Cinema Detour Aprile 2011

Cinema Detour – Aprile 2011


April 2011

Cinema Detour / Oasi Urbana – Via Urbana 107 (NUOVA SEDE) 00184 Roma
www.cinedetour.it – cinedetour@tiscali.it Ingresso riservato ai soci.
tessera (5? a trimestre) + sottoscrizione
Admission: Membership Card + Free Subscription Cinema Detour is affiliated
to FICC (Federazione Italiana Circoli Cinema)

VEN 1 APRILE EBBRI DI CINEMA presentano
[S]pazzi indipendenti, percorsi invisibili alla ricerca del cinema
contemporaneo 21.00 LA CURRYBONARA di Ezio Maisto (Italia 2010, 15' ) Robin
e Olga sono partiti entrambi dall'Est per cercare fortuna nel West del
mondo. Ma la desolata landa di terra promessa che sono faticosamente
riusciti a conquistare è ogni giorno minacciata da un “pericoloso” nativo
del luogo. Il corto spaghetti-western ha partecipato a vari festival,
vincendo per la miglior sceneggiatura al Premio Cortolazio 2009-10, Miglior
Corto al Visioni Fuori Raccordo Film Festival 2010 e ben tre premi (Miglior
film, regia e attrice protagonista) al XII VideoLab di Ragusa.
21.30 LA ANTENA di Esteban Sapir (Argentina 2007, 90 min v.o. sott.
Italiano) Una città intera è nelle mani di Mr. TV, il proprietario del
canale televisivo locale, che ha un piano sinistro: assoggettare tutti gli
abitanti alla sua volontà attraverso messaggi subliminali veicolati per
mezzo dei suoi programmi. Ogni riferimento è puramente casuale… –>
trailer –> trailer

SAB 2 APRILE Serata Bollywood: cena + commedia musicale a partire dalle
19.30: cena indiana equo-solidale a cura della Bottega Oasi Urbana 20.30 3
IDIOTS (India, 2009 164') di Rajkumar Hirani, con sceneggiatura di Abhijat
Joshi, e prodotto da Vidhu Vinod Chopra. Con Aamir Khan, R. Madhavan,
Sharman Joshi, Kareena Kapoor, Omi Vaidya, Parikshit Sahni e Boman Irani.
Due amici, Raju e Farhan, iniziano a cercare un amico, Rancho, che non
vedono più da quando erano giovani. Nel corso della loro ricerca, i
protagonisti avranno modo di onorare una scommessa fatta in gioventù e poi
dimenticata, manderanno a monte un matrimonio e prenderanno parte ad un
funerale dove le cose andranno completamente fuori controllo.
Contemporaneamente, i due inizieranno un viaggio interiore attraverso i
propri ricordi e le avventure trascorse insieme al loro amico Rancho.
Vagamente ispirato al romanzo Five Point Someone di Chetan Bhagat. Sono
garantiti abiti bellissimi dai colori sgargianti, irresistibili balli di
massa e una strepitosa colonna sonora. Insomma impossibile non tenere il
ritmo!

MAR 5 APRILE Norden Zone
21.00 STRINGS di Anners Ronnow-Klarlund (Danimarca/Svezia/Norvegia/Regno
Unito 2004, 92 min v.o. sott. Italiano). Una produzione della mitica
Zentropa di Lars Von Trier. L'eterna rivalità tra Hebalon e gli Zeriths
giunge ad un punto di svolta quando il sovrano di Hebalon (il Kharo) si
recide il filo della testa. Sua volontà sarebbe che il figlio Hal portasse
la pace, ma il perfido Nezo attua un piano per nascondere la vera natura
della morte del Kharo attribuendola al capo degli Zeriths. Film interamente
realizzato con marionette di legno. Non solo non si ricorre ad abbellimenti
in Computer Grafica per ovviare alla staticità dei personaggi, ma vengono
lasciati anche i fili che ne guidano i movimenti, che diventano parte
integrante della storia.

