Charlotte M. – Il film: Flamingo Party, di Emanuele Pisano

Come buona parte dei film sugli youtuber, è totalmente incapace di giustificare linguisticamente il travaso di idee, icone e formati di “derivazione web” verso il cinema. Terribile.

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È da anni ormai che i content creator digitali cercano una legittimazione (popolare?) attraverso il cinema, come se le traiettorie divistiche che li contraddistinguono necessitassero di uno sbocco ideale negli spazi mitopoietici del grande schermo. Una sortita tanto logica quanto paradossale, se considerato lo stato di salute del cinema nostrano, che i grandi produttori e distributori italiani non perdono tempo a perseguire. E in un’ottica commerciale, sarebbe anche giustificata. Ma dopo quasi una decade di tentativi fallimentari – se non propriamente disastrosi – la volontà di cementare le parabole di questi giovani creativi in territori che (almeno in apparenza) contrastano con il loro immaginario di riferimento, si sgretola sotto il peso di una logica produttiva completamente errata. Che, come nel caso di Charlotte M. – Il film: Flamingo Party, perde di vista il senso stesso alla base di quella trasmigrazione linguistica a cui vorrebbe tanto anelare.

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E in linea con gli omologhi di cui sopra, anche questo Charlotte M. – Il film: Flamingo Party ha nella sua omonima protagonista il gancio immaginario tra orizzonti mediali di natura – in parte – diversa. Charlotte (interpretata, per l’appunto, dalla youtuber Charlotte M.) è una ragazza come tante. Trascorre il tempo con l’amica Sofia e sogna di entrare nelle grazie del suo amato Davide. Ma non appena entra al liceo, viene incaricata di occuparsi dei profili social dell’istituto, ruolo che sfrutterà per promuovere online il salvataggio di un’oasi di fenicotteri, a cui il ballo di fine anno dovrà restituire visibilità. Ed è proprio qui che il film, già prono ai più sommari cliché del teen romance, disperde le istanze comunicative a cui dovrebbe tendere il cuore dell’operazione in questione.

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Come tutti i suoi (non encomiabili) predecessori, questo Charlotte M. – Il film: Flamingo Party mostra sin da subito una totale incompetenza nel ragionare sulla sua stessa configurazione/identità di prodotto-merce. All’assenza di qualsiasi vocazione all’originalità, segue qui un evidente imbarazzo nel giustificare linguisticamente il travaso di idee, icone e formati di “derivazione web” verso gli spazi narrativi del cinema. Se i prodotti dei content creator funzionano agli occhi della loro fanbase proprio perché destinati ad un consumo rapido e istantaneo, è chiaro che quegli stessi codici che li rendono così efficaci su internet collassano nel momento in cui si “adeguano” alle grammatiche del cinema. E finché i produttori non ragioneranno sul significato di questa trasmigrazione di linguaggi, ci troveremo sempre a fare i conti con testi di questo tipo: incapaci non solo di definire il senso della loro esistenza, ma anche di pensare un contatto con il pubblico. E non più solamente con gli utenti.

Regia: Emanuele Pisano
Interpreti: Charlotte M., Alisia Ferri, Eleonora Trevisani, Gabriele Rizzoli, Veronica Gaggero
Distribuzione: Notorious Pictures
Durata: 90′
Origine: Italia, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
1
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Il voto dei lettori
3.8 (25 voti)
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