Cina: Il vecchio e il nuovo. Il cinema di Jia Zhang-ke

Jia Zhang-ke, universalmente considerato il rappresentante di maggior rilievo della cosiddetta Sesta Generazione del cinema cinese, approda dal 3 al 6 maggio al Cinema Trevi di Roma con una retrospettiva all’insegna di un progetto promosso dal Centro Sperimentale di Cinematografia insieme alla Cineteca di Bologna, il Museo Nazionale del Cinema di Torino, l’Associazione Circuito Cinema di Modena, la Cineteca Sarda e il Centro Espressioni Cinematografiche di Udine. La personale di grande interesse rappresenta un evento inedito nel panorama italiano. Ufficialmente inserita dalla Commissione Europea tra gli eventi correlati al progetto “2012 Anno del Dialogo Interculturale UE-Cina” intende promuovere e rafforzare il dialogo interculturale e la comprensione reciproca attraverso scambi culturali e contatti diretti che si terranno negli stati membri dell’Unione Europea e in Cina, di sviluppare la cooperazione tra istituzioni e organizzazioni culturali europee e cinesi e di stabilire un confronto continuativo su argomenti di comune interesse. I film del registi propongono un’attenta disamina sui processi di trasformazione che hanno coinvolto la Cina negli ultimi tempi. Sotto le luci della ribalta sfilano a fine dell’ideologia maoista, l’apertura alla cultura occidentale, l’introduzione del modello capitalistico in una versione riveduta e corretta, la gestione dell’ambiente, la nascita di nuove classi sociali.

3 maggio

ore 17

Proiezione di “Xiao Wu” (Pickpocket, 1998). Una camera di 16mm e un budget limitato riescono a dar vita a uno dei film più discussi del regista. Censurato dal governo cinese e vincitore dei festival di Nantes, Pusan e Vancouver, è la storia di un ladruncolo che decide di cambiare vita una volta persa la testa per una prostituta.

ore 19
Proiezione del film “Zhantai” (Platform, 2000). Vincitore dei Festival di Nantes e Singapore, illustra le interconnessioni tra un gruppo di ragazzi intensamente legati alle sorti del gruppo teatrale di cui fanno parte.
 
ore 21.45
Proiezione di “Ren Xiao Yao” (Unknown Pleasures, 2002), la storia di due amici che oziano tra progetti scanzonati e disillusi amori. Vincitore del Festival di Singapore e in concorso al Festival di Cannes, la pellicola, insieme alle precedenti, sembra costituire una sorta di trilogia informale sulla trasformazione della società cinese.

4 maggio

ore 17
Proiezione di “Shijie” (The World, 2004). Prima opera girata con l’approvazione del governo cinese, il film corteggia l’idea di Pechino come world city, dando voce alle passioni di due ragazzi.

ore 19.30
Proiezione di "Sanxia Haoren" (Still Life, 2006), intimo dramma sulla ricerca e il vagheggiamento di amori perduti.

ore 21.30
Proiezione dell’”Intervista a Ja Zhang-ke” (2012, 27’), realizzata il 30 marzo via skype, a cura di Lorenzo Codelli, Andrea Morini, Alberto Morsiani.
A seguire verrà proiettato "Dong" (2006), documento sul pittore Liu Xiaodong, seguito dal regista in uno dei suoi viaggi alla ricerca del soggetto da ritrarre.

5 maggio

ore 17
Proiezione di “Wuyong” (Useless, 2007), film politico sulle mutazioni spaziali per osservare la disintegrazione materiale e storica di un paese.
 

ore 18.30
Proiezione di “Er shi si cheng ji” (24 City, 2008). In concorso al festival di Cannes, il film racconta il confronto di tre generazioni sullo sfondo di una storia di sacrifici e di nostalgia, di ideologia e di trasformazione.  

ore 20.30
Proiezione di “Hai shang chuan qi” (I Wish I Knew, 2010), una pellicola sulla storia di Shanghai attraverso le voci di diciotto persone che ricordano la propria vita.

6 maggio

ore 17
Replica di “Zhantai

ore 20.00 Replica di “Sanxia Haoren

ore 22.00
Replica di “Dong

Le proiezioni sono in lingua originale con sottotitoli in italiano, ad eccezione di “Sanxia Haoren” (Still Life), presentato in versione italiana.