MER 6, GIOV 7, VEN 8, SAB 9 APRILE DETOUR SPAZIO DOC presenta:
Un viaggio nei territori della città più mistificata d'Italia “C'è una cosa
che nessuna tv, nessuna radio può riportare fedelmente: il silenzio. Nei
primi giorni dopo il sisma il silenzio era ovunque. Non solo tra le macerie.
Le persone andavano in giro come fantasmi. In mezzo alla gente c'era il
silenzio, dentro la testa c'era il silenzio”

21.00 JU TARRAMUTU (Italia 2010, 89') di Paolo Pisanelli.
La notte del 6 aprile 2009 un violento terremoto ha devastato una delle più
belle città italiane e il suo territorio, dotato di uno straordinario
patrimonio artistico e naturale. Dopo quella notte, L'Aquila è divenuta
teatro della politica sia nazionale che internazionale. Il Presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi, ha deciso di spostare il summit del G8 nel
capoluogo abruzzese per captare l'attenzione e ottenere aiuti
internazionali. Per mesi le persone “terremotate” sono rimaste spaesate e
totalmente escluse dalle scelte politiche che decidevano il loro futuro. In
un periodo di quindici mesi di riprese, il film racconta la città più
mediatizzata e mistificata d'Italia, passata dalla rassegnazione alla
rivolta attraverso mille trasformazioni, intrecciando storie di persone,
luoghi, cantieri, voci e risate di “sciacalli” imprenditori che hanno
scatenato la protesta delle carriole, quando ormai il terremoto non faceva
più “notizia”. Riprendiamoci la città hanno gridato gli abitanti dell'Aquila
e si sono organizzati per spalare le macerie, dimostrando la volontà di non
rassegnarsi al silenzio, anche se costretti a vivere nelle periferie di una
città fantasma.

MER 13 APRILE Norden Zone
21.00 BLEEDER di Nicolas Winding Refn (Danimarca 1999, 98 min v.o. sott.
Italiano) Leo e Louise sono una giovane coppia che vive insieme a
Copenhagen. Leo è insoddisfatto della sua vita, e quando viene a sapere che
Louise è incinta, e dopo aver assistito ad una sparatoria, viene sedotto
dalla violenza e comincia una discesa in una spirale di sangue. Non di
secondaria importanza, ma senza togliere coerenza alla vicenda principale,
la storia di Lenny, commesso cinefilo in una videoteca, e Lea, cameriera in
un fast-food Anche qui il regista danese utilizza quei cambi improvvisi di
ritmo e di stile, quelle accelerazioni improvvise alle quali ci ha abituati
nelle sue altre opere.

GIO 14 APRILE NIHON EIGA – Storia del cinema giapponese 1979-2010 a cura di
Ass. cult. Cinema senza frontiere. Serata NAGISA OSHIMA 21.00 MAX MON AMOUR
(Giappone, Francia, Usa 1986, 86 ') di Nagisa Oshima. La moglie di un
diplomatico britannico a Parigi passa due ore al giorno in un appartamento
subaffittato. Il marito geloso le fa visita, pronto ad affrontare il suo
amante, per restare sbigottito nel trovarla in compagnia di uno scimpanzé di
nome Max. A questo punto, sarebbe più semplice e meno imbarazzante se questa
strana coppia vivesse assieme, con la scimmia a fare la parte dell 'animale
“domestico”. In tal modo, il marito potrebbe indagare meglio la natura del
rapporto che lega i due. Max però porta scompiglio nel mondo benestante a
cui appartiene la ricca famiglia della donna…
Presentazione del volume a cura di Stefano Francia di Celle, “Nagisa
Oshima”, Il Castoro, 2009

