Countdown, di Justin Dec

Succede spesso che un’idea vincente possa replicarsi e mutare adattandosi ai tempi. Niente di più vero si può dire riferendosi a Countdown, un horror che vuole adottare un linguaggio contemporaneo sulla falsariga di un modello esploso con The Ring, titolo che oltre un remake ufficiale, ed i vari sequel, conta molti tentativi di emulazione grazie alla potenza del nucleo di partenza. Se in principio era la visione di una videocassetta a scatenare un’epidemia mortale, l’attualità trova la collocazione logica dell’anatema dentro gli schermi di uno smartphone e si propaga scaricando una applicazione chiamata Countdown. Il classico conto alla rovescia annuncia il tempo che divide il malcapitato utente dal momento fatale della dipartita.

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Quinn (Elizabeth Lail) ha appena passato l’esame da infermiera quando la curiosità la spinge ad installare l’app sul telefono, e scopre che all’esalazione dell’ultimo respiro mancano pochi giorni. Mentre scivola nella paranoia che gradatamente sostituisce l’ilarità, incontra Matt (Matt Monroe), un ragazzo al pari di lei destinato a spirare a breve ed ugualmente sconvolto da allucinazioni visive e sonore. L’orizzonte del racconto è appunto l’intervallo che intercorre dal momento della rivelazione alla protagonista del suo destino agli attimi cruciali a ridosso della fine. User agreement broken, condizioni d’uso violate, basta un qualunque tentativo di sfuggire alla propria sorte per incappare in un ammonimento e meritare una punizione fatta di incubi e persecuzioni, naturalmente di natura demoniaca.

La presa d’atto di essere finiti dritti dentro una maledizione, con tanto di spiriti inquieti e rumori sinistri, procede di pari passo con l’emersione di un rimorso di coscienza, un conflitto di natura familiare irrisolto legato alla perdita di persone care. Il vuoto dell’assenza è la culla nel quale la paura si materializza, e l’irresolutezza l’antro dove feconda il germe del male. La linea principale horror tiene all’interno uno dei punti cardine del genere, una critica politico sociale che si esplicita nelle molestie sul lavoro, ma sceglie di rinunciare alla metafora, un classico, e di utilizzare una forma manifesta. L’ausilio della commedia invece aiuta ad arrivare ai punti di rottura e preparare il terreno prima del momento topico. Countdown è il primo lungometraggio di Justin Dec, personaggio dal curriculum multiforme per i tanti ruoli ricoperti sul set. Nasce inizialmente come cortometraggio, diffuso in diversi festival cinematografici, ed ha uno stile abbastanza in voga, che attribuisce grande importanza agli effetti sonori, porte, vetri, ombre gelide e vento. Apparizioni, malefici, demoni oscuri, riferimenti biblici, simbolismi esoterici, nel film c’è un continuo cambio di direzione alla cui ricchezza sostanziale avrebbe giovato un maggiore intervento in sottrazione, che avrebbe aperto spazi a personaggi come Padre John (P.J.Byrne), rimasti in secondo piano.

Titolo originale: id
Regia: Justin Dec

Interpreti: Elizabeth Lail, Jordan Calloway, Peter Falcinelli, Charlie McDermott, P.J. Byrne
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 90′
Origine: USA, 2019

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2
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Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
2.25 (4 voti)

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