Copperman, di Eros Puglielli

I cerchi. I colori. La percezione soggettiva di Anselmo, un bambino particolare. Ma anche il cerchio che apre e chiude la storia di Copperman. Anche se non è perfetto. La voce inizialmente off del protagonista ormai adulto che poi subito si rivela non costruisce un flashback lungo quanto il film. C’è in Copperman il suo sguardo. Ma anche il suo udito e il suo corpo. Come il rumore dei piatti sistemati dalla madre che diventa troppo forte. E l’immagine di lui che vola dopo essere stato investito dalo scuola-bus. Il giallo. Il colore detestato. Perché Anselmo il mondo sembra da ridisegnare come quei fumetti che sono nella cassapanca. A partire da Cactus Man.

Abbandonato sin da piccolo dal padre, cresce con la madre. Ma non è come gli altri.- E lega con una bambina, Titti, che anche lei non è come gli altri. Poi cresce. Frequenta altre persona. Ma continua a pensare a lei. Fino a quando un giorno la rivede. La sua visione del mondo però non è cambiata. Grazie all’amico fabbro, ha con sé un’armatura di rame che gli consente di affrrontare il pericolo e di mettere in fuga piccoli criminali. Ma c’è un uomo, il più pericoloso, che terrorizza tutti.

Spoleto diventa un labirinto ideale. Quasi con il respiro thriller di Occhi di cristallo. Dove il cinema di Puglielli, dopo Nevermind, gioca ancora a carte scoperte con i generi. Copperman potrebbe cavalcare quasi l’onda di Lo chiamavano Jeeg Robot. Ma contaminato con Forrest Gump. Dove la purezza e l’incoscienza di Anselmo richiamano quella del personaggio del film di Zemeckis interpretato da Tom Hanks.

La parte migliore appare tutta l’infanzia del protagonista. Con i colori caldi della fotografia di Alfredo Betrò che mettono un gioco anche un cinema artigianale ed efficace. Le sbarre della scuola dove è rimasta incastrata la testa del bambino sono già un elemento in cui serve una forza particolare per risolvere il problema. O l’arrivo di un personaggio che poi risulterà decisivo.

È pieno di suggestioni e spunti interessanti Copperman anche se appare diseguale. Dove ad essere meno convincente è la storia tra Anselmo e Titti adulti, dove Luca Argentero e Antonia Truppo sembrano a tratti smarriti nel confrontarsi con dei registri continuamente mutevoli. E apare stonato quando risulta troppo scoperta la cotazione. I magnifici cinque come i nuovi Avengers?

Però funziona tutta la parte action: il passaggio a livello, l’inseguimento con i pattini, lo scontro tra la bici e lo scuola-bus. Con un cattivo, interpretato da Gianluca Gobbi alla sua seconda collaborazione con Puglielli dopo Nevermind, che è davvero cattivo.

 

Regia: Eros Puglielli
Interpreti: Luca Argentero, Antonia Truppo, Galatea Ranzi, Gianluca Gobbi, Tommaso Ragno, Sebastian Dimulescu, Angelica Bellucci
Distribuzione: Notorius Pictures
Durata: 95′
Origine: Italia 2019