DVD – "Absolute Beginners", di Julien Temple

cover Gli scintillanti colori e i fantasiosi abiti che fanno la bellezza per gli occhi del musical di Julien Temple, variopinta rievocazione della scoppiettante Londra dei primi anni ‘60, risplendono nell’arioso widescreen di questa edizione Medusa. Temple si serve apertamente dell’immagine patinata del David Bowie degli ‘eighties’, sdoppiandola.

 

coverTitolo originale: id.
Durata: 102’
Distribuzione: Medusa Home Entertainment
Genere: Musical
Cast: David Bowie, Sade, Patsy Kensit, Eddie O’Connell, James Fox, Steven Berkoff, Robbie Coltrane
Regia: Julien Temple
Formato DVD/video: 1.33:1
Audio: 5.1 Dolby Digital italiano e inglese
Sottotitoli: italiano, inglese
Extra: videoclip della canzone Absolute Beginners, di David Bowie, diretto da Julien Temple; galleria fotografica; intervista a Roberto Di Vanni

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IL FILM

 that's motivation

“Quando andrai al college a settembre, allora potrai vestirti come David Bowie”, dice la madre di Kevin Bacon al figlio che se ne va a scuola annodandosi la cravatta sopra un perfetto completo da uomo – è una delle prime scene di Footloose (Herbert Ross, 1984), che ci permette di capire appieno il significato ‘sociale’ dell’immagine di David Bowie negli anni ’80, un decennio che vede l’artista inglese abbandonare le pose androgine del glam rock e quelle algide del thin white duke a Berlino, per abbracciare in tutto e per tutto le movenze mainstream dell’artista che finisce in vetta alle classifiche proclamando “Let’s Dance!”, completamente a proprio agio in giacca e cravatta che diverranno proverbiali. Si ripensi alla parte finale di Velvet Goldmine di Todd Haynes (1998), con Brian Slade celato dietro il carrozzone kitsch-pop di successo di Tommy Stone e della sua vaporosissima capigliatura biondo platino – La grande truffa del rock’n’roll, per citare il precedente cult (1980) di Julien Temple dedicato ai Sex Pistols: il regista si trova a lavorare con David Bowie in questa fase obiettivamente non proprio artisticamente felicissima della carriera del cantante, per il quale gira tre videoclip tratti dai suoi due album più sfortunati, Tonight e Never Let Me Down. Temple ha però l’intuizione vincente di servirsi apertamente proprio dell’immagine patinata del Bowie degli eighties, sdoppiandola completamente dal Bowie dei Settanta e dei Sessanta: nel mediometraggio del 1984 che accompagnava il videoclip di Blue Jean, chiamato Jazzin’ for Blue Jean, l’artista era impegnato nel doppio ruolo di un qualunque average guy con l’immancabile completo azzurro, che ne combina di tutti i colori pur di invitare la bella dell’occasione ad un concerto della carismatica star Screamin’Lord Byron, che si vanta di conoscere di persona, mentendo – e Screamin’Lord Byron si rivelava ovviamente essere l’ennesima incarnazione di Bowie on stage, con la pelle completamente dipinta d’oro, il vestito da Aladino, e una ragnatela gigantesca a ‘catturare’ l’intera audience adorante. In questo suo musical del 1986, Absolute Beginners, Temple si fa ancora più esplicito, e costruisce la sua vicenda che oggi diremmo ‘vintage’ intorno a un teenager della Londra dei primi anni bowie e o'connellSessanta (Eddie O’Connell), che gira in vespa per la città tra mods, teddy boys ed esplosioni pop, e che è evidentissimamente un doppio di Bowie, una rappresentazione del giovane Bowie nella swingin’London – e il musicista si ritrova a dover interpretare nel film proprio la nemesi ‘borghese’ (imborghesita…?) del giovane protagonista che gli somiglia tanto anche fisicamente, “l’uomo arrivato” ancora una volta in elegante giacca-e-cravatta che dall’alto del suo impero monetario cerca di carpire i gusti dei giovani per poi sfruttarli per il suo tornaconto materiale – “that’s motivation!”. Black Tie, White Noise: nel finale, il musical di Temple mette in scena una ferocissima rivolta razziale che incendia la città, con squadroni di inglesi caucasici che all’urlo di “keep Britain white!” tentano di cancellare la componente nera da Londra. Simili sequenze di violenza, da parte delle ‘forze dell’ordine’ contro una famiglia di poveracci losangelini costretti a rubare e a darsi alla prostituzione, si vedono nell’ultimo videoclip girato da Temple per Bowie, Day-in Day-out del 1987, fallito tentativo del cantante di mostrare un suo ritorno alla ‘attitudine rock’ (giubbotto di pelle nera, jeans stracciati, capelli scompigliati, chitarra a tracolla) – le stesse sequenze che sono state completamente eliminate dal video, per il resto identico alla long version, del “Dance Mix” di Day-In Day-Out – sicuramente il ‘territorio musicale’ in cui Bowie andava più forte in quel decennio. Ancora una volta, dunque, uno sdoppiamento: con un lato della maschera che per un po’ David Bowie ha preferito tenere nascosto.  

 

IL DVD

 

Gli scintillanti colori e i fantasiosi abiti che fanno la bellezza per gli occhi del musical di Julien Temple,absolute beginners, il videoclip variopinta rievocazione della scoppiettante Londra dei primi anni Sessanta, risplendono nell’arioso widescreen di questa edizione Medusa su dvd di Absolute Beginners. Ci si deve però lamentare di alcune piccole imprecisioni nell’audio italiano: seppure in un ottimo dolby 5.1 che permette di apprezzare appieno le canzoni di Bowie, Sade, Ray Davies arrangiate da Gil Evans, la fastidiosa sensazione di ‘sovraincisione’ che si avverte quando la pista audio passa dal doppiaggio italiano alla pista originale del cantato, con conseguente seppur minimo fruscio, non è stata eliminata. Molto puntuali i contenuti extra del disco: il videoclip originale della canzone Absolute Beginners, in cui un Bowie bogartiano in bianchenero con impermeabile e cappello floscio si sdoppia ancora una volta per merito di Julien Temple nel suo passato, e cioè nel giovane protagonista del film omonimo, frammenti del quale si vedono, a colori, un po’ dappertutto all’interno dell’inquadratura; una bella galleria fotografica; ed una esauriente chiacchierata con l’esperto di rock Roberto Di Vanni, che ripercorre l’intera carriera artistica di David Bowie, affrontandola però con fin troppa seriosità (“nel glam rock domina l’oltranzismo vestimentiario”…).

 

 

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