DOCUMENTARIO – Punto Doc (settembre/ottobre)

 IN SALA:
 
17 settembre: Niente paura di Piergiorgio Gay (trailer)
17 settembre: Vedozero di Andrea Caccia (trailer)
28 settembre: Ad occhi chiusi, di Simonetta Rossi (trailer)
22 ottobre: Passione, di John Turturro (trailer)
 
 
 
 
 
IN DVD:
 
La bocca del lupo di Pietro Marcello (trailer)
Le Vie dei farmaci di Michele Mellara ed Alessandro Rossi (trailer)
Un metro sotto i pesci di Michele Mellara (trailer)
Scemi di guerra di Enrico Verra (trailer)
Corde di Marcello Sannino (trailer)
 
 
FESTIVAL:
 
Maria lai - ansia d'infinitoL’AsoloArtFilmFestival (27 agosto – 5 settembre) è una delle rassegne di film sull’arte più antiche e prestigiose a livello internazionale. Nella sezione “Biografie d’Artista” vince Maria Lai – Ansia d’Infinito di Clarita di Giovanni, film che racconta l’opera ed il pensiero di una tra le più longeve e importanti artiste contemporanee viventi (trailer). Nella sezione ”Architettura” si aggiudica il primo premio Lettera 22 di Emanuele Piccardo, il documentario su Adriano Olivetti, un industriale, un politico, un urbanista, un intellettuale che ha segnato con la sua opera la storia del nostro paese (trailer). Murgia – Tre Episodi di Cosimo Terlizzi è stato eletto miglior opera per la categoria “Armonia e Territorio”. La “Murgia”, un parco nel cuore della Puglia, tra i più belli e dannati dell'area mediterranea. Un road-movie che rivela l’origine e l’attualità di una parte dell’Italia dimenticata e lasciata a se stessa (trailer). Il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato a Poesia che mi guardi di Marina Spada, un film che da voce alla poesia e alla tormentata ricerca esistenziale della poetessa Antonia Pozzi, morta suicida a soli 26 anni nel 1938. Voce narrante del film è Maria, una cineasta che, affascinata dalla Pozzi, si mette alla ricerca del mondo e dei personaggi della sua vita (trailer).
 
 
Alla Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia (1-11 settembre) abbiamo recentemente dedicato un lungo Speciale Documentari.
 
on the other side of lifeA vincere il Milano Film Festival (10 – 19 settembre) è stato il tedesco On the Other Side of Life, di Stefanie Brockhaus e Andy Wolff. Il film racconta la storia di due fratelli, Lucky e Bongani che cercano di sopravvivere nella periferia di Cape Town, Sudafrica. Tutta la loro famiglia è una nonna sempre pronta a difenderli. Lucky e Bongani condividono tutto: il letto, il cibo, persino un'accusa di omicidio. In carcere impareranno le regole di sopravvivenza. Fuori su cauzione, qualcosa di speciale li attenderà (trailer). Premio del Pubblico a Capucine di Luis Nieto. In Giappone prova a documentare gli studi (veri) su Capucine, la prima scimmia in grado di scrivere e dirigere un film, con tanto di citazioni cinematografiche d'eccellenza, da Kubrick a Bunuel, e premiere ufficiale a un prestigioso festival (Clermont-Ferrand). Non è uno scherzo: è tutto vero. O quasi. Premio dello staff a Stardust, del belga Nicolas Provost. Las Vegas, riprese rubate nel Casino, fino a che, tra i tavoli, appaiono Jack Nicholson, Dennis Hopper, Jon Voight, attori parzialmente complici di un'opera che prova sovvertire i codici del genere noir. Ripreso con una camera nascosta, al confine con la video arte, Nicolas Provost percorre i confini tra fiction e reale, lì dove basta uno zoom per creare un sospetto.
 
cordeGiunto alla quarta edizione, il Salinadocfest (14 – 19 settembre) ha deciso quest’anno di interrogarsi su un tema importante per il racconto del nostro paese: l’identità. Il tema attraversa come un filo rosso tutte le sezioni del Festival. Premio "Tasca d'Almerita" Migliore Documentario a Corde di Marcello Sannino (trailer). Menzione Speciale a Folder di Cosimo Terlizzi, un documentario-archivio in cui il regista pugliese inserisce i ricordi di un anno: video, fotografie e collegamenti via chat. Attraverso questo archivio l’autore si muove alla ricerca della propria identità, del proprio luogo d’appartenenza, in una dimensione tesa e precaria. E’un film che parla di vite che si consumano in viaggio da una capitale all’altra e da ricomporre come un enorme puzzle (trailer). Premio del Pubblico a Soltanto il Mare di Dagmawi Yimer, Fabrizio Barraco e Giulio Cederna, in cui il regista incontra e filma il suo passato. Dagmawi Yimer è sbarcato a Lampedusa il 30 luglio del 2006, dopo tre giorni di navigazione su una piccola imbarcazione di fortuna. Nei sette giorni che trascorrerà chiuso nell’ex centro di accoglienza vicino all’aeroporto, non incontrerà nessuno e oltre la rete di recinzione potrà vedere soltanto il via vai degli aerei dei turisti. Qualche anno dopo, intrapreso un percorso da filmaker, Dag ha l’occasione di tornare a Lampedusa con la videocamera per filmare l’isola che gli ha salvato la vita, parlare con i suoi abitanti, muoversi indisturbato (trailer). Premio del Brasile a Non c'è più una Majorette a Villalba di Giuliano Ricci (trailer).
 
