“Da-Dzma” di Jaro Minne vince il Premio Ermanno Olmi

L’11 dicembre 2019 si è svolta la serata conclusiva del Premio Ermanno Olmi, promosso dal Comune di Bergamo, con il supporto organizzativo di FIC – Federazione Italiana Cineforum, la collaborazione di Bergamo Film Meeting Onlus e il sostegno di Fondazione MIA – Congregazione Misericordia Maggiore Bergamo.

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Tra quasi 100 cortometraggi prevenuti, la giuria, composta da Fabio Olmi (direttore della fotografia), Maurizio Zaccaro (regista, produttore cinematografico e sceneggiatore), Paola Suardi (consulente di comunicazione), Angelo Signorelli (direttore artistico di Bergamo Film Meeting), e Adriano Piccardi (direttore della rivista Cineforum), ha selezionato 4 opere di 4 registi under 30 che, attraverso tecniche cinematografiche diverse, interpretano il mondo contemporaneo.

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Il primo premio è stato assegnato a Da-Dzma − Una sorella e un fratello di Jaro Minne,  “per la fotografia carica di senso nella sua essenzialità. Il dolore del distacco e la forza dei legami famigliari in un contesto sociale dove emigrare è l’esito della precarietà economica ed esistenziale”. Il cortometraggio, ambientato in un piccolo villaggio della Georgia, narra di una ragazza di 15 anni che cerca di avvicinarsi al fratello maggiore, proprio nel momento in cui lui sceglie di lasciare la casa natale per cercare lavoro all’estero.

Al secondo posto Nacht Ueber Kepler 425b − Notte sopra Kepler 452b
del regista tedesco Ben Voit “che attraverso il montaggio, la composizione dell’inquadratura e la messa in scena riesce a ricreare il rapporto con le persone e il contesto in cui si muovono. Tra realismo e espressionismo, arrivano allo spettatore il disagio e il senso di emarginazione di una notte tra i senzatetto”. Il documentario ricostruisce, attraverso frammenti di conversazione, un pensiero collettivo: quello di alcuni senzatetto che, in una fredda notte invernale, cercano un posto caldo dove dormire, mentre, da qualche parte nello spazio, la stella Kepler 452b sta orbitando attorno a un sole più caldo del nostro.

Si classifica terzo Inside me – Dentro di me di Maria Trigo Teixeira, scelto “per la fluidità di segno grafico, sintesi di contenuto e scrittura che con immediatezza descrivono il vissuto drammatico di una scelta difficile”. Mescolando la tecnica del documentario con il cinema di animazione, in soli 5 minuti la regista racconta una giovane donna che ricorda la sua esperienza di aborto, in una danza disperata di linee nere che simulano l’alternanza tra gioia e dolore di una situazione irrimediabile.

Oltre ai tre premi, la giuria ha deciso all’unanimità di assegnare una menzione speciale a Fame di Luca Buzzi Reschini, “dove minimalismo narrativo e di messa in scena servono per raccontare il desiderio di autorealizzazione. La creatività della musica rap per uscire da una quotidianità ripetitiva e asfittica“.

Durante la serata di premiazione, oltre alle le quattro opere finaliste del concorso, è stato proiettato Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi. Il film scritto e diretto dal Maestro e fotografato da suo figlio Fabio, è stato recentemente restaurato dal Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale e dall’Istituto Luce-Cinecittà, fu presentato in concorso a Cannes nel 2001 e si è aggiudicato 9 David di Donatello e 3 Nastri d’argento.