VEN 15 APRILE EBBRI DI CINEMA presentano [S]pazzi indipendenti, percorsi
invisibili alla ricerca del cinema contemporaneo 21.00 Ospiti Matteo
“Canesecco” Bruno e Claudio Di Biagio registi del videoclip musicale
“Eleonor Rigby” cover dei Beatles ad opera della band About Wayne e il nuovo
video della stessa band inedito. Entrambi saranno proiettati in apertura di
serata.
21.30 A FILM WITH ME IN IT (Irlanda 2008, 83') di Ian Fitzgibborn. Mark
(Mark Doherty) è un clarinettista e attore di scarso successo. In costante
ricerca di lavoro, egli vive con il fratello paraplegico David (David
O'Doherty, fratello di Mark anche nella realtà), la fidanzata Sally (Amy
Huberman) ed il suo migliore amico Pierce (Dylan Moran), aspirante
sceneggiatore che sperpera tutti i suoi averi in scommesse e birra. Mentre
Mark e Pierce tentano di trovare la giusta storia per scrivere una
sceneggiatura di successo, il loro proprietario di casa, Jack (Keith Allen),
continua a fargli pressioni affinché paghino i vari mesi di affitto
arretrati, ricattandoli, rifiutandosi di riparare i vari guasti che sembrano
affliggere lo scantinato. Una serie di sfortunati eventi fornirà loro vari
spunti per un film ai limiti dell'assurdo. Il film è stato presentato ai più
importanti festival internazionali, tra cui Edimburgo, Toronto e Istanbul,
dove ha vinto il premio speciale della giuria. Nominato a 6 Irish Film and
Television Awards (IFTA), tra cui miglior film e miglior sceneggiatura, il
film ha perso in tutte le categorie, in favore di Hunger, film di Steve
McQueen presentato durante la prima serata della rassegna.

SAB 16 APRILE DETOUR SPAZIO DOC presenta:
Un viaggio nei territori della città più mistificata d'Italia “C'è una cosa
che nessuna tv, nessuna radio può riportare fedelmente: il silenzio. Nei
primi giorni dopo il sisma il silenzio era ovunque. Non solo tra le macerie.
Le persone andavano in giro come fantasmi. In mezzo alla gente c'era il
silenzio, dentro la testa c'era il silenzio”
21.00 JU TARRAMUTU (Italia 2010, 89') di Paolo Pisanelli. La notte del 6
aprile 2009 un violento terremoto ha devastato una delle più belle città
italiane e il suo territorio, dotato di uno straordinario patrimonio
artistico e naturale. Dopo quella notte, L'Aquila è divenuta teatro della
politica sia nazionale che internazionale. Il Presidente del Consiglio,
Silvio Berlusconi, ha deciso di spostare il summit del G8 nel capoluogo
abruzzese per captare l'attenzione e ottenere aiuti internazionali. Per mesi
le persone “terremotate” sono rimaste spaesate e totalmente escluse dalle
scelte politiche che decidevano il loro futuro. In un periodo di quindici
mesi di riprese, il film racconta la città più mediatizzata e mistificata
d'Italia, passata dalla rassegnazione alla rivolta attraverso mille
trasformazioni, intrecciando storie di persone, luoghi, cantieri, voci e
risate di “sciacalli” imprenditori che hanno scatenato la protesta delle
carriole, quando ormai il terremoto non faceva più “notizia”. Riprendiamoci
la città hanno gridato gli abitanti dell'Aquila e si sono organizzati per
spalare le macerie, dimostrando la volontà di non rassegnarsi al silenzio,
anche se costretti a vivere nelle periferie di una città fantasma.