 
 
the first movieIl Prix Italia (19-24 settembre) è giunto alla sua 62a edizione, che si svolge a Torino. La manifestazione ha avuto luogo in tutte le principali città d’arte italiane, fatto che ha contribuito al suo straordinario prestigio internazionale. Esso è infatti il più antico concorso internazionale per programmi radio, tv e web. Vincitore per “Documentari di arte e musica” è The First Movie, dell’inglese Channel 4, diretto da Mark Cousins. Un documentario innovativo girato in Iraq sulla immaginazione dei bambini. Noi siamo abituati a considerare i bambini iracheni come "ragazzi di guerra". Ma che ne sappiamo dei loro sogni? Mark Cousins, nativo di Belfast, è andato nel Kurdistan con un proiettore, dei bei film e tre piccole macchina da presa per darle ai ragazzi. Il risultato è un film di guerra e sulla vita senza guerra. Nella testa dei ragazzi la vita è un mix di fantasia e realtà: i conflitti non impediscono ai ragazzi di fantasticare di cavalieri e magiche principesse (trailer). France2 vince il premio per i “Documentari d’attualità” con Le jeu de la mort (Il gioco della morte) di Thomas Bornot, Gilles Amado e Alain-Michel Blanc: un’indagine sulle forme estreme del reality tv. 80 candidati, 1 attore, 27 domande. Ogni errore implica una punizione: uno shock elettrico somministrato da un concorrente a un altro. Gli shock aumentano di intensità fino a raggiungere i 460 volt… sufficienti per uccidere un essere umano. Questo esperimento televisivo, escogitato da sette illustri scienziati, trasporta lo spettatore oltre le proprie peggiori paure. Un documentario shock che mostra il reale potere della televisione. (trailer).
 
 
E’ Marghè Marghìer del piemontese Sandro Gastinelli, il documentario vincitore dell’edizione 2010 di Scanno Natura Doc/Effetto uomo (23 – 26 settembre), il Festival del Documentario Naturalistico Italiano ospitato in questi giorni nel noto borgo abruzzese. Oltre tre anni di riprese, interviste e ricostruzioni storiche, tra montagna e pianura, alla scoperta di un mondo che (r)esiste da sempre. Nel film documentario i margari sono protagonisti e interpreti di sé stessi, insieme a veterinari, mediatori, ristoratori e operatori che ne condividono singole esperienze di settore (trailer). Il Premio Speciale “Libero Bizzarri”, è andato invece a Cheyenne, Trent’anni di Michele Trentini (trailer).
 
 
cargoPremio miglior film al Mediterraneo Video Festival (24-26 settembre) per The Curse of Sands (La Maledizione delle Sabbie) di Cristina Bocchialini ed Ayman El Gazwy con la seguente motivazione: “ad oltre mezzo secolo dalla battaglia di El Alamein, gli ordigni esplosivi seminati dagli eserciti europei continuano a mietere vittime tra i civili. Una denuncia intensa e coinvolgente della follia della guerra nata dall’incontro tra la cultura araba e quella occidentale rappresentate dai due autori” (trailer). Menzioni Speciali a: Campania Burning di Andrea D’Ambrosio e Maurizio Cartolano (La storia si sviluppa nell’arco di una giornata, il luogo simbolo è il ghetto di San Nicola Varco nel comune di Eboli e la campagna attigua osservati sia paesaggisticamente che come luogo di lavoro) (trailer); Cargo di Vincenzo Mineo (trailer); Les Fleures à la Fenêtre di Giovanni Princigalli (la storia di Nadège, Amélie e Léonie che volevano migliorare la loro vita. Sognavano di volare attraverso la finestra di un sito d’incontro amorosi o di una web cam, ma che invece resteranno nel loro paese, il Camerun) (trailer).
 
