Corpo libero, di Cosima Spender e Valerio Bonelli

Presentate alla Festa del Cinema di Roma, le prime 2 puntate di Corpo libero danno l’impressione di subire la costruzione certosina della serie e fanno sperare in qualche deviazione nelle rimanenti 4

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Un solo corpo, un solo cuore“, gridano prima della gara le ginnaste di Corpo libero, la nuova serie della regista di Sanpa Cosima Spender, qui diretto insieme a Valerio Bonelli. In realtà, per quanto le voci delle cinque atlete e della loro “coach” risuonino in coro, sono tutt’altro che unite. Infatti, il motore della trama, desunta dal romanzo di Ilaria Bernardini, è la testimonianza che fornisce la protagonista Martina a un’investigatrice giunta nella località innevata abruzzese teatro non solo di una competizione di ginnastica artistica, ma anche di un omicidio.

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Proprio dopo aver intravisto la neve sporcarsi di rosso nella notte, la narrazione di Corpo libero torna indietro fino alla partenza della squadra dalla Campania. Il bus è già un’incubatrice dei rapporti che vedremo nell’isolato albergo in Abruzzo. Ci sono Carla e Nadia, che bullizzano le compagne e in particolar modo le due che chiamano “inutili”. Ci sono l’allenatrice e il medico sportivo, interpretati da Filippo Nigro e Antonia Truppo, che sembrano avere una sintonia che va oltre la professionalità. Tra loro, silenziosa, c’è Martina, che è stata chiamata all’ultimo poiché reduce da un infortunio che l’ha tenuta ferma per dieci mesi, “mezza vita per un’atleta”, ma una intera per chi in fondo odia quel che fa.

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Corpo libero comincia da questo disagio diffuso, destinato a crescere ben oltre i primi due episodi presentati in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. L’impressione, però, è quella di una costruzione tanto calibrata da sembrare ampollosa, come risultano alcuni dialoghi (specie quelli tra l’investigatrice e Martina sembrano adatti più alla letteratura che alla serialità). Il continuo richiamo a un omicidio del quale non si vede nulla sembra così l’unico espediente efficace per mantenere alta la tensione di un racconto che sembra accomodato su due binari. Così, le motivazioni del comportamento della bulletta Carla sono ampiamente intuibili prima della scena rivelatoria, come l’esito della tentata fuga di Martina.

Aspettando l’uscita della serie su Paramount+ del 26 ottobre, allora, la speranza è che ci sia qualche deviazione, qualche deragliamento senza il quale quello annunciato potrebbe trasformarsi nella fine naturale di un binario morto.

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3
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Il voto dei lettori
3 (5 voti)
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