(doc) “Terramatta”, di Costanza Quatriglio

C’era una volta una storia, quella particolare, ignota, di un individuo, che piano piano faceva anche la Storia di un popolo, di un Paese. Poi è stata cancellata quella storia, ridotta, censurata dalla “versione ufficiale dei fatti”, dalle ipocrite retoriche di Patria, necessità politica, economica, ecc. Ecco scomparire i punti di vista diversi,  i penetranti vissuti, le voci narranti uniche, autentiche, quelle ingenue, ma genuine, che ti accompagnano in un percorso di vita reale, che ti fanno davvero comprendere l’esistenza delle persone. La “terramatta” vista dalla luna di pasoliniana memoria è un viaggio à rebours, per recuperare prima di tutto l’oralità come strumento fondamentale di eredità e trasmissione di conoscenza: imparare dal racconto diretto di una persona, che descrive con precisione gli eventi della sua vita. L’ultimo film di Costanza Quatriglio, Terramatta, ha il coraggio del “ritorno” sui luoghi, della memoria di fatti storici per svelarne il significato perspicuo, recupera la tradizione orale, attraverso la voce di Roberto Nobile (davvero eccellente la sua interpretazione) e accompagna lo sterminato scritto di Vincenzo Rabito, personaggio apparentemente insignificante, “inafabeto”, ma che è invece testimone di verità perché ci rivela gli eventi storici così come dovrebbero essere raccontati nei testi scolastici. La voce narrante è il dialetto siciliano, un po’ imbastardito da Rabito, lingua particolare, intima, con le sue innumerevoli sfumature espressive che sono aspetti del carattere di Rabito. E le parole che la macchina da presa filma impresse nel Terramatta di Costanza Quatrigliopovero diario di Rabito sono spesso libere di navigare/galleggiare nello spazio dell’immaginazione.

Lo spazio tempo filmato da Quatriglio è composito, non più strutturato tra passato e presente, ma una sorta di coalescenza degli spazi-tempi. Immagini del passato e del presente infine si fondono in un’unica percezione della terra, del paesaggio geografico, umano, in perpetua modificazione. Le esperienze di Rabito si traducono in immagini, si affastellano ai documenti d’archivio Luce come sovrimpressioni: quelle strazianti della prima guerra mondiale, dei filmati di propaganda dell’Istituto Luce nell’epoca fascista, del paese d’origine Chiaramonte Gulfi, di ieri e di oggi. Fino all’apparizione dei figli di Rabito, in vecchi super 8 dove compare lo stesso Vincenzo ormai molto anziano. Ma sono anziani anche i figli che vediamo aggirarsi nei luoghi d’infanzia e questo rende ancora più fragile una lettura lineare del tempo. La storia di Rabito così lunga, a tratti segreta, in modo maniacale registrata in volumi rilegati con semplici lacci, fa venire i brividi. Fa quasi pensare alla Storia tedesca di Golzow, filmata per oltre trent’anni. Una misura che però è smisurata e che Quatriglio è riuscita a dominare  e sintetizzare in modo magico in un tempo abbastanza breve (il film dura infatti “soltanto” settantacinque minuti). E soprattutto alimentando la tensione del racconto, poiché utilizza in modo originale la voce narrante fuori campo che non s’identifica immediatamente con un personaggio in scena – Rabito, che non appare mai – ma alla fine del film coincide con una delle immagini di Rabito, quella in cui era già molto vecchio e poi la foto della sua tomba. Il film di Quatriglio adesso dovrebbe esser diffuso nelle scuole, visto che l’apporto alla conoscenza storica degli studenti offerto da un documentario come Terramatta si potrebbe calcolare in mille volte superiore rispetto a qualunque degradante testo di Storia. È uscito anche il dvd. Che maestri e professori si attivino!

 

Regia: Costanza Quatriglio
Soggetto e sceneggiatura: Chiara Ottaviano e Costanza Quatriglio
Montaggio: Letizia Caudullo
Fotografia: Sabrina Varani
Musiche originali: Paolo Buonvino
Fonico di presa diretta: Antonio Dolce
Montaggio del suono: Vito Martinelli
Mix: Andrea Malavasi
Dipinti su quaderno:  Michele Ciacciofera
Montaggio trailer e videoclip:  Andrea Campajola
Voce narrante: Roberto Nobile
Con la partecipazione di: Turi, Tano e Giovanni Rabito
Una coproduzione: Cliomedia Officina e Cinecittà Luce
In collaborazione con: Film Commission Regione Siciliana
Produttore associato: Stefilm
Con il sostegno di: Camera di Commercio di Ragusa, BAPR-Banca Agricola Popolare di Ragusa
e il Patrocinio di: Provincia di Ragusa, Città di Ragusa, Comune di Chiaramonte Gulfi, Università degli studi di Catania
Organizzazione per Cinecittà Luce: Maura Cosenza
Coordinatore per Cliomedia Officina: Gianpaolo Fissore

Assistente alla regia e ricerche
Archivio Luce: Giovannella Rendi
Immagini d’archivio: Archivio Storico Luce e AAMOD – Archivio audiovisivo del movimento operaio; Filmoteca Regionale Siciliana; Tommaso Bordonaro; Enrico Russo. Con la collaborazione  la Cineteca del Friuli

DISTRIBUZIONE: ISTITUTO LUCE CINECITTÀ
Comunicazione
Istituto Luce Cinecittà:  Maria Carolina Terzi
Anno: 2012
DURATA: 74’;  b/n e colore, HD CAM    

  

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