il successo globale sia arrivato con un album che mette a nudo le insicurezze e le fragilità della “party girl” e che forse, proprio l’arrivo di quel successo tanto agognato, l’abbia spinta verso l’esplorazione di una nuova carriera, a quanto pare, già florida.






















