Cosmic Sin, di Edward Drake

Visibile su Prime Video, “Cosmic Sin” è un’opera di propaganda mascherata da film di fantascienza bellica, un grumo di fantasie ultranazionaliste con Bruce Willis in uno dei suoi peggiori ruoli.

Per riassumere il tenore, l’atmosfera e lo “stile” di Cosmic Sin (trailer) di Edward Drake bastano due battute. L’umanità è minacciata da un portale attraverso il quale un esercito alieno si prepara a invadere la galassia. “Se non riusciremo a lanciare la Q-Bomb nel modo corretto finiremo risucchiati dal buco nero che creerà!”, dice trafelata una scienziata mentre soppesa i rischi di abbattere il portale con un’arma di distruzione di massa. “Essere risucchiati è comunque una bella morte”, le risponde uno dei militari protagonisti con fare ammiccante. Si aggiunga a questo breve ma intenso concentrato di volgarità, cinismo e militarismo un livello tecnico infimo e si potrà comprendere, forse, la sensazione di star sparando sulla Croce Rossa.

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A distanza di più di 500 anni da oggi, l’umanità è stata in grado di colonizzare la galassia, governata dall’Alleanza. Quando uno delle colonie si ribella le viene gettata diplomaticamente una Q-Bomb, ordigno nucleare elevato al cubo, che ne stermina gli abitanti. A dare l’ordine per il genocidio ci ha pensato il generale sanguinario interpretato da un Bruce Willis capace di parlare solo con frasi a effetto a cui è in grado di credere solo chi ha scritto la sceneggiatura. Quando lo richiamano per fronteggiare la minaccia di una specie aliena parassitaria, senza nemmeno conoscere la situazione, chiede di preparare un’altra Q-Bomb per sterminare preventivamente la nuova forma di vita. La scusante di una non specificata demenza senile del personaggio di Willis, per quelli interpretati da Frank Grillo, Corey Large e Perrey Reeves non c’è scusa che tenga. Comunque, i “buoni” più cattivi della storia partono in una missione impossibile per salvare l’umanità dall’invasione.

Esteticamente Cosmic Sin è totalmente superfluo, anche in assenza di uno sguardo trash che possa essere d’intrattenimento. Per convincersi di non aver buttato un’ora e mezza della propria vita tra dialoghi beceri e scene d’azione degne dei Power Rangers televisivi, vale la pena cercare una prospettiva ideologica. Il film è infatti un grumo di fantasie ultranazionaliste dalla chiarezza quasi affascinante: cinismo presentato sotto forma di pragmatismo (con relativo vittimismo di coloro che lo perseguono), esaltazione del sacrificio per la patria (quest’ultimo è, secondo uno dei protagonisti, “la moneta del soldato”) e machismo esasperante che va a braccetto con la misoginia di relegare i personaggi femminili positivi a ruoli di aiutanti o di cattivi.

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La parte più interessante di quello che appare come un vero e proprio sintomo ideologico è l’incapacità di immaginare un futuro che sia veramente diverso dal nostro presente. Per Cosmic Sin la Terra tra cinquecento anni avrà solamente qualche grattacielo in più e qualche barista in meno, visto che l’unico passo avanti della tecnologia sembra quello di averli sostituiti con robot con degli smile per volto. Lo spirito d’iniziativa del singolo soldato sarà più fondamentale che mai (sicuramente più che nelle azioni belliche di oggi), mentre ci si farà ancora il segno della croce quando un commilitone cadrà a terra. Se la fantascienza è stata il genere che più di tutti ha trattato il tema del cambiamento, c’è quindi da ringraziare Cosmic Sin per aver mostrato platealmente quanto questo termine sia estraneo all’ideologia che lo sostiene.

Titolo originale: id.
Regia: Edward Drake
Interpreti: Bruce Willis, Frank Grillo, Brandon Thomas Lee, Perrey Reeves, CJ Perry
Distribuzione: Prime Video
Durata: 88′
Origine: USA, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
1

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
1 (3 voti)
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