Conversazione su Tiresia. Incontro con Andrea Camilleri e Roberto Andò

Conversazione su Tiresia è lo spettacolo teatrale scritto e interpretato da Andrea Camilleri rappresentato al Teatro Greco di Siracusa l’11 giugno 2018. Sarà proiettato nelle sale come evento speciale il 5, 6 e 7 novembre distribuito da Nexo Digital. Alla presentazione del film alla stampa Camilleri ha raccontato la sua esperienza: “Stare da solo su quell’immenso palcoscenico del Teatro Greco di Siracusa, cieco, e parlare raccontare una storia della durata di circa un’ora e mezza è una grossa sfida che io volevo fare a me stesso e quindi ho chiesto a una mia collaboratrice, Laura Pacelli, di trovarmi tutto il materiale possibile su Tiresia. Be’, non ci crederete, dopo venti giorni mi ha portato quattro faldoni e ho scoperto che il personaggio di Tiresia, che per la prima volta è comparso nell’Odissea di Omero, ha percorso tutta la letteratura non solo italiana ma anche europea e no, da allora ai giorni nostri ininterrottamente, migliaia di testi. Ho impiegato tre mesi a farmi largo in questa foresta e a scegliere i punti salienti e con dispiacere devo dire che i testi che cito sono solo un terzo di quelli che ho avuto tra le mani. Finalmente sono riuscito a farmi largo e soprattutto a organizzare il discorso e soprattutto a trovare il tono con cui intrattenere quattromila persone”.

Quella di Camilleri è un’impresa enorme se si pensa che attualmente ha 93 anni. Ne ha parlato l’agente letterario Valentina Alferj che ha accompagnato lo scrittore in questa impresa: “Per tre mesi di seguito la cosa impressionante è che Andrea ha studiato, si è documentato, si è fatto leggere tutto il possibile su Tiresia. Da questo ne ha tratto un testo che ha imparato senza nessun appiglio grafico o fotografico per aiutare la sua memoria. Ha fatto sue 25 pagine di un manoscritto che sarà pubblicato a breve da Sellerio. Con grande gioia e grande felicità siamo andati tutti a Siracusa e abbiamo avuto la possibilità di vivere questa emozione. Spero che la ripresa cinematografica possa avervi ridato l’emozione che c’era quel giorno”.

Il successo di questo spettacolo teatrale è dovuto non solo alla grandezza di Camilleri ma anche dall’affiatamento con i suoi collaboratori. Come Roberto Fabbriciani, che ha accompagnato lo spettacolo con il suo flauto, o come il regista Roberto Andò che ha affermato di essersi “messo al fianco di Andrea a fare un po’ lo spettatore. Andrea ha voluto fare le prove come si fa normalmente quando si prepara uno spettacolo. Andrea si è sottoposto alla disciplina di un attore e ovviamente aveva una grande consapevolezza di quello che fa, essendo un regista e in un certo senso essendo attore di se stesso. È un autoritratto questo Tiresia”. Camilleri ha ricambiato con queste parole: “È l’ideale farsi dirigere da Roberto perché è una persona innanzitutto dotata di grande intelligenza, in secondo luogo di grande sensibilità. Quindi ti diceva le cose sostanziali. Si tirava indietro davanti all’attore. Interveniva solo quando era necessario. E i suoi interventi erano sempre giusti. Tutta la preparazione si è svolta in un clima di assoluta, quasi irreale tranquillità. Questo mi ha aiutato molto”.

Tiresia è il personaggio scelto da Camilleri. Indovino, cieco, uomo trasformato in donna e poi di nuovo in uomo. Lo scrittore ha rivelato il motivo della sua scelta. “Io ero nella mia nuova situazione di cieco. E quindi ho come avuto un’illuminazione. Siccome sostengo che da quando ho perso la vista vedo le cose più chiaramente, un personaggio che avrei potuto affrontare per questa menomazione e attraverso la menomazione è stato Tiresia. Poi ci ho ragionato, ho cominciato a ricordarmi tutte le volte che l’ho incontrato. Non nei classici, ma per esempio nella grande poesia anglosassone, per esempio in Ezra Pound. Tiresia è un personaggio prismatico affascinante. È stato uomo, è stato donna. Unisce in sé questa straordinaria esperienza dell’essere stato uomo e dell’essere stato donna. Esiodo infatti dice che nei sette anni in cui fu donna le sperimentò tutte. Acquistò una grande esperienza come donna, tant’è vero che viene chiamato da Zeus per decidere sulla diatriba se prova più piacere l’uomo o la donna nell’atto sessuale. E lui è in grado di rispondere perché l’ha provato. Però resta sempre l’ambiguità di chi è stato uomo e di chi è stato donna. Indubbiamente, ne sono certo, delle tracce dell’esser stato donna se le sarà portate dietro in tutte le sue sette esistenze da uomo”.

E a tal proposito ha concluso con un elogio delle donne: “Io penso sinceramente che sia arrivato il momento di cedere le armi. Di cedere le armi alle donne. Io da parte mia, da ex uomo mi sento già esausto. Penso che sia l’ora che il mondo venga dominato dal modo di pensare femminile. Le donne hanno una cosa che noi uomini non abbiamo. Fanno i figli. Sono la grande matrice del nostro universo. E questo qualcosa significa. Significa che prima di farsi del male ci penseranno assai più di quanto siamo abituati a pensarci noi”.