DVD – “Boccaccio ‘70”, di Mario Monicelli, Federico Fellini, Luchino Visconti, Vittorio De Sica

cover DVD - Boccaccio '70, Mario MonicelliAnno: 1962
Durata: 225'
Distribuzione: Medusa Home Entertainment
Genere: Commedia
Cast: Anita Ekberg, Peppino De Filippo, Romy Schneider, Tomas Milian, Sophia Loren, Marisa Solinas, Romolo Valli, Paolo Stoppa
Regia: Vittorio De Sica, Federico Fellini, Mario Monicelli, Luchino Visconti.
Formato: 1.85:1
Audio: Italiano, Dolby Digital 1.0 – mono
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Extra: Filmografie dei registi, A proposito di Boccaccio '70 (intervista a Mario Monicelli), A proposito di film a episodi (contributo critico di Masolino D'Amico)
 
 
 

 

 
 
 
 
 
IL FILM
Nell’irriverente descrizione dei vizi e le virtù dell’uomo, sempre in lotta tra il bene ed il male, e nel continuo oscillare tra i piaceri terreni e le speranze eterne – ideato da uno dei padri del Neorealismo italiano Cesare Zavattini – il film ad episodi Boccaccio ‘70 richiama alla memoria le novelle raccontate dal Boccaccio nel Decameron. Il tema al quale si affidano i registi impegnati è la Sofia Loren in Boccaccio '70narrazione dell’Italia divisa tra il boom economico degli anni ‘60 ed il costume, ancora in voga, perbenista e moralista. Filo conduttore dei quattro atti è l’amore, vissuto nei diversi contesti sociali raccontati. Il primo atto, Renzo e Luciana, mette in scena le difficoltà, nate con l’industrializzazione, di fronte alle quali si trovano due giovani impiegati. Definito come il meno boccaccesco, Monicelli sceglie attori non professionisti, costruendo il proprio episodio come il più sobrio (motivo che spinse il produttore Carlo Ponti ad eliminare il suo schetch avendo sulla carta meno richiamo degli altri) e raccontando, attraverso l’asciutta interpretazione dei due attori, come i due sposi segreti non riescano a ritagliarsi uno spazio per sé, troppo dediti al proprio impiego.
Le tentazioni del dottor Antonio è il secondo atto, quello che colpì di più all’epoca, firmato dalla regia onirica e fortemente suggestiva di Fellini che si avvale dell’interpretazione irresistibile di Peppino De Filippo, nei panni di Antonio, un bacchettone, moralista, ossessionato dal mal costume fino a cadere preda dell’icona  prorompente di Anita Ekberg, per la prima volta a colori, distesa in posa lasciva su una gigantografia di fronte alle sue finestre.
Luchino Visconti ne Il lavoro mette in scena una aristocrazia messa a dura prova dai continui scandali del conte Antonio (Tomas Milian) sposato con Pupe (Romy Schneider) che si trova a dover barattare il proprio amore con delle prestazioni a pagamento, tanto da somigliare alle squillo che lui le preferisce.
Definito come il più boccaccesco, l’ultimo episodio, La riffa, è girato da De Sica che sceglie come propria icona sexy Sophia Loren nella parte di una donna, Zoe, che lavora in una fiera e si concede come vincita alla tombola.
A tratti gaudente, maliziosa, godereccia, onirica, lussuosa ma anche malinconica e cinica, la commedia umana della società perbenista degli anni 60, in tutto il suo realismo, a volte farsesco, viene rappresentata in ogni atto che diventa a se stante rispetto agli altri.
Nato dall’esigenza di un cinema ricco, frammentato, in cui si continua a oliare il meccanismo riuscito dl film ad episodi ed in cui più registi e più attori vengono coinvolti, il tema di Boccaccio ‘70 viene ricercato nell’antica tradizione italiana della novella boccaccesca.
Tanto nel Boccaccio il tema dell’amore però, all’interno di una concezione puramente laica, era da intendersi come un istinto irrefrenabile, una legge naturale alla quale sottomettersi e cedere, nel film non si può prescindere dai costumi imperanti ed opprimenti in cui l’amore è inteso come vizio, debolezza e malcostume.
Da qui il motivo per cui lo spirito boccaccesco viene seguito con una certa prudenza per la censura in atto all’epoca.
 
 
 
Romy Schneider in Boccaccio '70 di Mario MonicelliIL DVD
Ricco di extra inseriti nei contenuti speciali, la versione masterizzata di Boccaccio ’70 è disponibile da qualche mese e distribuito da Medusa Home Entertainment nella versione integrale. Ancora più soddisfacente e godibili della parte audio-video, che restituisce fedelmente i colori della precedente versione, sono i contenuti speciali nei quali si trovano un’intervista al regista Monicelli che spiega come sia nato il suo episodio (A proposito di Renzo e Luciana con Mario Monicelli), delle ragioni per cui non sia stato mostrato integralmente al Festival di Cannes e un interessante documento sull’importanza che rivestì all’epoca il film ad episodi, curata dal critico e sceneggiatore Masolino D’Amico.