Dr.T e le donne, di Robert Altman

 

---------------- inserzione pubblicitaria ---------------

---------------------------------------------------------------


---------------- inserzione pubblicitaria ---------------
----------------------------------------------------------------

Titolo originale: Dr.T and the women
Regia: Robert Altman
Sceneggiatura: Anne Rapp
Fotografia: Jan Kiesser
Montaggio: Geraldine Peroni
Musica: Lyle Lovett
Scenografia: Stephen Altman
Costumi: Dona Granata
Interpreti: Richard Gere (Dr.T), Helen Hunt (Bree), Farrah Fawcett (Kate), Laura Dern (Peggy), Shelley Long (Carolyn), Tara Reid (Connie), Kate Hudson (Dee Dee), Liv Tyler (Marilyn).
Produzione: Sandcastle 5 Production.
Distribuzione: Medusa
Durata: 118 minuti.
Origine: USA, 2000



Ricche, eccentriche, nevrotiche, frustrate, chiassose e capricciose. Le donne di Dallas, per Robert Altman, sono tutte così. Casalinghe annoiate, madri svampite, figure muliebri dell'alta borghesia prive di passioni, sature di tutto…ovvero vuote. E in questo pollaio americano, c'è naturalmente un solo gallo, un unico uomo che le ama, le protegge e le comprende. Richard Gere è il loro ginecologo, il custode dei loro segreti: basta un colpo d'occhio e intuisce le loro insicurezze, i loro disagi e persino le loro tendenze sessuali… Calmo, comprensivo e accomodante, il dott.T è irresistibile ed è l'amante ideale per tutte le sue assidue e invadenti pazienti.
Altman, che è tornato a collaborare con Anne Rapp, la sceneggiatrice di La fortuna di Cookie, è ben lontano dall'ironia e dalla leggerezza del suo precedente film e realizza una commedia brillante che però non diverte. Non è tanto la misoginia di fondo che delude (eppure il regista dichiara di aver voluto rendere omaggio alle donne…), quanto l'assenza del suo cinismo corrosivo e provocatorio, la fine di un suo modo di fare cinema che negava a una figura individuale il potere di dominare uno spazio privilegiato. Tra le tracce sonore multiple e il caos di parole urlate o bisbigliate da tutte le donne contemporaneamente, emerge, infatti, la voce pacata di Richard Gere che s'innalza su tutte per sue tonalità gravi e, sola tra tutte, si fa ascoltare. Forse occorre proprio un timbro maschile per ottenere, in questo Texas volgare e opulento, un po' di attenzione e di silenzio. Non a caso la stessa voce di Bree, l'unica donna credibile del film e dotata di una propria personalità, risulta, nella sua versione originale, decisamente maschile. Bree è anche l'unica donna che resiste al fascino del dott. T, così come alla seduzione fasulla profusa, come vapore, da quest'immensa città-vetrina d'America. Uno sguardo benevolo, quello di Altman che, con questa pellicola, sembra aver perso la sua capacità di smascherare, attraverso un mosaico di storie e personaggi apparentemente disgiunti, la società americana, le sue ipocrisie, le sue fobie e il suo sistema di potere.
Simona Pellino