Crazy Night – Festa col morto, di Lucia Aniello

Che Scarlett Johansson possa ispirare sentimenti di sfiducia da “out of my league” tanto nel fidanzato e prossimo marito quanto nella sua goffa college roommate e BFF è cosa facilmente comprensibile. Il corpo più digitalizzato del nuovo millennio, quello dell’aliena/cyborg/super-eroina, resta tale anche quando tenta di incarnarsi e “corrompersi” con comportamenti abrutiti da college-movie e questa sua sfida all’imperfezione resta forse uno dei dati più interessanti dell’esordio di Lucia Aniello, che tenta di innervare lo schema della commedia wedding-hangoveriana attraverso l’irriverenza maturata in Broad City.

E proprio dalla serie di Comedy Central che arriva l’altro corpo comico che pare opporsi alla prorompenza della Johansson meglio delle pur blasonate Jillian Bell e Kate McKinnon: Ilana Glazer che, nel personaggio non allineato di Frankie, l’attivista lesbica ancora innamorata dell’ex amica Zoe Kravitz, tenta di contaminare un plot alquanto scontato con la freschezza e l’autentica vena anarchica della sua creatura.

Eppure, nonostante le premesse, la presenza di almeno tre rappresentanti di lusso della nuova comicità femminile americana – la McKinnon è uno dei volti di punta dell’ultimo SNL – le cose non girano a dovere. Forse per un eccesso di razionalità, per cui immaginiamo la neo attivista Johansson scegliere a tavolino di imbarcarsi nel progetto, nel tentativo di dare una risposta “femminista” alle infelici scelte dell’era Trump; o forse perché al filmgif critica 2 manca la necessaria cooperazione della commedia corale, con le protagoniste più intente ad accaparrarsi degli assolo per applausi a scena aperta che non al risultato finale.

Ma è soprattutto in fase di scrittura che Rough Night disattende le aspettative: Lucia Aniello e Paul W. Downs assemblano un plot derivativo che guarda ovviamente a Le amiche della sposa e Una notte da leoni, senza però possederne la carica trasgressiva e l’umanità. La botta di coca nel bagno e l’accidentale morte dello stripper che danno il via alla reazione a catena di gag sfilacciate à la Week end con il morto fuori tempo massimo non sono nemmeno lontanamente paragonabili al gesto – persino politico, perché no? – delle damigelle di Feig che, vittime di un’influenza intestinale, imbrattano i candidi abiti da cerimonia, con una rabelaisiana rivincita del corpo anarchico sul rituale sociale.

Tra una decadente Demi Moore piazzata a fare la hippie poliamorosa e il duo Jillian Bell-Kate McKinnon intento a replicare il duello tra Kristin Wiig e Rose Byrne per lo scettro di migliore amica della sposa, Rough Night scivola via senza colpo ferire e il suo continuo flirtare con droghe sintetiche e scorrettezze varie, da liceale che si finge ubriaca quando è appena brilla, risulta alla fine lievemente patetico e il suo unico pregio pare essere quello di ricordarci ancora una volta quanto il tocco produttivo di Apatow all’interno del genere faccia la differenza.

Titolo originale: Rough Night
Regia: Lucia Aniello
Interpreti: Scarlett Johansson, Kate McKinnon, Jillian Bell, Ilana Glazer, Colton Haynes, Zoë Kravitz, Paul W. Downs, Demi Moore, Ty Burrell, Dean Winters
Origine: USA, 2017
Distribuzione: Warner
Durata: 101′