Ci lascia André S. Labarthe

Lo scorso 5 marzo è scomparso, alla veneranda età di 86 anni, a Parigi, il cineasta, produttore, attore e critico cinematografico francese André S. Labarthe, che lascia dietro di sé una gigantesca produzione di lavori pionieristici, tra i quali spiccano le serie televisive documentaristiche Cinéastes de notre temps (anni Sessanta e Settanta) e successivamente Cinéma de notre temps (anni Novanta e Duemila), dirette insieme a Janine Bazin.

Dotato di una cultura a carattere “enciclopedico” e di curiosità intellettuale insaziabile, Labarthe seppe avvicinare il mondo dell’arte integralmente, trovando sempre angolazioni e toni giusti per tessere ritratti di personalità disparate, dalla danzatrice Sylvie Guillem (1988) all’artista Roy Lichtenstein (1996). Molto noti sono anche i suoi “film-saggio” su Philippe Sollers (1998) e l’adorato pensatore Georges Bataille (1997), di cui sognava di adattare l’opera Le Bleu du ciel (1957), tutti lavori che si imporranno presto come modelli del genere.Tra i “classici” con i quali si fece conoscere nel panorama cinematografico francese degli anni Sessanta, Le Dinosaure et le Bébé (1967), ovvero un dialogo da lui ripreso (in otto parti) tra i due grandi cineasti Fritz Lang e Jean-Luc Godard.

Di indole gentile ed estremamente affabile ed elegante, Labarthe fu storico membro dei Cahiers du Cinéma, dove si distinse per l’originalità dei suoi gusti, fortemente influenzati dal surrealismo. Labarthe fu un sottile critico cinematografico, che riuscì a cogliere precocemente il talento di numerosi registi, tra i quali Shirley Clarke e John Cassavetes, del quale si farà appassionato divulgatore.

Labarthe regista, affermava spesso di girare film per “sfamare lo spettatore”: l’intera sua opera è costruita a partire dal suo lavoro di critico, quindi sgorgava soprattutto dall’amore e dalla stima per il cinema degli altri.