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Chi vince gli Oscar quest’anno?

The Brutalist o Anora? Brody o Chalamet? Moore o Madison? Il crollo di Emilia Pérez e l’outsider Conclave. Ecco una panoramica sui favoriti per l’Academy Award

La stagione degli Oscar 2025 è ufficialmente entrata nel vivo. Nonostante il tipico snobismo con cui molta critica e pubblico approccia l’evento, la realtà è che il mondo intero in questo momento sta discutendo e litigando mentre cerca di identificare chi conquisterà il premio più prestigioso. Le quote dei bookmaker e il fenomeno delle scommesse testimoniano l’importanza e l’ampiezza di questo evento.

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Se pensavate che gli Oscar fossero solo una divertente serata di premiazioni da guardare in TV, ripensateci. Si tratta di un evento globale, capace di attirare l’attenzione di milioni di persone. L’estensione sconfinata dell’avvenimento e la magia della statuetta placcata in oro 24 carati genera un problema. Non si possono accontentare tutti e, spesso, nel tentativo di accontentare tutti l’Academy ha finito per non accontentare nessuno. Quest’anno, persino le nomination hanno suscitato molto clamore. L’esclusione di Guadagnino, passato dalla possibilità di partecipare agli Oscar con due film a non essere considerato, e altre scelte piuttosto discusse, come la mancata candidatura per Nicole Kidman, coraggiosa protagonista di Babygirl, hanno sottolineato “una predilezione per un cinema smodato, eccessivo ma non per questo provocatorio”.

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Forse dovremmo chiederci: qual è lo scopo degli Oscar? Risolvere i problemi della nostra cultura o solamente portare soldi all’industria cinematografica? La risposta è complessa. Tanto complessa che è forse giusto prenderla come un gioco. Ma anche in un gioco ci sono delle regole.

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Ecco che nel cuore della battaglia per il Miglior Film, Emilia Pérez sembrava destinato a spazzare via ogni avversario. Con ben 13 nomination, un record assoluto per un film straniero, il film di Jacques Audiard ha avuto una partenza strabiliante. La sua corsa verso la statuetta dorata, però, è stata travolta da un’improvvisa tempesta. Le polemiche legate alla protagonista Karla Sofía Gascón, accusata di aver rilasciato dichiarazioni controverse sui social riguardo la comunità musulmana e quella black, hanno messo in crisi la sua candidatura. Si sono poi insidiate alcune critiche per la rappresentazione stereotipata del Messico che offrirebbe il film oltre all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per modificare la voce di Gascón. Questi elementi hanno fatto precipitare le quotazioni del film, che è ora dato a 25.00, con gli esperti che lo danno praticamente fuori gioco.

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Tra i favoritissimi, The Brutalist di Brady Corbet ha conquistato la critica con la sua regia impeccabile e una narrazione mozzafiato. Il film, forte della performance magnetica di Adrien Brody, è uno dei principali contendenti per la statuetta di Miglior Film. Attualmente, The Brutalist è quotato a 4.50, con gli scommettitori che lo vedono possibile vincitore della serata. Il vero favorito è però Anora di Sean Baker. La critica ha amato la regia audace e fresca dell’autore di Un sogno chiamato Florida e il suo percorso mirabolante che lo ha portato a conquistare la Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes. Anora è candidato a sei Oscar, tra cui miglior film e miglior regista. Il cast ha ricevuto una nomination ai SAG Awards, e il film ha avuto un sorprendente successo al botteghino, accendendo la discussione riguardo al mondo del sex work. Di recente, ha trionfato nei tre dei principali precursori dell’Oscar (Critics Choice, PGA, DGA). Non influenza più di tanto la sconfitta ai BAFTA, dove il film ha comunque ottenuto altri due premi, tra cui miglior attrice protagonista per Madison e in cui il premio a Miglior Film non è andato al suo diretto contendente (The Brutalist). Anora sembra quindi aver consolidato la sua posizione da favorita e la quota di 1.35 ne rispecchia la forza.

