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Che Dio perdona a tutti, di Pif

Dal romanzo umoristico alla commedia la quarta regia di Pif è un’altra prova da autore brillante che come pochi sa profanare (mai così letteralmente) il dramma di un’ironia senza eroi o maestri

C’è una scena memorabile in Acqua e sapone di Carlo Verdone, una di quelle che nascono solo dai guizzi di grande scrittura. Il (finto) prete Don Micheal Spinetti è in pasticceria con la sua studentessa americana Sandy, mangiano dolci di gusto quando a un certo punto il Don si sporca di crema la giacca e dal profondo del cuore, si lascia scappare un “Porca puttana Eva!”. Nel negozio, d’improvviso, il gelo. “Hai sentito er prete – si dicono allibiti i pasticceri – ha detto porca puttana…e pure Eva! 

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Ecco, forse l’ultimo film di Pif Che Dio perdona a tutti (dal suo omonimo romanzo del 2018), tra dolci e sbandate di fede, non è tanto lontano dagli equivoci verdoniani e dei tipi romani spassosi almeno quanto miserabili. Ma stavolta siamo nella Palermo buffa e malinconica di Pif (all’anagrafe Pierfrancesco Filiberto) che della Sicilia oggi è tra i più interessanti cantastorie.

Il suo Arturo è un agente immobiliare di fantozziana memoria, goffo e sfiduciato, né particolarmente fascinoso o brillante, “nu pinnuluni” come lo chiama il suo capo. È il decimo per il calcetto fatto persona, che senza troppe storie si infila i guantoni e va verso la porta per restarvi tutta la partita. Ma ha un talento l’Arturo di Pif, che sarà anche la sua fortuna: ama e conosce i dolci come le sue tasche, li guarda ammaliato durante i suoi vlog verticali pregustandoli in ogni minimo fotogramma. Quando allora incontra la bellissima pasticcera Flora la vita di Arturo si illumina di una nuova luce. Ma a dividerli c’è solo un in-trascurabile dettaglio: Flora è una fervente cattolica e pur di non perderla il protagonista fingerà di credere in Dio, quel Dio che non prega ormai da quarant’anni, forse dalla “preistorica” semifinale mondiale dell’82’ Italia-Brasile…

che dio perdona a tutti

Dal romanzo umoristico alla commedia, la quarta regia di Pif è un’altra prova da autore brillante – lui sì, al contrario del suo Arturo – che come pochi altri riesce a profanare (mai così letteralmente) il dramma sociale di un’ironia senza eroi o maestri. Quella di Pif e Michele Astori è una penna riconoscibile e insieme variegata, mai eccessivamente compiaciuta della sua impronta. Che Dio perdona a tutti ha forse un corpo più tradizionale rispetto alla precedente satira “cyberpunk” di E noi come stronzi rimanemmo a guardare, ma d’altronde “la tradizione non consiste nel conservare le ceneri, ma mantenere viva una fiamma” citando il maestro pasticcere di Flora.

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E stavolta la fiamma da tenere in vita è proprio quella dell’amore. Arturo inventa un mare di parole, bugie e confuse recite del Credo, fino a vestire i panni di uno sconosciuto Gesù lungo una tesissima via crucis in stile Monty Python. Tutto per non deludere la sua Flora. E proprio quando la maschera sembra crollata tra uno sciù e l’altro, ecco un impossibile alleato per Arturo: sua Santità. Affezionato richiamo a Papa Francesco, lontano da quel pontefice metafisico e irraggiungibile per Jannacci ne L’udienza di Marco Ferreri, la versione di Pif è piuttosto uno spiritoso confessore, forse addirittura più simile al Pap’occhio di Arbore per il suo piglio pop così amabilmente terreno.

Che Dio perdona tutti diverte, riflette e convince. È un film vivo, a volte sfilacciato (forse l’atto centrale ne risulta il più debole) ma oltremodo genuino. Commedia di teneri incontri, tra Arturo e Laura ma soprattutto tra il Papa e Arturo, con il primo che insegna la fede più pura e il secondo nomi e caratteri della gastronomia siciliana, perché “i dolci non daranno la vita eterna è vero, ma ognuno sceglie la sua croce“.

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Regia: Pierfrancesco Diliberto (Pif)
Interpreti: Pif, Giusy Buscemi, Francesco Scianna, Carlos Hipólito, Maurizio Marchetti, Domenico Centamore
Distribuzione: PiperFilm
Durata: 113′
Origine: Italia, 2026

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.7
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Il voto dei lettori
3.08 (62 voti)

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