Decreto Ristori Bis. E adesso?

In seguito alle manifestazioni dei lavoratori del mondo dello spettacolo che hanno coinvolto tutto il paese lo scorso 30 ottobre, siamo di fronte a nuovi provvedimenti nazionali.

In seguito alle manifestazioni che hanno coinvolto tutto il paese lo scorso 30 ottobre, volte a far sentire la voce delle migliaia di lavoratori coinvolti dalla crisi che ha colpito il mondo del cinema e del teatro in seguito all’ennesima chiusura delle sale (avvenuta con il Dpcm del 24 ottobre scorso), siamo di fronte a nuovi provvedimenti nazionali. Il Decreto Ristori Bis, approvato venerdì 6 novembre entrato in vigore lunedì 9 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale martedì 10 è dedicato al sostegno di vari settori, incluso quello dello spettacolo, particolarmente colpito in questi mesi dalle misure restrittive anti-contagio.

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“Con il nuovo Decreto sarà dunque consentito chiedere un massimo di nove settimane di ammortizzatore previste dal Decreto Agosto fino al 15 novembre 2020, e questo trattamento verrebbe applicato anche ai lavoratori che risultano assunti alla data di entrata in vigore del suddetto Decreto” ha spiegato con un comunicato Anica, che in questo particolare periodo si è fatta portavoce delle richieste dei lavoratori, i quali attraverso decine di differenti posizioni, dall’attore al proprietario di sala, ruotano attorno al mondo dell’intrattenimento.

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Come ha precisato Mario Fusani, avvocato che assiste ANICA, questo nuovo decreto è molto importante poiché include “i lavoratori assunti con contratti a termine nelle produzioni cine-audiovisive a partire dal 13 luglio, e quindi potenzialmente esposti – malgrado il rigido protocollo di sicurezza osservato sui set – al rischio di interruzioni lavorative dovute all’emergenza sanitaria. Finora quei lavoratori erano esclusi dalla cassa integrazione o dal Fis, cosa a cui il nuovo decreto sembra aver posto rimedio.”

“Con il nuovo Decreto Ristori bis” continua Fusani “è consentito infatti chiedere un massimo di nove settimane di ammortizzatore per le sospensioni dal lavoro dall’1 al 30 settembre e questo trattamento verrebbe applicato anche ai lavoratori assunti che siano incorsi in un’interruzione forzata del loro rapporto di lavoro causa Covid. Confidiamo tuttavia che sia chiarito con urgenza anche che il “nuovo” periodo di Cassa del Decreto Agosto sia esplicitamente ricompreso nell’oggetto della proroga”.

Alcune scelte a favore dei lavoratori dello spettacolo sono state messe in atto anche a livello delle singole regioni. In Lombardia, zona rossa ormai da giorni, la giunta regionale ha infatti deciso, nel pomeriggio di lunedì 9 novembre, di stanziare 1 milione e 540mila euro in sostegno alle attività culturali della regione, suddivisi fra teatro, cinema, danza e arte.

Se quindi da un lato sembra arrivare un sostegno da parte del governo, dall’altro la luce in fondo al tunnel sembra ancora lontana. I festival si traferiscono online, le uscite vengono rimandate, i lavoratori possono tirare un sospiro di sollievo con queste nuove misure, ma sicuramente l’avere dovuto chiudere dopo aver investito nella messa in sicurezza delle strutture si è rivelato un ulteriore peso economico sulle spalle di molte piccole e medie realtà già indebolite. A livello burocratico inoltre, sono piovute critiche riguardo all’esclusione di varie tipologie di lavoratori del settore nei vari decreti che si sono susseguiti e a cui appunto questa nuova manovra economica dovrebbe fungere da argine, almeno temporaneamente.

La voce del mondo dello spettacolo sembra comunque in qualche modo farsi sentire, nonostante le diversissime prese di posizione da parte di intellettuali, artisti e personaggi. Che le proteste siano destinate a non estinguersi ma anzi ad essere alimentate nelle prossime settimane? Che cosa farà seguito al Decreto Ristori Bis?

 

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