MAR 19 APRILE DETOUR SPAZIO DOC presenta: ZALAB distribuzione Ai confini
della FORTEZZA EUROPA 21.00 IL SANGUE VERDE di Andrea Segre (Italia 2010,
57') Rosarno, Calabria, gennaio 2010. Gli immigrati africani scendono in
strada per manifestare contro chi, dopo averli sfruttati, li minaccia o
addirittura li uccide. Hanno paura. Qualcuno non ha il coraggio nemmeno di
manifestare: solo il rumore dei petardi gli riporta alla mente la guerra da
cui è fuggito, figuriamoci gli spari veri. Ma il governo italiano dice il
contrario, afferma pubblicamente che sono loro a far paura e li costringe
alla diaspora. Andrea Segre, da sempre sensibile all'appello dei migranti,
forse anche per le origini padovane, va a cercarli per restituire loro la
parola. Ecco allora i racconti di chi, arrivato in Italia convinto che fosse
il paradiso si è ritrovato all'inferno, a dormire per terra, a rischio di
congelamento, dopo aver lavorato 10 o 14 ore a raccogliere arance per un
euro a cassetta. Le persone che il documentario sceglie di seguire, lungi
dall'essere marziani dal sangue di diverso colore, sono uomini istruiti,
passati dalla padella alla brace, schiavi che sanno di esserlo, ridotti così
dalla crisi dei più ricchi, che non sono nemmeno liberi di tornare a casa,
perché non possono certo farlo a mani vuote. Il messaggio è immediato:
sembra roba d'altri tempi e di un altro mondo, invece è “cosa nostra” (la
'Ndrangheta impera), qui e ora. Cinema dell'urgenza ma non per questo della
fretta, il lavoro di Segre bada alle immagini quanto alle parole,
privilegiando, anche per le prime, la loro natura di documenti, di
dimostrazioni, di prova sul banco degli imputati e se un processo non c'è
invece ci dovrebbe essere, che il cinema serva anche a questo. Trenta
caporali di Rosarno sono stati arrestati, che sia solo l'inizio. (da
mymovies)
22.15 MAGARI LE COSE CAMBIANO un film di Andrea Segre, con la fotografia di
Luca Bigazzi. Neda è una signora romana di 50 anni. Una “romana de Roma”.
Nel senso che è cresciuta negli anni '60 nel cuore della capitale, a due
passi dal Colosseo. Oggi però Neda non vive più nel suo rione. Sta a Ponte
di Nona. Nel cuore delle “nuove centralità” alla periferia di Roma. 6 Km
oltre il Grande Raccordo Anulare, lungo la Prenestina, oltre 20 km dal
Colosseo. Sara, 18 anni, a Ponte di Nona invece ci è cresciuta. Figlia di
una pugliese e di un egiziano, è una delle pochissime ragazze di Ponte di
Nona che ha avuto la possibilità di studiare al liceo. Dal cuore della
borgata periferica, Sara e Neda ci conducono in una sorta di inchiesta
spontanea sulle dinamiche di interesse e di potere che segnano le vite
quotidiane di migliaia di cittadini come loro: quartieri costruiti senza
servizi, senza collegamenti viari, senza luoghi di socialità, senza nessuna
manutenzione. Un racconto per non tacere il disagio e la rabbia, che prova a
seguire in silenzio le vite, i pensieri, le scoperte di persone meravigliose
in difficili terre di periferia, ritratte nelle geometrie vive di un grande
fotografo come Luca Bigazzi. “Magari le cose cambiano” è un film sulla
dignità di uomini e soprattutto donne che hanno ancora il coraggio di non
accettare ingiustizie sociali e guerre tra poveri. Un film lanciato da due
nuove realtà produttive libere e indipendenti come ZaLab e Officine, per
sfidare l'immobile mercato cinematografico italiano.

