Cuori ribelli, di Ron Howard

Go west young man and grow up with the country. La famosa frase attribuita all’editore Horace Greeley riassume perfettamente il senso di quel che accadde nel 1893 quando 50000 americani iniziarono la grande corsa per accaparrarsi le terre libere dell’Oklahoma. Ron Howard prende lo spunto da questo evento storico per raccontare la storia di due irlandesi dal sangue caldo, il povero fittavolo Joseph Donelly (Tom Cruise) e la ricca proprietaria terriera Shannon Christie (Nicole Kidman) accomunati dallo stesso desiderio di emigrare in America per cambiare vita. Entrambi vogliono scappare via lontano (Far and Away è il titolo originale) da situazioni familiari complicate: Joseph dopo la morte del padre è in perenne litigio con i suoi due fratelli nullafacenti; Shannon è una brava pianista (passa dalla Moonlight Sonata di Beethoven alla musica più moderna in un secondo) che non sopporta la rigida educazione bigotta che le viene imposta.

La matrice western è influenzata da opere come I pionieri del West (1931) e dal remake Cimarron (1960) di Anthony Mann anche se Ron Howard dà molto spazio alla relazione sentimentale tra i due protagonisti aiutato dalla particolare alchimia degli allora coniugi Kidman e Cruise. Il film è nettamente diviso in tre parti: nella prima che si svolge nel 1892 in Irlanda sono molto forti le influenze Fordiane (Un uomo tranquillo, 1952) e il tono drammatico viene stemperato da una ironia presente sottotraccia (il padre di Joseph che fa il discorso sulla importanza della terra resuscitando dalla morte apparente, le prime schermaglie tra Joseph e Shannon con quest’ultima che spia le nudità dell’intruso coperte da una scodella). La seconda si svolge a Boston ed è caratterizzata da fasi alternanti tra violenza (gli incontri di pugilato) e situazioni grottesche (i due protagonisti che alloggiano in un bordello, il caratteraccio di Shannon che fa pesare le sue nobili origini) con un canovaccio che si ispira al classico cinema romantico americano e prevede una serie di ostacoli al coronamento del sogno d’amore tra persone di diversa classe sociale.

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Anche se molti critici hanno contestato la retorica di certe scene (Roger Ebert mal sopporta quella del bacio tra Cruise e Kidman mentre mettono in scena una ipotetica vita coniugale), Ron Howard proprio in questo segmento sottolinea la legge dell’ homo homini lupus a qualsiasi latitudine, dall’Irlanda fino in America. La terza parte è più spettacolare ed è quella dove l’utilizzo della pellicola 70 mm esalta le grandi scene d’azione (il modello fotografico è importato da La figlia di Ryan di David Lean): il formato panoramico accompagna la folle corsa dei pionieri verso le terre gratuite dell’ Oklahoma tra cadute da cavallo, carri che finiscono nei fossi e contendenti che si sparano tra loro. La musica galoppante di John Williams fa da detonatore emozionale e avviluppa lo spettatore facendolo partecipare alla forsennata competizione.

Sceneggiato da Ron Howard e Bob Dolman con un occhio al grande romanzo popolare ottocentesco, accolto positivamente dal pubblico e con indifferenza dalla critica, Cuori Ribelli è un western romantico che chiede la sospensione di incredulità per potere essere goduto come puro piacere visivo. Nelle scena chiave che chiude il film, la macchina da presa vola verso l’alto per poi ritornare verso il protagonista soffiandogli lo spirito vitale: la terra è come l’anima per l’uomo ma il sogno americano è costellato di sangue, prepotenze, tradimenti. Solo il cinema riesce a fare resuscitare i morti.

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Titolo originale: Far and Away
Regia: Ron Howard
Interpreti: Tom Cruise, Nicole Kidman, Thomas Gibson, Cyril Cusack, Robert Prosky, Barbara Babcock
Durata: 140′
Origine: USA, 1992
Genere: avventura

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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