Delta, di Michele Vannucci

Borghi e Lo Cascio, un bracconiere e un ambientalista che si scontrano sull’inquinato delta del Po. Una regia attenta riesce a trovare la scintilla anche nell’eccessiva densità.

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Con Delta di Michele Vannucci, presentato allo scorso Festival di Locarno, il Borghiverse si espande. Quello che è uno dei volti più riconosciuti dello star system italiano torna a vestire berretto di lana, barbone e carattere difficile del personaggio disegnato per lui dalle produzioni Groenlandia. Così, addormentatosi tra i fiordi di Hanging Sun, Alessandro Borghi viene trasportato in un universo parallelo. Si risveglia col nome di Elia in una barchetta sul Delta del Po. Sulla sua testa ronza un elicottero. È una pattuglia che cerca lui. In quelle acque pesca illegalmente folgorando i pesci con delle batterie d’auto. Lo stato in cui versa il fiume, però, dipende solo in minima parte dalla sua attività illegale fondata sul bisogno. Al bracconaggio si aggiunge l’inquinamento dovuto alle industrie, i cui canali di scolo scaricano incessantemente nel Po. Un’associazione ambientalista composta perlopiù da pescatori, capitanata da Luigi Lo Cascio, fa quel che può per migliorare la situazione. Che sembra, però, solo peggiorare.

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Tutto è, comunque, molto più complicato di così. Elia vive in un casolare abbandonato insieme a una famiglia romena incontrata da ormai così tanto tempo che lui ha imparato la lingua. Quando Elia minaccia Lo Cascio e la sorella interpretata da Greta Esposito, che hanno scoperto Elia e gli altri durante una battuta, lo fa per difendere ciò che permette loro di sopravvivere. Infatti, sono costretti a vendere il pesce a prezzi stracciati al proprietario del bar del paese. Pur facendo parte del gruppo ambientalista, il farabutto interpretato da Sergio Romano gestisce segretamente il bracconaggio locale.  La sua compagna (Emilia Scarpati Fanetti), con una relazione passata con il personaggio di Lo Cascio, rimane incuriosita da Elia. La loro connessione innesca una reazione a catena che si concluderà in tragedia.

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Diverse anime coabitano in Delta. C’è inizialmente un po’ il noir alla Miracle of the Sargasso Sea, c’è l’estetica del thriller nordico e c’è una componente melodrammatica che forse avrebbe richiesto più spazio. Proprio la scrittura a 8 mani, tra le quali figurano quelle illustri di Massimo Gaudioso (Dogman, ma anche La scuola cattolica), risulta tanto compatta dall’apparire più complicata di quel che in realtà è. Soprattutto nella parte centrale del film, sostanzialmente una caccia a Mad BorghiMax che braccato regredisce quasi fino a un’animalità da Primo Re, lo scorrimento di Delta sembra in qualche modo ostruito. Liberatosi dalle sottotrame, il personaggio di Lo Cascio riesce a catturare Elia e imprimendo una svolta nel film, che si assume le sembianze di un Prisoners di Denis Villenueve alla veneta.

Non è facile districarsi tra tutte queste istanze. Delta fatica a trovare quel cuore che era il punto di forza del suo esordio Il più grande sogno, anche se a tratti si può auscultare un battito. Anzi, sembra lecito pensare che se un cuore c’è, è proprio grazie a una regia che cerca nei momenti di sospensione la fuga dal piano di lavoro. Così, Delta può essere considerato anche aldilà del filone a cui appartiene e che Groenlandia continua a esplorare. Una considerazione che va fatta a partire dalla più grande sospensione che opera. In una dinamica vicina a quella di Disco Boy di Abbruzzese, le grandi industrie cause prime dell’inquinamento del fiume si perdono sullo sfondo. La loro presenza, però, in Delta rimane sospesa nell’aria. Come una nebbia, concreta ma impalpabile, avvolge tutto e penetrando anche negli ultimi respiri di un’umanità che preferisce ferirsi a vicenda.

 

Regia: Michele Vannucci
Interpreti: Alessandro Borghi, Luigi Lo Cascio, Greta Esposito, Emilia Scarpati Fanetti, Marius Bizau, Denis Fasolo, Sergio Romano
Distribuzione: Adler Entertainment
Durata: 105′
Origini:
Italia, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3
Sending
Il voto dei lettori
2.95 (19 voti)
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