Cinetel. I dati del mercato cinematografico 2020

I dati della distribuzione cinematografica italiana a partire dal rapporto Cinetel sul 2020, per capire in che modo esso è stato influenzato dalla pandemia e dalla chiusura delle sale

Cinetel ha diffuso i dati complessivi del mercato cinematografico italiano relativi al 2020. Si tratta di cifre che restituiscono alla perfezione l’impatto dell’epidemia Covid-19 su tutto ciò che, tra distribuzione ed esercizio, è a valle del settore cinematografico.

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Non stupisce, in primo luogo, che al box office italiano si siano registrati incassi per 182.509.209 euro per un numero di presenze in sala di 28.140.682, dati ridotti rispettivamente del 71,30% e del 71,18% rispetto a quelli del 2019. Epidemia e lockdown hanno danneggiato un settore che però nei primi mesi del 2020 era in crescita, in termini di incasso, di più del 20% rispetto all’anno precedente.

Dall’8 Marzo, i numeri cambiano radicalmente. Da quel momento il settore ha registrato gravi flessioni sia per quanto riguarda gli incassi (93,20%) che per quanto riguarda le presenze (92,96%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Non bisogna tuttavia sottovalutare alcuni risultati positivi che il mercato cinematografico italiano è riuscito a raggiungere nel 2020. In primo luogo l’incasso di produzioni e co-produzioni italiane è stato di circa 103,2 milioni di euro, poco lontano dai 135 milioni del 2019 e merito soprattutto di quei film usciti tra Gennaio e Febbraio, tra cui Tolo Tolo (primo incasso italiano con più di 46 milioni di euro) e Odio L’Estate (7,5 milioni di euro).

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Cresce, rispetto alle ultime rilevazioni, anche il numero di sale cinematografiche (86 in più) e di schermi (122 in più) presenti sul territorio, a causa soprattutto dell’iniziativa Moviement Village, che nell’estate 2020 ha voluto rilanciare il mercato grazie alle arene estive.

Particolarmente rivelatori dell’impatto dell’epidemia sul mercato cinematografico italiano sono i dati relativi alla distribuzione.

Nel 2020 in Italia sono stati distribuiti infatti solo 246 film (circa 277 in meno del 2019), la metà di produzione o co-produzione italiana, una quota in rialzo del 10% rispetto al 2019, segno di un mercato quasi protezionista per necessità, vista la grande mole di prodotti esteri la cui distribuzione è stata bloccata in Italia nel 2020. Non è un caso che la quota di prodotti statunitensi distribuiti in Italia abbia rappresentato circa il 28% del totale (nel 2019 era ben del 65%).

Più nel dettaglio, i maggiori incassi stranieri in Italia provengono dal cinema britannico (16, 6 milioni di euro), dal cinema coreano (4,6 milioni di euro) e da quello francese (3,7 milioni di euro), conseguenza tanto del successo di Parasite quanto all’uscita di alcuni titoli europei che hanno sopperito alla penuria di blockbuster popolari.

Osservando l’andamento annuale dei dati, a colpire sono soprattutto le cifre relative al periodo estivo. Malgrado le numerose iniziative per rilanciare il mercato infatti, tra giugno, luglio ed agosto si è registrata una flessione di più del 90% degli incassi rispetto allo stesso periodo del 2019.

Da un altro punto di vista, la pandemia ha definito una classifica delle società di distribuzione in base agli incassi riportati difficilmente ipotizzabile fino all’anno scorso. Nel 2020 prima è infatti Medusa Film, con un incasso totale di 56.4 milioni di euro, seguita da Warner Bros Italia (39,9 milioni di euro) e da 01 Distribution (31.6 milioni), solo quarta la Disney (10,4 milioni), che l’anno scorso fu prima.

Spostandoci sui dati relativi all’esercizio cinematografico si nota come a soffrire maggiormente siano state le monosale e i cinema formati da due o quattro sale, che hanno registrato diminuzioni negli incassi, rispetto al 2019, rispettivamente del 60% e del 68,2%. Gravemente colpiti anche i complessi con più di sette schermi, che hanno registrato il 50% degli incassi totali (in diminuzione del 73,9% rispetto al 2019) e il 48% delle presenze complessive (73,8% in meno rispetto al 2019).

Fortemente danneggiati dall’emergenza sanitaria anche i mercati internazionali, con la Francia che ha visto diminuiti i biglietti venduti del 69,45% rispetto al 2019 e con un Box Office europeo in generale sofferenza, in calo tanto in Germania (con incassi diminuiti 69,5% in meno rispetto al 2019) quanto in Inghilterra (che ha incassato il 75,49% in meno rispetto al 2019).

I dati Cinetel inquadrano un mercato cinematografico in aperta sofferenza e costituito da componenti che, nel giro di breve tempo, rischiano di scomparire. C’è forse bisogno, al di là dei sostegni finanziari, di ripensare da zero un settore che è capace di grandi exploit ma che non sembra in grado di strutturare ad una strategia di sopravvivenza che gli permetta di far fronte a emergenze di questo tipo. L’inizio potrebbe essere cercare una via per gestire in maniera differente le finestre di distribuzione, tra digitale e sala, come stanno provando a fare alcuni players o dare più peso a prodotti nostrani vicini ad una sensibilità da blockbuster pop straniero che trainino il mercato quando quegli stessi prodotti da noi non possono arrivare.

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