Dave Filoni e Lynwen Brennan nuovi presidenti di Lucasfilm
Dopo 14 anni Kathleen Kennedy passa il testimone e Star Wars cambia ritmo: con un ritorno ai film evento, più attenzione allo sviluppo e una strategia che guarda oltre il 2030.
Il 15 gennaio Lucasfilm ha confermato il passaggio di presidenza da Kathleen Kennedy a Dave Filoni e Lynwen Brennan. Kennedy lascia il ruolo di presidenti dopo 14 anni ed una serie di tappe che l’hanno vista guidare l’azienda anche durante la delicata fase di acquisizione di Lucasfilm da parte di The Walt Disney Company, e le delicate manovre per ampliare l’universo narrativo anche attraverso narrazioni transmediali, tra cinema, serie tv e piattaforme.
Questa transizione era già in fase di elaborazione da un paio di anni e prevede il suo ritorno al ruolo di produttrice, dopo la conclusione dei progetti già in fase di sviluppo, come The Mandalorian and Grogu e Star Wars: Starfighter, che arriveranno in sala rispettivamente il 22 maggio di quest’anno e il 28 maggio 2027.
La carriera produttiva della Kennedy ha inizio negli anni ’80 con la collaborazione di Steven Spielberg in E.T. L’extra-terrestre, Indiana Jones, Jurassic Park e Schindler’s List. Nello stesso periodo lavora per Amblin Entertainment, esperienza che la porta a conoscere George Lucas. Ma solo dopo vent’anni il creatore di Star Wars le offre la carica di Presidente di Lucasfilm, in seguito a una serie di film di grande successo come Il Sesto Senso e Il curioso caso di Benjamin Button. Come afferma nell’intervista a Deadline, il suo arrivo alla Lucasfilm è avvenuto in corrispondenza di un periodo: ”In cui non uscivano film da dieci anni o più, ma era ancora vivo il ricordo di quella che è stata la più grande saga cinematografica della storia del cinema. Per questo ti trovi ad affrontare qualcosa che porta con sé aspettative enormi.”
Aspettative che in larga parte è riuscita a soddisfare durante la sua presidenza, sviluppando ulteriormente l’universo di Star Wars attraverso la realizzazione della terza trilogia della saga, a partire dal grande successo del settimo capitolo Il Risveglio della Forza, che ha superato i 2 miliardi di dollari di incasso globale. A questo si aggiunge lo spin-off Rogue One, le cui atmosfere sono state riattraversate recentemente da Andor, una delle serie più apprezzate della saga insieme a The Mandalorian, altro progetto seriale nato durante la sua tenitura dell’azienda.
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Non sono mancati tuttavia anche momenti di crisi per il brand, a partire dal licenziamento di Lord e Miller dal progetto Solo: A Star Wars Story, poi affidato alla regia “tecnica” di Ron Howard.
La stessa Kennedy ha ammesso di sentirsi in colpa riguardo all’espeirenza di quel set: “Coinvolsi Larry Kasdan, eravamo molto carichi, poi uno si rende conto che non si può rimpiazzare Han Solo. Per quanto Alden Ehrenreich fosse bravo, l’abbiamo messo in una situazione impossibile.”
Ora Kathleen Kennedy decide di dar spazio a Dave Filoni nel ruolo di Chief Creative Officer e Co-President affiancato da Lynwen Brennan che ricoprirà il lato operativo e finanziario dell’azienda. Filoni, dopo aver ricevuto la nomina, ha rilasciato un’intervista al sito ufficiale di Star Wars ringraziando profondamente George Lucas e Kathleen Kennedy per la formazione ricevuta, aggiungendo: “Sono profondamente grato a Kathy, George, Bob Iger e Alan Bergman per la fiducia e per l’opportunità di guidare Lucasfilm in questo nuovo ruolo, svolgendo un lavoro che amo davvero”.
Brennan ha inoltre dichiarato, sempre per Star Wars.com, di essere entusiasta di questa nuova collaborazione con Filoni, dopo anni di lavoro al fianco di Alan Bergman e dell’ex presidentessa: “sono onorata di affiancare Dave Filoni nel guidare lo studio verso il futuro. […] Ho una fiducia assoluta nella visione creativa di Dave per il prossimo capitolo dell’eredità di questo studio leggendario”.
Kathleen Kennedy ha espresso piena fiducia nel nuovo team, affermando per Deadline: “Sto davvero cercando di supportare la squadra che sta entrando e di incoraggiarlo a prendere le decisioni che deve prendere. Devono essere loro a guidare questi progetti, ed è proprio questo che li sto spronando a fare.”
Cosa aspettarsi da questo nuovo capitolo della Lucasfilm? Dave Filoni spiega come sia necessario dedicare maggior tempo alla realizzazione dei film, soprattutto per non ripetere gli errori del passato e mantenere una visione chiara della direzione narrativa dell’universo della galassia lontana lontana. Per questo si avranno lungometraggi stand-alone, rispetto a film serializzati e si sta gradualmente aprendo la strada un nuovo ciclo della saga diretto da Simon Kinberg dal 2030. La serialità rimarrà comunque centrale, con la continuazione di Ashoka con la seconda stagione prevista per il 2026, che vede come showrunner proprio Dave Filoni, e con l’espansione della narrazioni Tales of…
Nel limbo della pre produzione rimangono invece decine di progetti su cui la Kennedy non ha più il controllo e dunque bisognosi di una nuova supervisione. Sulla carta ci sono infatti i film di James Mangold e Beau Willimon, il progetto di Taika Waititi, un lungometraggio scritto da Donald Glover e addirittura il progetto stroncato sul nascere scritto da Steven Soderbergh e Scott Z. Burns.





























