Doraemon – Il film, di Takashi Yamazachi e Ry?ichi Yagi

Doraemon - Il Film
Scoppiando, a forza di ramanzine e buffi moniti, la bolla al naso della pigrizia, Doraemon riesce ancora una volta a dare voce a quella volontà celata che spinge a rialzarsi dopo l’ennesima, brutta, caduta, perché nell’universo le possibilità (di ognuno) sono infinite. Proprio come le stelle.

Doraemon - Il FilmIl ritorno del gatto robot più amato di tutti i tempi, rinnovato dall’animazione CGI, è stato accolto dal successo riscosso in madrepatria con incassi di oltre 60 milioni di dollari. La nascita del suo papà Fujiko F. Fujio, che in tutta la carriera ha continuato a prendersi cura del longevo gattone robot (fin dalla prima edizione del manga, pubblicata in Giappone nel 1969), viene così omaggiata dopo 80 anni, grazie all’intervento dei registi Takashi Yamazachi e Ry?ichi Yagi. Il protagonista è sempre lui, il pigrone, scansafatiche, buono a nulla, sconclusionato, maltrattato, ingenuo – in una parola – Adorabile Nobita che si ritrova faccia a faccia col pro-pro-pro nipote Sewashi, venuto dal futuro del XXII secolo insieme a Doraemon per aiutarlo a conquistare quell’irraggiungibile chimera chiamata felicità.

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Servendosi prima degli ingegnosi chusky, tenuti in caldo nella pancia senza fondo di Doraemon, e poi, lentamente, con le sue sole forze, Nobita scoprirà che l’avere fiducia in se stessi è la regola fondamentale da seguire tanto nel presente, quanto nel futuro. Certo, nel suo viaggiare avanti e indietro nel tempo, di pasticci ne combina numerosi, a partire dai perenni ritardi fino alla svogliatezza con la quale affronta i doveri scolastici, ma dopo tanto penare, soprattutto in campo sentimentale con la bella innamorata Shizuka, Nobita imparerà ad essere finalmente sicuro di sé e dunque indipendente. O quasi. Sì perché la tentazione di rifugiarsi tra le braccia del gatto compagno d’avventure è forte quando a minare ogni sforzo si contano i rinnovati dispetti dei due bulletti Gian e Suneo, assieme alla sfortuna, però l’impegno autentico e sincero funziona sempre. Anche se alimentato da qualche piccola bugia e miracolose pozioni.

Ciò che ha reso Doraemon l’ambasciatore degli anime nel mondo (nominato nel marzo 2008 dal Ministro degli Esteri giapponese Masahiko Komura per promuovere la cultura e l'industria dell'animazione fuori dal Giappone) è la sua capacità di riuscire a educare con coscienza ogni bambino che almeno una volta nella vita si è sentito un “perdente” esattamente come il piccolo protagonista. Scoppiando, a forza di ramanzine e buffi moniti, la bolla al naso della pigrizia, Doraemon riesce ancora una volta a dare voce a quella volontà celata che spinge a rialzarsi dopo l’ennesima, brutta, caduta. Il film in tre dimensioni uscirà nelle sale italiane il 6 novembre per far scoprire che nell’universo le possibilità (di ognuno) sono infinite. Proprio come le stelle.

Titolo originale: Doraemon
Regia: Takashi Yamazachi, Ry?ichi Yagi 
Origine: Giappone, 2014
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 95'

 

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