MER 20 APRILE DETOUR SPAZIO DOC presenta: ZALAB distribuzione Ai confini
della FORTEZZA EUROPA 21.00 COME UN UOMO SULLA TERRA di Andrea Segre,
Dagmawi Ymer, Riccardo Biadene. (Italia 2009, 60') Dag studiava
Giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte repressione
politica nel suo paese ha deciso di emigrare. Nell'inverno 2005 ha
attraversato via terra il deserto tra Sudan e Libia. In Libia, però, si è
imbattuto in una serie di disavventure legate non solo alle violenze dei
contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il Mediterraneo, ma anche e
soprattutto alle sopraffazioni e alle violenze subite dalla polizia libica,
responsabile di indiscriminati arresti e disumane deportazioni.
Sopravvissuto alla trappola Libica, Dag è riuscito ad arrivare via mare in
Italia, a Roma, dove ha iniziato a frequentare la scuola di italiano
Asinitas Onlus punto di incontro di molti immigrati africani coordinato da
Marco Carsetti e da altri operatori e volontari. Qui ha imparato non solo
l'italiano ma anche il linguaggio del video-documentario. Così ha deciso di
raccogliere le memorie di suoi coetanei sul terribile viaggio attraverso la
Libia, e di provare a rompere l'incomprensibile silenzio su quanto sta
succedendo nel paese del Colonnello Gheddafi.
22.15 A SUD DI LAMPEDUSA (Italia 2006, 31') un film di Andrea Segre. I
camion che attraversano il deserto del Teneré; le agenzie di viaggio che da
Agadez, nel nord del Niger, organizzano i passaggi; ma soprattutto i
rimpatri coatti effettuati dalla Libia sotto le pressioni europee. Questo
film racconta la faccia nascosta di un'emigrazione di cui noi spesso vediamo
solo l'ultima tappa, lo sbarco nell'isola di Lampedusa. Chi sono questi
candidati all'emigrazione? Da dove vengono? E soprattutto, perché emigrano?
Girato nel deserto del Sahara nel maggio del 2006, “A Sud di Lampedusa”
racconta il vissuto di questi africani in fuga dai loro paesi, per scelta,
per disperazione o semplicemente per voglia di avventura -E' difficile
viaggiare con questi camion? – Per noi non è tanto difficile, perchè in
qualche modo ci siamo abituati. Ma per qualcuno che lo fa per la prima
volta, può essere molto difficile. Un camion serve a trasportare merci, non
esseri umani… Cittadino nigerino in viaggio attraverso il deserto.

GIO 21 APRILE DETOUR SPAZIO DOC presenta: ZALAB distribuzione Ai confini
della FORTEZZA EUROPA 21.00 MAGARI LE COSE CAMBIANO un film di Andrea Segre,
con la fotografia di Luca Bigazzi. Neda è una signora romana di 50 anni. Una
“romana de Roma”. Nel senso che è cresciuta negli anni '60 nel cuore della
capitale, a due passi dal Colosseo. Oggi però Neda non vive più nel suo
rione. Sta a Ponte di Nona. Nel cuore delle “nuove centralità” alla
periferia di Roma. 6 Km oltre il Grande Raccordo Anulare, lungo la
Prenestina, oltre 20 km dal Colosseo. Sara, 18 anni, a Ponte di Nona invece
ci è cresciuta. Figlia di una pugliese e di un egiziano, è una delle
pochissime ragazze di Ponte di Nona che ha avuto la possibilità di studiare
al liceo. Dal cuore della borgata periferica, Sara e Neda ci conducono in
una sorta di inchiesta spontanea sulle dinamiche di interesse e di potere
che segnano le vite quotidiane di migliaia di cittadini come loro: quartieri
costruiti senza servizi, senza collegamenti viari, senza luoghi di
socialità, senza nessuna manutenzione. Un racconto per non tacere il disagio
e la rabbia, che prova a seguire in silenzio le vite, i pensieri, le
scoperte di persone meravigliose in difficili terre di periferia, ritratte
nelle geometrie vive di un grande fotografo come Luca Bigazzi. “Magari le
cose cambiano” è un film sulla dignità di uomini e soprattutto donne che
hanno ancora il coraggio di non accettare ingiustizie sociali e guerre tra
poveri. Un film lanciato da due nuove realtà produttive libere e
indipendenti come ZaLab e Officine, per sfidare l'immobile mercato
cinematografico italiano.
22.15 CANZONE PER AMINE (Spagna, Francia, Italia 2009, 53') di Alberto
Bougleux, da un progetto di Sophie Lorant e Kouider Zerrouk. Ogni mercoledì,
in piazza Addis Abeba ad Algeri, le madri e i parenti dei cittadini algerini
scomparsi in carcere negli ultimi 15 anni si riuniscono in protesta davanti
alla Commissione Nazionale per la Promozione e la Protezione dei Diritti
Umani. Sono ufficialmente 6.146 gli algerini rapiti dall'esercito e dalla
polizia durante gli anni della “guerra al terrorismo (1991-…). Sono
uomini, donne, anziani e ragazzi, molti di loro accusati ingiustamente di
sostenere il terrorismo islamico durante la guerra civile che durante gli
anni '90 dilania il paese, con un bilancio di oltre 200.000 morti. Gli
scomparsi sono le vittime del terrorismo di Stato, della tortura e delle
esecuzioni extragiudiziarie, con cui i poteri algerini rispondono
all'insurrezione dei movimenti islamici armati. Le sparizioni vengono oggi
definite “danni collaterali”, per i quali lo Stato si dichiara
“responsabile, ma non colpevole”. La Carta per la Pace e la Riconciliazione
Nazionale, voluta dal presidente Abdelaziz Bouteflika e sancita con un
referendum nel 2005, prevede un indennizzo per le famiglie, che viene di
fatto concesso in cambio della rinuncia alla verità sulla sorte degli
scomparsi. Canzone per Amine racconta la tragedia delle sparizioni forzate
in Algeria attraverso la vita di Nassera Dutour, madre algerina che dopo la
sparizione di suo figlio Amine nel 1997, ha dedicato la sua vita alla
creazione del movimento delle famiglie degli scomparsi e alla lotta per la
memoria, la verità e la giustizia.

