COVID-19: Hollywood estende i protocolli

L’industria cinematografica statunitense ha deciso di prolungare le misure di sicurezza anti COVID-19 fino al prossimo gennaio. Una misura di cautela di fronte alla possibilità di nuove ondate

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Hollywood ha deciso di estendere i protocolli COVID fino a gennaio. Questa la decisione – rilanciata da Variety – presa da i principali studi e associazioni sindacali di produzione dell’industria cinematografica. “Un accordo”, afferma una dichiarazione di mercoledì 26 ottobre rilasciata dai sindacati SAG-AFTRA, DGA e IATSE, “che manterrà il multiforme approccio mantenuto dal settore per lavorare in sicurezza da poco dopo l’inizio della pandemia”, ma che provvederà, al contempo, ad allentare alcune delle misure previste laddove si registreranno numeri di casi di contagio particolarmente bassi. “L’intera serie di protocolli”, si legge inoltre, “verrà reintrodotto in caso di una nuova ondata di COVID-19 nel corso del prossimo inverno”, riattivando di fatto tutte le regole di sicurezza messe a punto ormai due anni fa per fronteggiare la crisi.

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Prosegue dunque il braccio di ferro tra Hollywood e l’emergenza pandemica. Un braccio di ferro iniziato nei primi giorni del giugno 2020 con la presentazione, da parte della Industry-Wide Labor-Management Safety Committee Task Force, di un documento di 22 pagine atto a stabilire una serie di norme che favorissero la “riduzione del rischio di contrarre o diffondere COVID-19”. Documento consegnato ai governatori di New York e California le cui linee guida – riportate anche da Deadline – includevano regolari screening, l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, pulizia e disinfezione dei luoghi di lavoro e, non ultima, l’istituzione di una nuova figura professionale, responsabile del rispetto delle norme di sicurezza.
Regole e provvedimenti che, in molti casi, non sono tuttavia stati sufficienti a garantire il prosieguo dei progetti in corso d’opera durante la crisi pandemica, in un primo momento costretti alla sospensione e poi rimandati per garantire la salvaguardia dei numerosi addetti ai lavori. È il caso di diversi prodotti Marvel (Black Widow, Black Panther 2, Doctor Strange 2), di The Batman, atteso nelle sale nel giugno 2021 e uscito solo nel marzo scorso; o del recente campione d’incassi Top Gun: Maverick, prima posticipato dall’estate all’inverno del 2020 e, infine, approdato in sala a fine maggio 2022.
Una situazione in costante divenire segnata però anche da curiose eccezioni alla regola del calibro di Jurassic World: Dominion, il film di Colin Trevorrow – anch’esso inizialmente sospeso – le cui riprese ai Pinewood Studios di Londra sono state completate in piena emergenza sanitaria grazie a un immenso dispiego di forza lavoro e a rigidissimi protocolli ad hoc (Variety, in un articolo del novembre 2020 parla di 1000 persone coinvolte e un totale di circa 40.000 test COVID-19) e alla cui impresa produttiva, tra l’altro, è ispirata l’ultima folle opera di Judd Apatow Nella bolla. Una mastodontica operazione targata Amblin Entertainment e Universal Pictures di fronte alla quale, in ogni caso, l’atteggiamento dell’industria rimane dunque prudente; e, sebbene nell’ultimo periodo le sale cinematografiche siano tornate a “respirare”, l’estensione dei protocolli COVID fino al prossimo gennaio dimostra l’inequivocabile volontà hollywoodiana a cautelarsi di fronte al pericolo di una nuova emergenza.
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