Charlie’s Angels, di Elizabeth Banks

Un reboot che non è né un riaggiornamento né un’operazione vintage. Le uniche cose interessanti sono le deviazioni verso la commedia sofisticata che avrebbe potuto ribaltare questa versione.

Non hanno fortuna gli adattamenti della popolare serie sui tre ‘angeli’ che lavorano per Towsend Investigation. Da una parte questo reboot è diverso dal film realizzato nel 2000 (e sequel del 2003) diretto da McG che vedeva protagoniste Cameron Diaz, Drew Barrymore e Lucy Liu. Dallo stile videoclip confuso con le piatte imitazioni delle coreografie del cinema di Hong Kong, si passa a una ridefinizione dell’action al femminile in cui la spettacolarità delle scene d’azione dovrebbero prevalere sull’intreccio. Basta però la scena d’apertura, con Sabine/Kristen Stewart finta seduttrice, per mostrare come in questa versione l’ambiguità si disperde molto velocemente nel momento in cui la protagonista rivela subito la sua identità. Elizabeth Banks è come Bosley. Personaggio intermittente, invisibile, insieme regista e personaggio, sicuramente appassionata della popolare serie andata in onda dal 1976 al 1981 sul canale statunitense ABC. Lo prova la scena in cui il suo personaggio cita L’uomo di Alcatraz mentre le altre creano un gioco verbale con Birdman, Michael Keaton e Batman che mostra forse il lato più genuino del film quando non si prende sul serio.

Stavolta le Charlie’s Angels si mettono in azione dopo che l’ingegnere informatico Elena (Naomi Scott) le mette in guardia che l’innovativa tecnologia Calisto in grado di rivoluzionare il settore energetico può trasformarsi in una pericolosissima arma tale da minacciare l’intero pianeta. Così Sabine, la maga dei travrestimenti e Jane (Ella Balinska) entrano in azione e con loro collabora anche la stessa Elena.

Il nuovo Charlie’s Angels non è né un riaggiornamento né un’operazione vintage. Resta lì, sospeso a metà, guardando forse le molteplici sfaccettature della versione di Wonder Woman. L’identità di ognuna delle protagoniste però è appena accennata. E sia Kristen Stewart sia Ella Balinska restano opache. Solo Naomi Scott riesce a dare quel minimo dinamismo al suo personaggio. La Banks filma asetticamente esplosioni, improvvise rivelazioni alla festa in una villa a casa del boss corrotto di Elena (Sam Claflin) guardando forse al look di certi 007, contrappone spazi diversi (Rio De Janeiro, Berlino, Amburgo, Londra, Istanbul, Parigi, Chamonix) alla Mission: Impossible, facendoli sembrare tutti uguali. Dove un action non deve fallire sono proprio le scene d’azione. In Charlie’s Angels invece appaiono debolissime. È un cinema che spara i suoi fuochi d’artificio nel vuoto. Il film diventa più interessante invece quando strizza l’occhio alla ‘commedia sofisticata’ come nella riuscita sequenza del Santo che accoglie le protagonista o nelle scene di addestramento dopo i titoli di coda. Del resto la Banks aveva già mostrato di trovarsi a suo agio con il genere, in quel caso con derive più sentimentali, con Pitch Perfect 2. Charlie’s Angels avrebbe dovuto rivoltarlo in quella direzione. Probabilmente ha avuto troppo timore nel farlo.

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SCENEGGIATURA: Tutti i corsi in arrivo della Scuola di Cinema Sentieri selvaggi


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Titolo originale: id.
Regia: Elizabeth Banks
Interpreti: Kristen Stewart, Naomi Scott, Ella Balinska, Elizabeth Banks, Patrick Stewart, Djimon Hounsou, Sam Claflin
Distribuzione: Warner Bros.
Durata: 118′
Origine: USA, 2019

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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