VEN 22 APRILE DETOUR SPAZIO DOC presenta: ZALAB distribuzione Ai confini
della FORTEZZA EUROPA 21.00 CANZONE PER AMINE (Spagna, Francia, Italia 2009,
53') di Alberto Bougleux, da un progetto di Sophie Lorant e Kouider Zerrouk.
Ogni mercoledì, in piazza Addis Abeba ad Algeri, le madri e i parenti dei
cittadini algerini scomparsi in carcere negli ultimi 15 anni si riuniscono
in protesta davanti alla Commissione Nazionale per la Promozione e la
Protezione dei Diritti Umani. Sono ufficialmente 6.146 gli algerini rapiti
dall'esercito e dalla polizia durante gli anni della “guerra al terrorismo
(1991-…). Sono uomini, donne, anziani e ragazzi, molti di loro accusati
ingiustamente di sostenere il terrorismo islamico durante la guerra civile
che durante gli anni '90 dilania il paese, con un bilancio di oltre 200.000
morti. Gli scomparsi sono le vittime del terrorismo di Stato, della tortura
e delle esecuzioni extragiudiziarie, con cui i poteri algerini rispondono
all'insurrezione dei movimenti islamici armati. Le sparizioni vengono oggi
definite “danni collaterali”, per i quali lo Stato si dichiara
“responsabile, ma non colpevole”. La Carta per la Pace e la Riconciliazione
Nazionale, voluta dal presidente Abdelaziz Bouteflika e sancita con un
referendum nel 2005, prevede un indennizzo per le famiglie, che viene di
fatto concesso in cambio della rinuncia alla verità sulla sorte degli
scomparsi. Canzone per Amine racconta la tragedia delle sparizioni forzate
in Algeria attraverso la vita di Nassera Dutour, madre algerina che dopo la
sparizione di suo figlio Amine nel 1997, ha dedicato la sua vita alla
creazione del movimento delle famiglie degli scomparsi e alla lotta per la
memoria, la verità e la giustizia.
22.15 IL SANGUE VERDE di Andrea Segre (Italia 2010, 57') Rosarno, Calabria,
gennaio 2010. Gli immigrati africani scendono in strada per manifestare
contro chi, dopo averli sfruttati, li minaccia o addirittura li uccide.
Hanno paura. Qualcuno non ha il coraggio nemmeno di manifestare: solo il
rumore dei petardi gli riporta alla mente la guerra da cui è fuggito,
figuriamoci gli spari veri. Ma il governo italiano dice il contrario,
afferma pubblicamente che sono loro a far paura e li costringe alla
diaspora. Andrea Segre, da sempre sensibile all'appello dei migranti, forse
anche per le origini padovane, va a cercarli per restituire loro la parola.
Ecco allora i racconti di chi, arrivato in Italia convinto che fosse il
paradiso si è ritrovato all'inferno, a dormire per terra, a rischio di
congelamento, dopo aver lavorato 10 o 14 ore a raccogliere arance per un
euro a cassetta. Le persone che il documentario sceglie di seguire, lungi
dall'essere marziani dal sangue di diverso colore, sono uomini istruiti,
passati dalla padella alla brace, schiavi che sanno di esserlo, ridotti così
dalla crisi dei più ricchi, che non sono nemmeno liberi di tornare a casa,
perché non possono certo farlo a mani vuote. Il messaggio è immediato:
sembra roba d'altri tempi e di un altro mondo, invece è “cosa nostra” (la
'Ndrangheta impera), qui e ora. Cinema dell'urgenza ma non per questo della
fretta, il lavoro di Segre bada alle immagini quanto alle parole,
privilegiando, anche per le prime, la loro natura di documenti, di
dimostrazioni, di prova sul banco degli imputati e se un processo non c'è
invece ci dovrebbe essere, che il cinema serva anche a questo. Trenta
caporali di Rosarno sono stati arrestati, che sia solo l'inizio. (da
mymovies)

