College Boy. Il video antibullismo di Xavier Dolan censurato per "violenza"

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College Boy. Il video antibullismo di Xavier Dolan censurato per Il bellissimo video di Xavier Dolan per il singolo di Indochine, College Boy, sta facendo discutere: rappresenta letteralmente la crocifissione di un ragazzino nel cortile della sua scuola, a opera di un gruppo di bulli, sotto gli occhi degli studenti, che pur avendo tutti gli occhi bendati, indifferenti o impotenti di fronte al suo dramma, riprendono l'evento con i loro cellulari. Le violenze fisiche sono il simbolo dell'enorme carico di sofferenza psicologica e della vera e propria "tortura" subita dalle vittime di bullismo.

Tutt'altro che una rappresentazione di violenza fine a se stessa: anzi, un atto d'accusa verso una miopia che pregiudica la vita di molti adolescenti (tra gli spettatori c'è anche un'insegnante adulta, la famiglia del ragazzo lo ignora completamente, cos' come le suore che passano senza battere ciglio di fronte al suo calvario, gli stessi poliziotti che intervengono alla fine del video sono confusi da una benda sugli occhi e dalla spavalderia dei carnefici). Un messaggio palese (giudicate con i vostri occhi) anche senza le dichiarazioni del leader della band francese, Nicola Sirkis, che ha dato a Dolan carta bianca per illustrare la sua canzone, un testo "sull'intolleranza e sull'indifferenza".
 

"Anch'io, come genitore, sono attento a ciò che possono guardare ragazzi giovani e sensibili sotto i 14 anni. All'inizio compare un avviso: i contenuti sono forti" ha detto Sirkis. "Ma si tratta di una denuncia di una situazione che esiste, di cui si dovrebbe discutere nelle scuole. L'approccio è lo stesso delle campagne shock per la sicurezza stradale, che mostrano incidenti. L'obiettivo è aumentare la consapevolezza, non cercare lo scandalo."

Malgrado ciò, il videoclip, interpretato dal giovane attore canadese Antoine Pilon, è stato già censurato in Francia e Québec, il Conseil supérieur de l'audiovisuel, ente francese che regola la censura, sta pensando di vietare il video ai minori di sedici anni, e qualcuno, incredibilmente, tira fuori la solita vecchia accusa di "istigazione alla violenza", proprio riguardo a un video che la denuncia e la condanna, cercando una reazione: l'insegnante che chiude le tende all'interno della scuola, il preside-cowboy che ferma la sparatoria, ma non degna di attenzione la vittima sacrificale, la lacrima dell'unico studente che ha compassione del ragazzo ma non riesce a intervenire, lo sguardo in macchina finale de protagonista verso gli spettatori, che chiede loro proprio di non essere complici, di aprire gli occhi su una realtà troppo spesso nascosta. Per molti ragazzi, l'adolescenza è un vero e proprio incubo, che non di rado sfocia in casi di cronaca nera: è un fatto.
 

College Boy. Il video antibullismo di Xavier Dolan"Il mio scopo era dimostrare che questa situazione è possibile, perchè nulla può impedirla" dice Dolan a LeParisien. "ll punto non è chiedersi perchè mi sono spinto così in là, ma che cosa impedirebbe a un gruppo di studenti di spingersi fino alla violenza estrema, quando le lobbies di armi negli Stati Uniti sono così potenti.

Questa è la mia visione nordamericana, ma tante persone vengono lapidate ovunque per motivi diversi. La società funziona secondo il concetto del branco: o ne sei parte oppure no, è troppo difficile opporsi".

"Dire che questo video incoraggia la violenza è totalmente stupido. Non c'è ambiguità nel mio messaggio non violento, si entra subito in empatia con lo sfortunato protagonista. Davvero è più violento di ciò che vediamo sui nostri schermi tutti i giorni?
Soprattutto nell’ambito dei videoclip musicali ci sono così tante scene razziste, sessiste, violente e degradanti, per le donne ad esempio, che censurare il mio video sembra assurdo.
"

 

Il giovane regista del Québec Xavier DolanXavier Dolan, apertamente e felicemente gay, regista enfant prodige innamorato della Nouvelle Vague, a 24 anni è già autore di quattro lungometraggi: J'ai tué ma mère, scritto a soli 17 anni, opera prima vincitrice di oltre 20 premi in tutto il mondo, di cui tre a Cannes; Les amours imaginaires; Laurence Anyways – presentato nuovamente a Cannes nella sezione Un Certain Regard, dove si è aggiudicato la Queer Palm e un premio alla coprotagonista Suzanne Clément, miglior film canadese al Toronto International Film Festival 2012 – e l'ultimo Tom à la ferme, in uscita quest'anno, adattamento di una pièce di Michel Marc Bouchard, interpretato dallo stesso Dolan e il Caleb Landry Jones di Antiviral.

Dolan ha già in cantiere il suo primo film americano: The Death and Life of John F. Donovan, storia di una star del cinema "alla James Dean, o Marlon Brando" che diventa inaspettatamente il miglior amico di penna di un undicenne britannico.