#SentieriSelvaggi30: Incontro con Matteo Rovere + Proiezione de Il mio terremoto

Due eventi questa settimana per la celebrazione di #SentieriSelvaggi30

Giovedì 12 aprile

Matteo Rovere incontrerà gli studenti della nostra Scuola di Cinema e il pubblico aficionado di Sentieri Selvaggi giovedì 12 aprile alle 19.00 nella sede romana di Via Carlo Botta 19.
Modera l’incontro Simone Emiliani di www.sentieriselvaggi.it – INGRESSO LIBERO

Venerdì 13 aprile

Il mio terremoto, il doc realizzato da Giovanni Bruno e Massimo Latini sarà presentato venerdì prossimo, 13 aprile, alle h 20.40 da Sentieri Selvaggi in via Carlo Botta 19 a Roma, in una proiezione in anteprima ad INGRESSO GRATUITO


Nel 2008, all’uscita di Un gioco da ragazzeil nostro Leonardo Lardieri scriveva di come questo “complicato lungometraggio d’esordio” – segnato da un divieto a 18 anni che fece scalpore – attestasse un “cinema accompagnato da stupefacenti soluzioni visive” che provava a “demolire i sacri valori italici” e faceva del suo autore, allora venticinquenne, “una sicura promessa del cinema italiano”.

Dieci anni dopo, Matteo Rovere è diventato una realtà, anzi un vero punto di contatto tra l’industria e il pubblico più giovane, capace di parlare anche a quei millennials che sembrano snobbare la sala.
Sceneggiatore, regista e produttore, Rovere è dietro fenomeni come le pillole web del gruppo The Pills e la trilogia dSydney Sibilia Smetto quando voglio.

Nel suo cinema, dopo Un gioco da ragazze e Gli sfiorati, il vero successo arriva con Veloce come il vento, che conquista il botteghino e i Nastri D’Argento e David di Donatello per Fotografia, Montaggio e l’interpretazione di Stefano Accorsi nei panni del pilota tossico Loris.

Il sogno dell’action movie in grado di non rinunciare alla dimensione emozionale e umana, con la relazione travagliata tra questi due fratelli, porta avanti un discorso sulla famiglia ormai centrale nella poetica di Rovere, da quelle devastate di Un gioco da ragazze fino all’ultimo film in lavorazione, Il primo recon Alessandro Borghi, operazione ambiziosa e rischiosa, “reinterpretazione emotiva” del Mito della fondazione di Roma, in cui l’audacia del “giovane regista incosciente o contemporaneamente così consapevole” – nelle parole di Sergio Sozzo su Gli sfiorati – dovrebbe trovare conferma in tutta la sua evidenza.



Il mio terremoto è un breve documentario che racconta la vita quotidiana di Frate Renzo, padre guardiano del convento francescano San Giacomo di Poggio Bustone, attualmente abitato da 2 soli frati, e le difficoltà in cui si trova dovendo cercare di mantenere in vita lo stesso convento che, a causa del terremoto del 2016, ha subito danni consistenti.
Il film è stato realizzato dagli allievi della specializzazione in Filmmaking della Scuola Sentieri Selvaggi, sotto la supervisione dei docenti Massimo Latini e Giovanni Bruno, che ne hanno curato rispettivamente fotografia e montaggio.

La vocazione che spinge un giovane a dedicare la sua vita ad una missione religiosa sembra essere un terremoto interiore che rilascia energie insospettabili. Frate Renzo vive praticamente in solitudine, attorniato da un paesaggio naturale che dona la sensazione di essere completamente fuori dal mondo attuale ma, con una fede assolutamente inattaccabile, spende tutte le sue energie per mantenere in vita il convento simbolo delle-origini dell’ordine dei francescani.