MAR 26 APRILE Erba pantagruélion

21.00 REEFER MADNESS: THE MOVIE MUSICAL di Kevin Murphy (USA 2005, 109 min.
v.o. sott. Italiano. Remake dell'omonimo film documentario di propaganda
Reefer Madness del 1936. Il film narra la storia di Harper Affair, in cui la
vita perfetta del giovane Jimmy Harper si trasforma in una di depravazione e
omicidi grazie ad una nuova droga: la marijuana. Durante il suo percorso
viene aiutato dalla sua fidanzata Mary e da Gesù stesso.

MER 27 APRILE Erba pantagruélion
21.00 GRASS (v.o. sub engl. 1999 CANADA 80') di Ron Mann. Marijuana, la
droga più controversa del ventesimo secolo. Utilizzando filmati di
repertorio e animazioni psichedeliche create da Paul Mavrides, Mann dimostra
come le autorità politiche americane abbiano utilizzato questa droga come
scusa per mettere al bando giovani e artisti «non allineati».

GIO 28 APRILE NIHON EIGA – Storia del cinema giapponese 1979-2010 a cura di
Ass. cult. Cinema senza frontiere Serata Kinji Fukasaku e Sogo Ishii 20.30
UNDER THE FLAG OF THE RISING SUN (Giappone 1972, 86', v.o. sott. italiani)
di Kinji Fukasaku. Sono passati ventisei anni dalla fine della Seconda
Guerra Mondiale ma la vedova Sakie Togashi non riesce ancora a darsi pace:
vuole scoprire la verità che si cela dietro la morte di suo marito, sergente
giustiziato in Nuova Guinea da una corte marziale proprio al termine del
conflitto, cui l'esercito rifiuta ancora di concedere qualunque tipo di
riconoscimento. Sakie decide così di compiere un'indagine per conto proprio,
mettendosi in contatto con i pochi superstiti della compagnia del marito.
Ciascuno di loro, tuttavia, riferisce una versione dei fatti completamente
diversa dalle altre, facendo disperare alla vedova di poter giungere a una
rivelazione chiarificatrice.
a seguire BURST CITY (Giappone 115', 1982, v.o. sott.italiani) Sogo Ishii.
Una Tokyo piombata in un distopico futuro è teatro della ribellione di
gruppi di biker punk contro la costruzione di un enorme impianto energetico
che dovrà sorgere nella “loro” parte di città. La grande metropoli nipponica
è ridotta a una terra desolata, infestata da giovani teppisti violenti e
senza futuro. La polizia interviene con forza per placare la ribellione.
Seguono vari scontri tra le bande e le forze dell'ordine, il tutto immerso
in una quasi ininterrotta e assordante jam session che passa dal punk rock
più sfrenato a scazzottate al ritmo di musica ska.
Presentazione di Federico Ercole e Donatello Fumarola.

