Da The Batman a Netflix, il boicottaggio dell’entertainment in Russia

Il mondo dello spettacolo si allinea alle dure sanzioni imposte dai governi occidentali. Ecco i titoli che non usciranno, i live cancellati, e le piattaforme che lasciano la Russia

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La destabilizzazione internazionale causata dall’invasione russa ai danni dell’Ucraina ha portato gran parte dei Paesi del mondo a prendere iniziative di boicottaggio di svariata natura nei confronti della Russia: dalle sanzioni economiche fino a un potenziale embargo sul petrolio e il carbone russo. Il pacchetto sanzionatorio non ha tuttavia relegato solo alle nazioni l’oneroso compito di isolare la Russia dal resto del mondo occidentale coinvolgendo al contrario tutta una serie di attività legate allo spettacolo come il cinema e la musica.

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Walt Disney, Sony e Warner Bros hanno interrotto la distribuzione di titoli di punta dell’attuale stagione come The Batman e Morbius. La Disney ha invece optato per la sospensione dell’uscita nei cinema russi del film Pixar Turning Red sostenendo che “prenderà future decisioni commerciali in base all’evoluzione della situazione” attraverso un comunicato. Oltre a queste case di produzione si sono mobilitate anche la Paramount Pictures, l’Universal Studios e Netflix. In particolare il gigante dello streaming ha preso posizioni particolarmente rigorose chiudendo del tutto la piattaforma e bloccando le prossime produzioni previste in Russia come l’adattamento di Anna Karenina.

Anche l’universo musicale, a partire da Spotify, ha espresso solidarietà nei confronti del popolo ucraino e del dramma umanitario a cui sono sottoposti. La piattaforma ha chiuso i suoi uffici sul territorio russo per “garantire la sicurezza dei nostri dipendenti e assicurare che Spotify continui a servire come importante fonte globale e regionale di notizie in un periodo in cui l’accesso alle informazioni è più importante che mai”. Diverse band musicali si sono allineate al boicottaggio generale cancellando i concerti in Russia previsti nei prossimi mesi. I Maneskin hanno sospeso il tour di marzo in cui rientravano anche Russia e Ucraina: “Nonostante il nostro desiderio di darvi aggiornamenti sul tour europeo e italiano entro il primo marzo, non siamo in grado di definire e condividere le nuove date in questo momento di tensione per l’Europa e per il mondo intero. Siamo più vicini che mai a tutte le persone afflitte dalla guerra in questo momento”. Mentre i Green Day hanno cancellato il concerto del prossimo 28 maggio a Mosca.

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