 
piombo fusoAnnecy Cinéma Italien (28 settembre – 5 ottobre) ha svolto la sua prima edizione nel 1983 e, da allora, presenta ogni anno il meglio della produzione cinematografica italiana contemporanea. Grand Prix Annecy Cinéma Italien a Michelangelo Frammartino per il film Le quattro volte (trailer), Grand prix du documentaire Annecy Cinéma Italien a Stefano Savona per Piombo Fuso (trailer). Invece il Prix spécial ex æquo a: Ragazze la vita trema di Paola Sangiovanni (un documentario che racconta, attraverso la storia di quattro ragazze, il movimento femminista nell'Italia degli anni settanta. Alessandra, Maria Paola, Marina e Liliana raccontano la loro storia personale. I loro racconti sono integrati da immagini di repertorio, provenienti da archivi audiovisivi in parte privati e inediti, vivide e presenti) (trailer) e La vita al tempo della morte di Andrea Caccia (Lo scorrere delle stagioni ai Laghi della Lavagnina. Undici conversazioni in prossimità della fine. Un garage colmo di oggetti da riordinare. Astrazione, parole e cuore. Un viaggio estremo ai confini del linguaggio. Una trilogia sul senso del guardare: le cose, un volto, la propria vita scorrere… o un sasso) (trailer). Prix du documentaire Cezam a Stefano Cattini per L’isola dei sordobimbi (trailer).
 
 
la maglietta rossaLa maglietta rossa di Mimmo Calopresti vince l’Icfilms Award per il Migliore Lungometraggio Documentario al I’ve Seen Films (30 settembre – 9 ottobre), fondato da Rutger Hauer e diretto da PierPaolo De Fina. Per la finale di Coppa Davis tra Italia e Cile, nel 1976, Adriano Panatta indossò una maglietta rossa, e convinse il suo compagno Paolo Bertolucci a fare altrettanto. Nel Cile del generale Pinochet il gesto aveva un suo significato. Più provocatorio che politico, forse. Le parole del tennista e le immagini di repertorio sulle manifestazioni e i dibattiti che in quel periodo affollarono la radio, la tv, e i giornali ricostruiscono il clima culturale e politico di quell'Italia che mise in discussione la retorica nazionalista e qualunquista dello sport (trailer).
 
 
alisya nel paese delle meraviglieTerra di Tutti Film Festival (7 – 9 ottobre) è l’appuntamento con il documentario sociale dal Sud del mondo, che ha portato a Bologna 48 documentari per raccontare storie di migrazioni e conflitti, giovani e nuove periferie, ambiente e sviluppo sostenibile, globalizzazione e diritti. Miglior produzione europea è Alysia nel paese delle meraviglie, di Simone Amendola (a Cinquina, periferia di Roma, vive una comunità del tutto simile alle banlieues parigine. Le storie e gli sguardi dei ragazzi adolescenti immigrati di seconda generazione residenti nel quartiere ci parlano di una speranza che nasce dal disagio, rappresentata metaforicamente dalla nascita di Alisya) (trailer). Miglior Produzione internazionale è Maid for sale, di Dima Al Joundi (per scappare dall’estrema povertà e provvedere alla sopravvivenza della propria famiglia, le donne dello Sri Lanka abbandonano il loro paese per lavorare come domestiche in Libano. Private del passaporto, rinchiuse in casa, lavorano ininterrottamente: alcune cercano di fuggire, altre seguono la via del suicidio) (trailer). Menzioni speciali della giuria a: Mae dos Netos, di Isabel Noronha, Vivian Altman (una delle innumerevoli storie del dramma dell’Aids in Mozambico che lacera le famiglie, decimando gli adulti e lasciando i bambini alle cure dei più anziani. Utilizzando un mix di tecniche tra l’animazione e il documentario, questo cortometraggio racconta la storia di nonna Elisa, il cui figlio e le sue otto mogli sono morti lasciando 14 nipoti alle sue cure) (trailer) e a Vivamazonia, di Francesco Cannito (nel cuore dell'Amazzonia brasiliana, in un'area abbandonata dalle istituzioni e con un elevato tasso di analfabetismo, c'è una piccola scuola rurale fondata da una coppia di europei, in cui i bambini non imparano soltanto a leggere e a scrivere ma a difendere il loro ambiente naturale da chi, in nome del progresso e dello sviluppo economico, cerca di distruggerlo) (trailer).
 
 
in the shadow of buddhaReligion Today Film Festival ( 8 -21 ottobre) è nato a Trento nel 1997 come prima rassegna cinematografica al mondo dedicata al dialogo tra cinema e religioni. Gran Premio Religion Today a No Greater love di Michael Whyte (un viaggio di fede in cui la vita quotidiana di un convento di suore carmelitane viene rivelata con particolare sensibilità in un contesto di rigoroso silenzio e devozione) (trailer). Miglior documentario è In The shadow of Buddha di Heather Kessinger (attraverso il sorriso senza età delle monache buddiste, il regista ci guida in un viaggio di fede alla scoperta della loro presenza spirituale) (trailer).
 
