De rouille et d'os, nuovo poster e foto. Audiard, Cotillard e Schoenaerts sul film dal Toronto Film Festival

Matthias Schoenaerts e Marion Cotillard - De rouille et d'os, nuovo poster e foto

Matthias Schoenaerts e Marion Cotillard - De rouille et d'os, nuovo poster e foto

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Nuovo poster rilasciato da Studio Canal per promuovere l'uscita in UK (il 2 novembre) di De rouille et d'os, distribuito in Italia da BIM a partire da giovedì 4 ottobre con il titolo Un sapore di ruggine e ossa (il trailer italiano).

E nuove splendide foto, nella nostra gallery, di Matthias Schoenaerts e Marion Cotillard, ovvero Ali e  Stéphanie: i protagonisti dell'ultimo film di Jacques Audiard, presentato a Cannes 65 (la recensione di Sentieri Selvaggi, l'incontro con il regista), scritto da Audiard e Thomas Bidegain (Un profeta, À perdre la raison) e ispirato liberamente ai magnifici racconti di Craig Davidson.

Al 37° Toronto Film Festival, dove De rouille et d'os (foto dal set, trailer, 4 clip, foto ufficiali) è stato appena proiettato, la Cotillard ha avuto parole di stima e di apprezzamento per il collega (ancora per poco) meno celebre, Schoenaerts,  inserito dal New York Times nella lista dei cinque attori più interessanti della nuova stagione.

Marion Cotillard in De rouille et d'os"Finalmente, il cinema lo ha trovato! A volte si incontra qualcuno e si prova la sensazione di conoscerlo da sempre, come un fratello. Non solo è totalmente dedito al suo lavoro, aspetto che rispetto particolarmente, ma si occupa di molte altre cose. La vita non è solo fare film. Inoltre è sexy, carismatico, forte, e ha un lato femminile" ha detto l'attrice (la videointervista) che lo ha ritrovato anche sul set di Blood Ties, in cui entrambi sono diretti dal compagno di lei, l'attore/regista Guillaume Canet.
 

L'attore belga, già rivelazione di Rundskop, parla così del suo prossimo futuro: "Se si tratta anche di una produzione hollywoodiana che mi piace, va bene, ma non ho un piano, una strategia di carriera o qualcosa del genere. Non fa per me. Ho sempre usato l'intuizione e l'istinto, che finora mi hanno sempre portato nel posto giusto al momento giusto".

E aggiunge: "Audiard è costantemente alla ricerca del qui e ora. Lavorare con lui non significa interpretare il copione alla lettera: è sempre attento al modo in cui la vita stessa puà cambiare la sceneggiatura".
A proposito del suo personaggio: "Ali non è immediatamente gradevole, inizialmente non ci si identifica volentieri con lui. Ma c'è qualcosa nella sua sincerità rozza, nella sua semplicità, che lo rende interessante. Matthias Schoenaerts in De rouille et d'osA furia di improvvisare abbiamo trovato in lui una vena quasi infantile, che lo rende più credibile nel ruolo di un uomo che Stéphanie può amare. Passa dal grado zero dell'emozione all'arrendersi all'amore, e così impara ad amare anche suo figlio.
Audiard è veramente un regista fatto per gli attori, collaborativo, che lavora con loro per far emergere sfumature di questo tip
o" (la videointervista).

Audiard a sua volta dice di essere innamorato dei suoi protagonisti "Non riesco a immaginare chi altro avrebbe potuto interpretare Stéphanie, così come non riesco a immaginare nessun'altra nei panni della Piaf in La Vie en rose" racconta.
"C'è una sorta di virilità autoritaria nella recitazione di Marion, e al tempo stesso trasuda sensualità. Stéphanie è una principessa un po' arrogante, che cade dall'alto. Probabilmente è proprio l'incidente a cambiarla: è a causa della sua infermità, che Ali non guarda mai con pietà o compassione, che si lascia andare e sperimenta qualcosa che non aveva mai conosciuto. […]  La femminilità di Marion poteva funzionare solo con un equivalente maschile perfetto. Avrei voluto prendere un non professionista, ma poi ho visto recitare Matthias. Ha donato al personaggio  una dimensione erotica, ma anche una fragilità non comune. Questo attore può fare qualiasi cosa."

Il regista francese – per il quale, prima di ogni cosa, "il cinema è un cuore che batte" – ha anche raccontato il suo lavoro con il direttore della fotografia Stéphane Fontaine (già premio César per De battre mon cœur s'est arrêté e Un profeta) per trovare un compromesso tra realismo sociale e lirismo estremo.
Da questo punto di vista, confessa un sentimento di estrema vicinanza al cinema europeo, citando il Roskam di Rundskop (già notato anche da Hollywood) Ken Loach, Bruno Dumont, i fratelli Dardenne.

Il regista Jacques Audiard e lo scrittore Craig Davidson"Abbiamo cercato di rendere il contrasto tra l'ambiente turistico e commerciale dello spettacolo delle orche, ma anche la sensazione liberatoria del sole e dell'acqua sul corpo di Stéphanie, la fisicità e l'adrenalina di quei momenti. Abbiamo pensato a Freaks, alle pellicole con Lon Chaney, a The Night of the Hunter, film in cui la particolarità delle immagini sublima l'oscurità e la durezza del reale".

Quanto allo scrittore canadese di Ruggine e Ossa, Craig Davidson, si è dichiarato felice e entusiasta del lavoro ispirato al suo libro: "Audiard ha colto l'azione, la messa in scena frenetica, il fatto che scrivo in scene che si dipanano come in un film – i film hanno influenzato il mio stile. Molte cose sono state cambiate, eppure Jacques è stato capace di inventarsi una storia d'amore, anche se torturata, andando a scovare le risonanze più profonde che forse non ero stato capace di esprimere quando ho scritto questi racconti. Avevo 20 anni".
 
 

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