VEN 29 APRILE EBBRI DI CINEMA presentano [S]pazzi indipendenti, percorsi
invisibili alla ricerca del cinema contemporaneo 21.00 SPARROW (Cina HK
2010, 90', v.o. sott.italiani) di Johnnie To. Kei è il leader di una banda
di borseggiatori (anche detti “Sparrows” a Honk Kong). Insieme ai suoi tre
compari vive un'esistenza spensierata e remunerativa. Così agiata da potersi
permettere il lusso di dedicare molto tempo al suo hobby preferito: la
fotografia. Un giorno, per caso, l'obiettivo della macchina fotografica di
Kei si imbatte in una bellissima, misteriosa donna. Così Chun Lei entra
nella vita del quartetto di borseggiatori, assoggettandoli al suo volere e
convincendoli a rubare una chiave al ricco e potente Yen. Chiave che per lei
significa libertà, per i quattro compari solo guai. Grandissimo
sperimentatore di nuove commistioni tra i generi (la sua ricchissima
filmografia spazia dal wuxiapian al noir, dal melodramma puro alle commedie
scanzonate) Johnnie To, folgorato come molti suoi colleghi honkongesi dai
gangster/noir americani e dai polar francesi, trasporta nella “polvere”
metropolitana di Hong Kong suggestioni ed echi di un cinema lontano.

Introduzione a cura di Sergio Sozzo, caporedattore della rivista SENTIERI
SELVAGGI, esperto di cinema di Honk Kong

SAB 30 APRILE Serata Bollywood: cena + commedia musicale a partire dalle
19.30: cena indiana equo-solidale a cura della Bottega Oasi Urbana 20.30 DON
(India 2006, 170') di Farhan Akhtar. Prendete un film d'azione, di quelli
tosti, con sparatorie e inseguimenti e immaginate che, sul più bello di un
duello all'ultimo proiettile, i protagonisti si fermino e, sguardo in
camera, comincino a ballare e a cantare. Questo è Don. L'action movie alla
maniera Bollywood. Don (Shahrukh Khan, forse il più importante attore
indiano degli ultimi anni) è uno dei massimi criminali, abilissimo,
sanguinario, spietato e imprendibile. Vive con la sua donna, Anita (Isha
Koppikar) e un suo compare Narang (un magistrale Pawan Malhotra, il più
intenso del film) e prende ordini da uno dei maggiori criminali locali,
Singhania, eterno rivale di un altro boss di cui nessuno conosce l'identità,
Vardhan. Nel frattempo Roma (Priyanka Chopra) ragazza fatale e abile nella
lotta a cui Don ha ucciso le persone a lei care si inserisce nella gang per
guadagnare fiducia e attentare al momento opportuno alla vita dell' uomo e
placare quindi la propria sete di vendetta. Ma questo è solo l'inizio di un
film strapieno di sottotrame, doppi e tripli giochi, effetti speciali e
riprese mozzafiato, donne bellissime (come sempre nei film indiani) e un
pizzico di kitch e di umorismo involontario che rendono unico il cinema di
bollywood.

Cinema Detour / Oasi Urbana – Via Urbana 107 (NUOVA SEDE) 00184 Roma
www.cinedetour.it – cinedetour@tiscali.it Ingresso riservato ai soci.
tessera annuale + sottoscrizione IL PROGRAMMA POTREBBE SUBIRE VARIAZIONI