il suolo minacciatoLa prima edizione del ViaEmili@DocFest (15 – 24 ottobre), festival del documentario online, si è conclusa con la premiazione de Il suolo minacciato di Nicola Dall'Olio, opera sulla distruzione del suolo agricolo nella Food Valley parmense che pone l'attenzione sul consumo eccessivo ed indiscriminato del territorio agricolo. L’altro riconoscimento e' arrivato da Doc/it, che ha premiato con il Doc/it Professional Award Pietro Marcello per La bocca del lupo. Il Premio Selezione Doc è andato a Cambodian room di Giuseppe Schillaci e Tommaso Lusena De Sermiento. Invece L'Estate Spezzata di Vittorio Pastanella e Francesca Mozzi, documentario sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980, con 1165 voti si e' aggiudicato il Premio del pubblico web, mentre Nigurì di Antonio Martino ha vinto il Premio Current Tv.
 
 
ojos bien abiertosIl Festival del Cinema Latino Americano a Trieste (23-31 ottobre) da 25 anni costituisce una prestigiosa ed irrinunciabile vetrina per le nazioni latinoamericane che intendono presentare le loro opere al pubblico italiano in una cornice internazionale. Premio Speciale della Giuria a Ojos bien abiertos di Gonzalo Arijón (il regista con la cinepresa in una mano e i testi di Eduardo Galeano nell’altra viaggia tra Brasile, Bolivia, Venezuela, Ecuador, Uruguay con l’obiettivo di conoscere e comprendere meglio gli uomini e le donne che – a partire dalle loro lotte quotidiane -, hanno forgiato questo singolare momento storico) (trailer). Altri premi per: Vienen por el oro. Vienen por todo di Pablo D’Alo Abba e Cristian Harbaruk (a Esquel, Patagonia, Argentina, un’impresa canadese ottiene i diritti per estrarre oro e argento da una miniera localizzata a 7 chilometri dalla città, usando enormi quantità di acqua e cianuro. Lo sfruttamento minerario sembra essere la grande soluzione per il 50% della popolazione che vive sotto il limite della povertà ma…) (trailer); Ella(s) di David Baute (tre donne, una studente, una giornalista e una scrittrice, andranno in cerca di un’altra donna, Mercedes Pinto. Il documentario recupera la memoria di una delle figure più importanti nella difesa dei diritti della Donna); Corumbiara di Vincent Carelli (nel 1985, l’indigenista Marcelo Santos denuncia un massacro di indios a Gleba Corumbiara e il regista filma ciò che rimane delle prove di quanto accaduto) (trailer); Cine, dioses y billetes di Lucas Brunetto (la nascita, l’apogeo e la seguente scomparsa delle sale di cinema di quartiere che esistevano nel cordone industriale della città di Buenos Aires. Il documentario ricostruisce la centralità che assunsero i cinema e l’impatto che produsse sulla comunità la loro scomparsa e la seguente riconversione in templi destinati al culto religioso e ai bingo).
 
 
 
armadilloAltre notizie:
 
– L’European Film Academy annuncia le tre nomination nella categoria Documentario: Armadillo di Janus Metz (che segue un plotone di giovani soldati danesi, partiti per una missione di pace in Afghanistan ma ben presto costretti a fare i conti con la guerra. Il regista li segue dalla festa d'addio, tra fiumi di birra e spogliarelliste all’arrivo a Camp Armadillo, sulla linea del fronte con i talebani…e fin dentro la guerra), Miesten Vuoro di Joonas Berghäll e Mika Hotakainen (un documentario su degli uomini finlandesi seduti in sauna a parlare), Nostalgia de la luz di Patricio Guzman (recensione)
 
– La rivista Internazionale ha organizzato una rassegna al Palazzo delle Esposizioni (Roma, 6-10 ottobre) con i migliori documentari prodotti nell’ultima stagione
 
– Il portale documentario.it compie 10 anni
– Chiude Documè, il circuito indipendente per la promozione del documentario
 
– Nasce la nuova piattaforma di distribuzione On the Docks dove sarà possibile vedere on-line a 2.99 euro il meglio della produzione italiana
 
– Su Trancemedia si possono trovare recensioni e link di web-documentari e web-reportage
 
El sicario, room 164 di Gianfranco Rosi vince il Festival del documentario di Lisbona
 
– Al International Leipzig Festival For Documentary ad Animated Film trionfa Vodka Factory di Jezry Sladkowski (documentario che racconta di Tatiana e della figlia Valentina che vivono in una sonnolenta città di provincia, Zhigulyovsk, 1000 kilometri a sud est di Mosca. Valentina, 22 anni, lavora in una fabbrica di vodka, mentre Tatiana è conducente di autobus. Valentina sogna di diventare una star della TV a Mosca)
 
Due documentari per raccontare la crisi economica americana: Inside Job di Chharles Ferguson e Client9 di Alex Gibney