Come ti rovino le vacanze, di John Francis Daley e Jonathan M. Goldstein

La sfumatura vacanziera dello zany-movie è inaspettatamente rifiorita nell’estate di due anni fa con We’re the Millers di Rawson Marshall Thurber. La traccia narrativa della famiglia ordinaria che ritrova sè stessa mentre affronta le disgraziate conseguenze di un viaggio on the road ha funzionato al punto che la Warner Bros. l’ha subito ripetuta. La scelta è ricaduta sul sequel del film che più di trenta anni fa aveva letteralmente inventato e standardizzato questo sottogenere della commedia.
Il protagonista di Vacation di John Francis Daley e Jonathan M. Goldstein è l’erede maschio di quegli stessi Griswold che nel 1983 partirono da Chicago e tentarono con grande fatica di raggiungere Walleys World in California a bordo di una Wagon Queen Family Truckster. Il successo di National Lampoon’s Vacation fu tale che tutti i suoi artefici ne beneficiarono a partire da John Hughes che ne firmò la sceneggiatura dopo aver curato per anni i testi della fortunata ed omonima rivista satirica.

Ed Helms è diventato un pilota di una compagnia aerea low-cost e ha messo su famiglia dopo essere sopravvissuto anche a European Vacation e a Christmas Vacation. La sua preoccupazione è che la routine stia intaccando la solidità del suo matrimonio e il suo rapporto con i due figli maschi e quindi decide di ripetere la stessa esperienza folle che aveva passato nella sua infanzia. La berlina di suo padre non è più in produzione ma la monovolume albanese che ha affittato per l’occasione è sufficientemente eccentrica per tenere il paragone.
L’enorme parco giochi di Walleys World è ancora al suo posto e quindi anche la destinazione è rimasta la stessa al punto che Vacation è a tutti gli effetti un remake mascherato. La domanda è se questo aggiornamento era veramente necessario e se la sceneggiatura dei due registi riesce ad avere lo stesso acuto spirito di osservazione di John Hughes. Lo scenario sociale è cambiato ma l’incrollabile ottimismo americano dei Griswold non è stato modificato dagli eventi così come la loro capacità di sprofondare nella stupidità. L’ingenua fiducia dell’uomo comune davanti ad una nazione che non condivide il suo idealismo e la sua buonafede è rimasta allo stesso punto di tre decenni fa.

Vacation non si è evoluto e funziona soltanto perchè Ed Helms regge la corrispondenza con Chevy Chase e il suo affiatamento con Christina Applegate è uguale a quello che suo collega aveva con Beverly D’Angelo. Il motivo principale è che il copione sa perfettamente che la comicità scatologica non fallisce mai e con questa consapevolezza infila una serie di scene decisamente irresistibili. L’autoironia superomistica di Chris Hemsworth e quella da desperate housewife di Leslie Mann non tradiscono ma il film resta a metà della sua opera. L’eroe deve negare l’evidenza per dimostrare che la famiglia e la nazione in cui abita sono dei buoni motivi per essere felici. Il sadico incastro di disastri che mina continuamente i suoi buoni propositi non è poi così cattivo come avrebbe dovuto essere e la storia stende un velo pietoso sulle sue disgrazie.

 

Titolo originale: Vacation

Regia: John Francis Daley e Jonathan M. Goldstein

Interpreti: Ed Helms, Christina Applegate, Chris Hemsworth, Leslie Mann, Skyler Gisondo, Steele Stebbins

Distribuzione: Warner Bros.

Origine: USA, 2015

Durata: 117′