DOCUSFERA #5 – L’incontro con Tommaso Donati
Dopo la proiezione di Poetenleben, il regista italo-svizzero ci ha parlato del suo rapporto con Robert Walser. DOCUSFERA prosegue oggi alle h 19:30 con due lavori di Francesco Clerici e l’incontro
DOCUSFERA continua questa sera alle h 19:30 con Le macchine parlanti di Luciano Pituello e Da soli insieme di Francesco Clerici. La settimana scorsa abbiamo ospitato il regista Tommaso Donati per discutere del suo Poetenleben di cui ha firmato anche la sceneggiatura e il montaggio. L’evento fa parte della rassegna con cui da cinque anni Sentieri Selvaggi segue le traiettorie del cinema documentaristico italiano, alla sua storia, alle sue forme e pratiche.
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Il film di Tommaso Donati esplora la vita, i luoghi e lo stile di scrittura del poeta svizzero Robert Walser (1878-1956) attraverso i suoi microgrammi, scritti in minuscolo su foglietti di carta. Questo “Metodo Della Matita” riflette sulla personalità del poeta svizzero desideroso di evasione dalla società che lo ospita. Non casuale, infatti, la scelta di basare l’ambientazione del film tra esterni innevati e interni di cliniche psichiatriche. Un film d’esplorazione, dunque, che va alla ricerca dei ritmi, della mentalità e degli stati d’animo che si celano dietro le sue righe.
Tra le varie tematiche affrontate durante l’incontro è stato chiesto a Donati, data la precisione di Walser usata per scrivere poesie piccolissime con lo scopo di rimanere concentrato o almeno questa è la teoria, di indicare delle analogie tra lui e lo scrittore: “Subito, mentre leggevo i suoi testi, mi sono detto che volevo esplorare i luoghi dove è cresciuto e dove ha vissuto sapendo che, con un approccio d’osservazione che mi interessava, potevo fare un collegamento con la sua personalità. Anche l’atto di filmare è faticoso, è una cosa che adoro ma devi osservare cose che quasi nessuno vorrebbe osservare, è sempre l’attesa di qualcosa“. Altra questione affrontata è il rapporto che entrambi gli autori sentono di avere con la realtà secondo il quale più ci si focalizza su un aspetto e più ciò che ci circonda esplode, il regista italo-svizzero aggiunge: “Filmi per un’intera giornata e questa cosa ti assorbe, senti di avere il potere di poter cambiare o ripulire quello ti circonda“.
Il film è stato proiettato anche sulla tv svizzera, produttrice della pellicola (NOHA film e RSI Radiotelevisione svizzera). A tal proposito Donati argomenta: “C’è chi conosce lo scrittore o il contesto, è più forse un film dove prevale il linguaggio cinematografico che quanto detto su di lui. Infatti, gli esperti di Walser sono rimasti delusi, mentre per un occhio vergine di Walser può essere più stimolante“.
I gusti musicali di Walser rappresentano un’altra questione fondamentale per capire il suo motore creativo: “Esiste un libro che raccoglie tutti i racconti e poesie sul suo rapporto con la musica, Paganini e Mozart sono presenti in questi racconti”. Come topic finale dell’intervista Donati si espone sulle tappe principali per presentare un progetto cinematografico, consiglio utile per i registi emergenti: “Anche se la televisione è più aperta a progetti più radicati, nel montaggio i produttori sono stati molto rispettosi e mi hanno lasciato molta libertà. Quello è fondamentale, quindi creare dei buoni legami con i produttori e per quanto riguarda la distribuzione stessa identica cosa, un buon rapporto con le case di produzione è altrettanto importante. Anche se parliamo di un film dal tema letterario alla base, ciò non toglie che possano rimanere nel tempo o magari possano essere riscoperti in futuro”.
DOCUSFERA prosegue oggi con due lavori di Francesco Clerici e l’incontro con il regista – PRENOTATI QUI





















