Chef – La ricetta perfetta, di Jon Favreau


Cinema. Cibo, Twitter e Musica. Sono questi gli ingredienti che il regista usa nel suo piccolo e riuscito Chef – La ricetta perfetta, la sua ultima fatica. Il film in cui Favreau, con l'uso consapevole degli stereotipi del genere culinario e di soluzioni narrative prevedibili, rivendica la libertà artistica di fare, nella propria cucina, quello gli pare

Sembra che abbandonando, almeno momentaneamente, il mondo dei grandi budget hollywoodiani, Jon Favreau abbia trovato la sua ricetta perfetta per fare Cinema. Cibo, Twitter e Musica. Sono questi gli ingredienti che il regista usa nel suo piccolo e riuscito Chef – La ricetta perfetta, la sua ultima fatica. Il film, dunque, racconta le vicissitudini di Carl Casper, ex-chef di un rinomato ristorante di Los Angeles, costretto a ripartire da uno sgangherato food truck, tra le strade del profondo sud statunitense, per ritrovare la passione nel proprio mestiere e per istaurare un rapporto solido con suo figlio. Già dalla decisione di interpretare in prima persona il protagonista, Favreau rende manifesto il desiderio di parlare di sé, di mettere in scena un’esplicita, rumorosa e colorata autobiografia.

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Dopo aver inaugurato lo stile Marvel Movie con il primo Iron Man, e aver continuato a muoversi tra blockbuster più o meno riusciti, il regista deve aver sentito il bisogno quasi fisiologico di mettersi in gioco con qualcosa di libero e genuinamente banale, utile a fargli ricordare il perché ami ancora questo lavoro. Per questo motivo Chef è il suo personalissimo camioncino di sandwich cubani.

E’ impossibile, infatti, distinguere nei dialoghi il confine tra la finzione narrativa e la lucida, consapevole, riflessione sulla propria vita e sulla propria professione. Circondato dagli amici di sempre (Robert Downey Jr. e Scarlett Johansson) e dai volti perfetti di caratteristi encomiabili (Bobby Cannavale e John Leguizamo, a loro agio nel caos delle cucine), Favreau confeziona una pellicola volutamente e orgogliosamente scontata, dove gli stereotipi del cinema di genere culinario, la prevedibilità del rapporto padre-figlio e un finale favolistico ai limiti del plausibile, sono i segni chiari di chi rivendica la libertà artistica di fare, nella propria cucina, quello gli pare.  Privo dei diktat e delle restrizioni dei grandi studios, l’autore trova l’ispirazione per fare un commovente omaggio all’Arte (non solo culinaria) realizzando una sorta di musical caraibico (splendido il momento della cover-salsa di Sexual Healing di Marvin Gaye) in cui trova spazio anche un divertente uso spregiudicato dei social network. “Io adoro quello che faccio”, dice a un certo punto il protagonista al figlio, ed è chiaro che Favreau, piuttosto che al piccolo Emjay Anthony, stesse parlando a tutti noi. 


Titolo originale: Chef
Regia:
 Jon Favreau
Interpreti: Jon Favreau, Sofía Vergara, John Leguizamo, Scarlett Johansson, Dustin Hoffman
Origine: Usa, 2014
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 115’ 

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