Due nuove uscite in libreria

Due nuove importanti uscite in libreria che parlano di cinema e di visioni: la prima, a firma di Elio Ugenti, è Abbas Kiarostami. Le forme dell’immagine, pubblicato da Bulzoni Editore nella collana Zootropio; la seconda si intitola Prandino, l’altro Visconti. Vita e film di Eriprando Visconti, regista milanese (edizioni Il Foglio, collana Cinema), a cura di Corrado Colombo e Mario Gerosa.

L’intento del libro scritto da Elio Ugenti è principalmente quello di riattraversare l’opera del maestro iraniano, scomparso nell’estate del 2016, Abbas Kiarostami, e rinvenirne nuovi percorsi di lettura che sappiano scandagliare e sviluppare il complesso discorso per/sulle immagini condotto dal cineasta in oltre quarant’anni di illustre carriera, mantenendosi sempre al confine tra cinema e ulteriori altre forme di espressione visiva (tra video, fotografia, ibridazione tra immagine video e spettacolo teatrale, ecc.). Fedele alla missione di restituire quel percorso artistico che seppe intrecciare come pochi re-invenzione formale e ricorrenze tematiche, l’autore Ugenti abbraccia nel suo testo un percorso non necessariamente lineare, al contrario fatto di salti e ritorni indietro repentini nella filmografia di Kiarostami, per meglio rendere la maglia di analogie e differenze che costituiva lo stile del maestro iraniano. Ugenti si muove all’incastro tra traiettorie teoriche e opere filmiche, instaurando tra di esse una forma di dialogo rivolto verso un futuro che l’autore si auspica di potere arricchire di nuove questioni e riflessioni metodologiche. L’opera di Kiarostami si presta, dunque, con tutta la sua plasticità che non cede mai alla mera ridondanza, a quest’analisi mobile e in variazione continua (dei punti di vista) tra idee e film, che saprà accostarsi puntualmente al percorso del regista senza mai perderne la complessità intrinseca.

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Esce in libreria anche Prandino, l’altro Visconti. Vita e film di Eriprando Visconti, regista milanese, una raccolta di scritti dedicati interamente alla carriera cinematografica del nipote più celebre del maestro Luchino, appunto Eriprando Visconti, detto Prandino. Visconti viene ricordato quale grande metteur en scène di personaggi problematici, collocati nel contesto di una società moderna in transizione, riuscendo nello stesso tempo a rimanere sempre aperto al cinema più propriamente di genere. I saggi riattraversano la sua figura autorevole, che per buona parte della vita (e carriera) rimase all’ “ombra dei giganti” – appunto, i grandi autori del Novecento, tra cui lo stesso zio –, forse sviluppando anche una sorta di complesso di inferiorità, che gli negò in ultima analisi un propria identità cinematografica. Prandino attraversò, tuttavia, intrichi psicologici e intimisti con uno stile asciutto, severo ed elegante al contempo, linguaggio che subito si imponeva al di sopra della stessa narrazione. Tra le sue opere più celebri: Una storia milanese (Premio della Critica alla Mostra del Cinema di Venezia del 1962), La orca, Oedipus orca, Malamore.