Corbijn, Hoffman, Dafoe e Adams parlano di A Most Wanted Man

 Philip Seymour Hoffman e Willem Dafoe in A Most Wanted Man

 

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Il regista e il cast principale del thriller A Most Wanted Man, tratto dal best seller di John Le Carré, hanno raccontato a Variety degli aspetti più interessanti del film e di come sia stato il lavoro sul set. 

 

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Il cast e il regista di A Most Wanted ManPhillip Seymour Hoffman, che interpreta l'agente di spionaggio tedesco Günther Bachmann ha dichiarato: "Penso sia un film in cui tutti sono inclusi, in un modo o in un altro. Non è un film sulla Germania o l'America, non è un film su dei terroristi o delle fazioni, è un film su delle persone che si trovano in determinate circostanze e vengono per questo esposte in una maniera orribile. Non c'è luogo dove nascondersi, è come se le circostanze della vita prendessero questi personaggi e li esponessero alla luce. Penso sia una cosa molto interessante così come il mio personaggio. è riduttivo pensarlo come una spia tedesca, penso piuttosto a lui come a un uomo internazionale, parla numerose lingue diverse, ero affascinato dal suo accento. Per interpretarlo non ho potuto limitarmi ad essere una cosa sola, ma dovevo essere molte cose insieme. Di certo non potevo essere americano, né ho cercato di sembrare tedesco".

 

Willem Dafoe interpreta invece il banchiere Tommy Brue, e dice: "Il modo in cui questi personaggi si incontrano è molto improbabile. In questo film sono un banchiere che incontraper caso una giovane donna che lavora per un agenzia di rilascio rifugiati, si imbatte in una spia tedesca e aiuta un ragazzo ceceno e tutti questi incontri avvengono fra persone in crisi e generano una crisi ulteriore che è al centro del film, ed è questo che trovo interessante del film, il vedere un unico evento da numerose angolazioni differenti. In questo modo lo spettatore salta da un personaggio all'altro cercando di capire con chi può identificarsi meglio, e penso che sia una delle cose più potenti che un film possa fare, cambiare il tuo punto di vista tradizionale". 

 

Il regista Anton Corbijn ha invece dichiarato: "Il mio è un film che mostra delle persone sole e di come questa solitudine li porti a relazionarsi fra di loro, a tradirsi l'un l'altro credendo di fare del bene". 

 

Infine Rachel Adams racconta di come sia stato lavorare sotto la regia di Corbijn: "Avevamo a che fare una storia molto oscura, pesante, ma Anton ci ha sempre fatto lavorare con serenità, è stato gentile e paziente e inoltre sapeva esattamente ciò che voleva, per cui abbiamo lavorato in fretta nonostante il materiale da girare fosse parecchio, ma nonostante questo Anton è riuscito ogni giorno a girare parecchie scene ed ognuna di essere era bellissima da ogni punto di vista".

 

Per ulteriori informazioni sul film potete continuare la lettura a questo link.