Nella categoria Miglior Attore Protagonista, Adrien Brody pare destinato a portarsi a casa la statuetta per la sua interpretazione in The Brutalist. La sua performance è intensa e magnetica. Brody ha convinto critica e pubblico ed è favorito assoluto con una quota di 1.80. Occhio però al giovane Timothée Chalamet, protagonista di A Complete Unknown, che potrebbe trionfare a sorpresa. Con una quota di 2.50, Chalamet ha tutte le carte in regola per diventare il più giovane attore nella storia degli Oscar a vincere la statuetta dorata, accostando proprio Adrien Brody, che detiene ora il primato avendo vinto a 29 anni per Il pianista nel 2003. Non è un’impresa facile, ma  l’interpretazione di Chalamet nel film di Mangold potrebbe stravolgere ogni previsione. Inoltre, Timmy è molto presente nel percorso di presentazione del film e la sua notorietà è ormai alle stelle (L’importanza (e il tormento) di essere Timothée Chalamet) e questa è una cosa che piace molto all’Academy.

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Demi Moore, quotata 1.60, è la grande favorita per l’Oscar alla Miglior Attrice Protagonista grazie alla sua sorprendente prima nomination per The Substance, un thriller in cui propone una performance inquietante e fisicamente impressionante. Con anni di successi alle spalle e una vittoria ai Golden Globe, Moore sembra pronta a trionfare. Tuttavia, non è da sottovalutare Mikey Madison, l’attrice protagonista di Anora di Sean Baker, che ha sorpreso tutti (compresa sé stessa) trionfando ai recenti premi BAFTA, in cui ha battuto le sue colleghe in una corsa che sembrava già decisa. Con una quota di 2.25, Madison è ora una seria contendente e la sua performance potrebbe insidiare quella di Moore. Infine, Fernanda Torres, ha attirato l’attenzione dei critici con I’m Still Here, un dramma storico che la vede nei panni di Eunice Paiva, una donna segnata dalla dittatura brasiliana. Nonostante la distanza nelle quote (Torres è a quota di 12.00) il suo lavoro emozionante e politicamente potente potrebbe rivelarsi una sorpresa.

La corsa per il Miglior Regista è una delle più accese. Sean Baker, con Anora, sembra avere un certo vantaggio. La regia audace e la freschezza della sua narrazione lo hanno portato a una quota di 1.50. Dall’altro lato della barricata, Brady Corbet ha creato un’opera che ha fatto parlare di sé in tutto il mondo. The Brutalist ha segnato un impatto profondo e molti esperti considerano Corbet il vincitore della statuetta. Il regista è attualmente quotato a 3.00 e non è quindi affatto fuori gioco.

Per la categoria del Miglior Attore Non Protagonista Kieran Culkin è, in teoria, il vincitore designato. La sua interpretazione in A Real Pain lo ha reso il favorito assoluto, con una quota bassissima di 1.10. Tuttavia, dietro di lui c’è Guy Pearce, che con The Brutalist sta lentamente guadagnando terreno.

Per la categoria Migliore Attrice Non Protagonista, Zoe Saldana è saldamente in testa grazie alla sua straordinaria performance in Emilia Pérez. Le sue quote, ferme a 1.12, indicano che è la grande favorita. Non possiamo però ignorare Ariana Grande, che ha sbalordito tutti con il suo ruolo di Glinda in Wicked. Con una quota di 6.00, la cantante potrebbe davvero rappresentare l’outsider della stagione, pronta a sovvertire le previsioni.

Se pensiamo agli outsider non si può non citare Conclave, che ha recentemente vinto i BAFTA come Miglior Film. Con un cast stellare e una trama intrigante, l’opera di Edward Berger potrebbe regalare un colpo di scena. Isabella Rossellini, candidata come Miglior Attrice Non Protagonista, è data a 20.00, una quota succulente che segnerebbe un’impresa memorabile per l’attrice italiana alla prima candidatura.

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