Distribuzioni e Covid-19: l’elenco di tutti i rinvii

La crisi innescata dalla pandemia mondiale ha rimescolato la carte in tavola di un’industria cinematografica che già vedeva in prospettiva futura trasformazioni importanti. Un processo partito da tempo e contestualizzato all’era della digitalizzazione che ha raggiunto un punto di non ritorno dopo le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria. Al centro del dibattito troviamo i nuovi metodi di fruizione dettati dalle piattaforme streaming, l’azione fisica di andare in sala lascia spazio a un prospetto di visione casalinga direttamente dal divano di casa. Un problema, se si vuole chiamare così, che si è sviluppato negli ultimi anni con la nascita di molteplici canali streaming, da Netflix ad Amazon Prime, sottovalutando la veloce ascesa di un fenomeno che sembrava fosse racchiuso nella galassia della serialità televisiva. Non è più uno scandalo vedere pellicole direttamente da smartphone o da tablet. L’ultimo duro colpo riguarda il film di apertura della Festa del Cinema di Roma 2020, Soul della Pixar, che arriverà direttamente sulla piattaforma Disney+ evitando il passaggio in sala. Commenta al riguardo l’ANEC: “Dopo gli annunci di numerosi rinvii di titoli statunitensi al 2021, preso atto delle difficoltà, delle implicazioni di carattere finanziario che spesso stanno dietro a queste scelte, arriva il duro colpo con Soul, che come Mulan la Disney decide, a distanza di poco tempo di riservare alla visione in streaming. Uno dei titoli annunciati e che il mercato individuava come fondamentale per la ripartenza sparisce dalla visione theatrical, e lo fa con modalità e tempistiche che sembrano farsi beffe dello storico rapporto di collaborazione con l’esercizio cinematografico. Annunciare infatti l’uscita in piattaforma per Natale, uno dei giorni tradizionalmente più cinematografici dell’anno, è un gesto simbolicamente preoccupante. Farlo alla vigilia di un evento festivaliero ne aggrava la portata”.

I mesi di lockdown hanno lasciato un segno indelebile tra le sale cinematografiche di tutto il mondo invitando a una riflessione sul loro stato di salute. Da marzo in poi è iniziata una graduale tabula rasa fatta di posticipi, estinguendo pian piano tutto il panorama delle uscite cinematografiche dell’anno corrente. La principale conseguenza delle perdite economiche si è riversata sulle catene di cinema, in particolar modo statunitensi, tanto da far pensare che la morte della sala non sia un’ipotesi fantascientifica. La verità sta probabilmente nel mezzo, difficilmente vedremo un collasso assoluto dei cinema fisici, ma è possibile che si ritaglieranno un ruolo differente, più vicino a quello delle cineteche, diventando esperienze “museali” in cui far rifluire retrospettive, rassegne, attività di divulgazione, insieme ai grandi kolossal, lasciando il compito di accogliere il resto del mercato allo streaming. L’Universal ha accelerato i tempi coinvolgendo per ora solamente AMC, la più grossa catena di cinema al mondo che ha trovato un accordo per appiattire la finestra temporale della tenuta in sala di un film Universal con il suo rilascio online dopo 17 giorni.

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Il dramma dei ritardi al 2021 e oltre non si ferma più. Il bollettino delle ultime settimane lascia il segno per il posticipo di Bond 25 – No Time To Die, dell’atteso Dune di Denis Villeneuve e del chiacchierato Batman di Matt Reeves che si sposta direttamente al 2022. Ma questa è solo la punta di un iceberg che continua ad ingigantirsi, tornando indietro di qualche settimana e mese troviamo altre illustri vittime cinematografiche di un anno sciagurato. Non potremo assistere a Black Widow, il film in solitaria sull’eroina Marvel vedova nera, al terzo capitolo del reboot di Ghostbuster, al prequel di The King’s Man, al ritorno di Tom Cruise nel sequel del cult degli anni ’80 Top Gun, al film spin off della serie Tv I Soprano dal titolo The Many Saints of Newark, alla trasposizione cinematografica della saga videoludica di Uncharted, ma anche al nono episodio di Fast and Furious e al secondo capitolo di A Quiet Place e di Escape Room. Nella lista si aggiungono i due film provenienti dall’universo dell’Uomo Ragno, Venom 2: Let There Be Carnage e il terzo seguito dello Spider-Man interpretato da Tom Holland. Anche l’animazione ne esce con le ossa rotte e vede salutare per quest’anno Peter Rabbit 2, il primo sequel di Sing, e il quarto capitolo della saga di Hotel Transylvania. Sul versante del cinema più autoriale i posticipi non risparmiano il ritorno di Ridley Scott con The Last Duel, il remake di West Side Story a cura di Steven Spielberg, Michael B. Jordan diretto da Stefano Sollima in Without Remorse e il nuovo film di Wes Anderson The French Dispatch.

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ELENCO DEI TITOLI RINVIATI DAL 2020 AL 2021 (IN COSTANTE AGGIORNAMENTO):

Soul, di Pete Docter e Kemp Powers – direttamente su Disney+

Black Widow, di Cate Shortland

Top Gun Maverick, di Joseph Kosinski

007 No Time To Die, di Cary Fukunaga

The Many Saints of Newark, di Alan Taylor

Ghostbusters 3: Legacy, di Jason Reitman

The King’s Man, di Matthew Vaughn

Uncharted, di Ruben Fleischer

A Quiet Place 2, di John Krasinski

Hotel Transylvania 4, di John Kluska e Derek Drymon

Sing 2, di Garth Lennings

Fatherhood, di Paul Weitz

Without Remorse, di Stefano Sollima

Dune, di Denis Villeneuve

Jungle Cruise, di Jaume Collet – Serra

The Batman, di Matt Reeves al 2022

Without Remorse, di Stefano Sollima

The Last Duel, di Ridley Scott

The French Dispatch, di Wes Anderson

West Side Story, di Steven Spielberg

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