Clair Obscur: Expedition 33 (PC/PS5/XBox) – La recensione
Con una storia sorprendente ed emozionante, una meravigliosa soundtrack e un comparto grafico mozzafiato, il JRPG di Sandfall Interactive è un piccolo miracolo in grado di rivoluzionare il genere
Clair Obscur: Expedition 33 è un piccolo miracolo. Non esiste definizione migliore per un videogioco sviluppato in soli cinque anni da uno studio piccolissimo (Sandfall Interactive, con poco più di trenta dipendenti all’attivo) alla sua prima pubblicazione, immesso sul mercato alla metà del prezzo medio di titoli simili e diventato, in poche settimane, un instant cult in grado di rivoluzionare il genere dei JRPG a turni. Se poi, facendo qualche ricerca, si scopre che la maggior parte del team di sviluppo è all’inizio della propria carriera, che il compositore della (meravigliosa) colonna sonora era un insegnante di chitarra scoperto per caso su SoundCloud, e che la sceneggiatrice non aveva nessuna esperienza di scrittura prima di essere ingaggiata, ecco che il risultato finale sembra ancora più incredibile.
Già dalle prime immagini, accompagnate dalle note di Lumière, uno dei pezzi originali più belli, alle quali seguirà un lungo e intenso prologo, si capisce che lo studio francese fondato dall’ex dipendente Ubisoft Guillaume Broche aveva grandi ambizioni. Siamo a Lumière, una città-isola ispirata alla Parigi della Belle Époque, i cui abitanti sono costretti da 67 anni a subire il “Gommage”: ogni anno una misteriosa entità, chiamata Pittrice, dipinge un numero sempre più piccolo su un gigantesco monolito al di là del mare, e tutti coloro che hanno raggiunto o superato l’età corrispondente a quel numero svaniscono nel nulla. In seguito a questo evento, un gruppo di volontari parte per una spedizione verso il monolito, per uccidere la Pittrice e impedire che dipinga un nuovo numero. L’avventura inizia con la partenza della Spedizione 33, della quale fanno parte Gustave (doppiato dal Charlie Cox di Daredevil), Maelle (Jennifer English, voce di Cuorescuro in Baldur’s Gate 3) e altri personaggi come Verso (Ben Starr, Clive in Final Fantasy XVI), Lune (Kirsty Rider) e Sciel (Shala Nyx).
Expedition 33 possiede una forte impronta narrativa, tanto che prima di affrontare un vero e proprio combattimento e capire qualcosa del gameplay bisogna aspettare parecchio. L’attesa è però ben ripagata, non solo perché il gioco in sé diverte e appassiona, ma anche perché il prologo fornisce al racconto una gravitas invidiabile in pochissimo tempo, al quale è difficile restare indifferenti. Merito della già citata colonna sonora, oltre che di un’ottima scrittura, asciutta, essenziale ed efficace, e di un comparto visivo e grafico semplicemente mozzafiato, in particolare per quanto riguarda le ambientazioni.
È chiara quindi l’intenzione da parte di Sandfall Interactive di rendere Expedition 33 un’esperienza il più possibile cinematografica. Non è un caso, per esempio, che la città al centro di tutto si chiami Lumière, come gli inventori del cinema, omaggiati in numerose sequenze in cui si passa al bianco e nero e al 4:3. Difficile, poi, non riconoscere le influenze di tutto un immaginario fantastico che va dallo steampunk al dark fantasy al più classico Signore degli Anelli: cos’è la Spedizione 33 se non l’ennesima versione della Compagnia dell’Anello? E cos’è la Pittrice se non un altro Sauron? O almeno, questo si può pensare all’inizio, perché in realtà l’intreccio si rivela per nulla banale e riserva sorprese notevoli, portando il giocatore a mettere in dubbio perfino la validità morale delle azioni dei protagonisti. In questo il gioco ricorda un po’ quanto fatto da Attack on Titan, insieme a Cowboy Bebop forse l’opera giapponese moderna dallo spirito più “occidentale”, da cui riprende l’ideologia militaresca degli inizi, fatta di lutto, perdita, sacrificio per un bene superiore; per poi cambiare totalmente rotta e diventare un dramma familiare intimo e, allo stesso tempo, di proporzioni epiche, esattamente come il manga di Hajime Isayama.
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Se il look e la storia di Expedition 33 hanno un sapore europeo, il gameplay guarda invece all’Oriente. In quanto JRPG, gli elementi base del combat system pescano a piene mani da capisaldi del genere come Final Fantasy e Persona: abilità e sinergie uniche per ogni personaggio, possibilità di testare diverse build e di modificare il proprio party a piacimento, e una grande varietà di nemici e boss. Sandfall Interactive – e qui sta la vera novità – si è però fatta ispirare anche da soulslike come Sekiro ed Elden Ring, inserendo un sistema che permette di parare o schivare gli attacchi nemici. Proprio come nei titoli FromSoftware, è necessario studiare e imparare i vari pattern di mosse delle creature ostili per sopravvivere. E anche se il livello di difficoltà non è paragonabile ai giochi partoriti dalla mente di Hidetaka Miyazaki, gli scontri risultano sempre dinamici, coinvolgenti e dotati di un alto grado di spettacolarità. Al di là del viaggio profondo ed emozionante e di un comparto tecnico eccellente, insomma, Expedition 33 è un videogioco estremamente divertente. Che forse, alla fine, è quello che conta.
Requisiti PC:
– Processore e sistema operativo a 64 bit
– Sistema operativo: Windows 10
– Processore: Intel Core i7-8700K / AMD Ryzen 5 1600X
– Memoria: 8 GB di RAM
– Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 1060 6 GB / AMD Radeon RX 5600 XT 6 GB / Intel Arc A380 6 GB
– DirectX: Versione 12
– Memoria: 55 GB di spazio disponibile
– Note aggiuntive: SSD richiesto. Le specifiche minime consentono un gameplay a 1080p 30FPS con impostazioni basse.
Voto: 95/100
Tipologia: Azione, JRPG a turni
Produttore: Sandfall Interactive
Sviluppatore: Sandfall Interactive
Distributore: Kepler Interactive






















