#CinemaRitrovato2019 – Miracoli e piaceri

Un mondo dove “Buongiorno voglia davvero dire buongiorno”. La citazione appartiene ovviamente a Miracolo a Milano, il film scelto per celebrare in Piazza Maggiore la prima giornata ufficiale del festival italiano più amato dagli storici e dagli accademici cinefili di tutto il mondo. Nella sua singolare fusione di utopia e sentimento il film di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini sembra fatto apposta per incarnare lo spirito magico della manifestazione bolognese, giunta alla 32sima edizione. Ogni anno Il Cinema Ritrovato si arricchisce infatti di titoli, ritrovamenti, nuovi punti vista, preziosi omaggi. Il tutto sorretto da una memoria collettiva e da un amore per l’esperienza della visione e della sala cinematografica sempre più rari. Il festival quest’anno è quasi doverosamente dedicato alla memoria di alcuni grandi maestri scomparsi: Bernardo Bertolucci, Agnes Varda, Jonas Mekas, Stanley Donen e Luigi Di Gianni.

Anche in questa occasione registriamo la proposta di un programma vastissimo e affascinante, in cui è pressoché impossibile non perdersi. La macchina del tempo ci porta ad esempio indietro di 100 anni, al 1919 con il primo film di Dreyer, Praesidenten, e La maschera e il volto dell’italiano Augusto Genina. Poi l’omaggio a Buster Keaton, che quest’anno si arricchisce del restauro di The Cameraman (1928), coordinato da Warner Bros. e The Criterion Collection.

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La retrospettiva su Jean Gabin prevede nove film, tra cui Le Plaisir, capolavoro di Max Ophüls, in un programma curato da Edouard Waintrop che si concentra sull’inizio degli anni Trenta, sull’immediato dopoguerra e sul periodo successivo a Grisbì. Mentre per quanto riguarda il cinema americano spicca il focus su Henry King, con undici titoli scelti all’interno di una filmografia sconfinata che va dagli anni Dieci del muto alla caduta dello Studio System.

Se lo scorso anno l’omaggio al cinema italiano era incentrato sulla figura di Marcello Mastroianni, in questa edizione del 2019 spetta all’ Eduardo De Filippo cineasta. “Napoletano a Cinecittà”, curata da Emiliano Morreale, conta non solo lungometraggi come Filomena Marturano, Napoletani e Milano, Marito e moglie, Ragazze da marito, ma anche i diversi cortometraggi realizzati dall’attore nei film collettivi e Il cappello a tre punte di Mario Camerini (1935).

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Da evidenziare lo spazio dedicato al cinema sudcoreano, con la programmazione di una serie di opere audaci e importanti realizzate nel decennio degli anni Sessanta. E anche quest’anno viene confermata un’attenzione particolare alla scrittura e riscrittura di una storia del cinema al femminile. E allora ecco gli omaggi a Musidora, a Varda – con la proiezione di Varda par Agnès – e Jane Campion, che presenterà Lezioni di piano e terrà una Lezione di cinema.

Chiudiamo con uno dei grandi eventi del festival: la terza versione ufficiale del cuore di tenebra coppoliano. Apocalypse Now Final Cut verrà proiettato in Piazza Maggiore nella sua versione definitiva. Definitiva? chissà…

 

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