DVD – "Don Chisciotte" di Orson Welles

TITOLO ORIGINALE: Don Chisciotte


REGIA: Orson Welles

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MONTAGGIO: Jesus Franco


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INTERPRETI: Francisco Reiguera, Akim Tamiroff, Orson Welles, Patricia McCormack

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DURATA: 114'


ORIGINE: Spagna, 1992 (girato originale tra il 1955 e il 1973)


DISTRIBUZIONE: Ermitage Cinema e Terminal Video Italia


FORMATO VIDEO: Full Screen 4/3


AUDIO: Dolby Digital 2.0 spagnolo, Dolby Digital 2.0 inglese
SOTTOTITOLI: italiano
EXTRA:



  • Commento critico (La Polla, AnselmI)

  • Don Chisciotte

  • Orson Welles

  • Jesus Franco

  • Gli attori

  • La maledizione di Cervantes

  • Il romanzo

 


IL FILM


 


Ci sono sogni lunghi una vita, sogni che appaiono irraggiungibili e sfuggono di mano, come fossero fatti di sabbia. Si sa che Orson Welles di sogni ne ha avuti e regalati tanti, sempre all'inseguimento di progetti importanti, forse troppo grandiosi per essere realizzati, o più semplicemente impossibili per un uomo costantemente volto alla sperimentazione, alla provocazione intellettuale, alla sfida. Da It's All True a Heart of Darkness (Cuore di tenebra), dal martirio degli Amberson a The Other Side of the Wide (l'ultimo film in progetto, che avrebbe dovuto vedere John Huston nei panni del protagonista), una carriera costellata da impedimenti, incidenti, ostracismi dei produttori, rifiuti del pubblico. Ma tra tanti progetti rimasti tali, quello più famoso rimane la trasposizione del Don Chisciotte di Cervantes, romanzo epocale e di per sé sfortunato nei suoi rapporti col cinema (si veda da ultimo il fallimento di Terry Gilliam). In 14 anni, dal 1955 al 1973, Orson Welles ha girato metri e metri di pellicola con mezzi di fortuna, avvalendosi delle sue amicizie e autofinanziandosi con i soldi guadagnati negli innumerevoli film interpretati nel frattempo. Circa vent'anni dopo, il celebre regista spagnolo di B-movie, Jess Franco, all'epoca collaboratore di Welles, mette mano a quell'eterogeneo materiale, rimontandolo nel modo più fedele possibile alle intenzioni originali. Per la mancanza di un director's cut, è un'impresa ardua voler parlare in termini critici del Don Chisciotte, esempio tangibile di come la macchina cinema sia capace di fagocitare qualsiasi velleità artistica. Eppure, in ciò che resta, è ancora possibile rivedere i segni della grandezza di Welles, intuire le sue idee del mondo e del cinema. Don Chisciotte (Francisco Reiguera) e Sancio Panza (il fedele Akim Tamiroff) vagano per la Spagna alla ricerca di avventure, di torti da riparare e donzelle da salvare, una Spagna in cui i segni della modernizzazione si fanno sempre più ingombranti, ma in cui permane uno spirito antico e fiero. La scelta di Welles di ambientare la storia del folle cavaliere errante nella contemporaneità è a dir poco geniale, perché permette di far venire alla ribalta con rinnovato vigore il senso profondo di una figura letteraria forse troppo mitica e per questo banalizzata. Se già nel 1600 un Don Chisciotte poteva apparire fuori tempo, qui il cortocircuito è all'ennesima potenza. Di fronte ai segni del progresso (macchine, vespe, aerei, missili, macchine da presa) l'antico spirito cavalleresco non può che soccombere, assumendo i contorni di un delirio cieco e sordo. Eppure, nell'inseguire fedelmente le sue ossessioni, Don Chisciotte riesce a rivendicare una statura morale che gli altri sembrano aver perso. Sancio Panza, nella sua semplicità contadina, sembra inconsciamente intuirlo: per questo accetterà di seguire il suo "padrone" sino alla fine. A ciò si aggiunge la riflessione di Welles sul sogno e sulla realtà, sulle modalità del racconto e sulla falsificazione connaturata al cinema. Nei panni di se stesso, cioè di un regista intenzionato a girare la storia di Don Quijote, introduce una dimensione metacinematografica di profondità abissali: cineprese, televisioni, antenne TV sono macchine infernali, che imprigionano una "persona" in un personaggio,  piegano le esperienze di un singolo in modalità di racconto (mito appunto), che pongono automaticamente in atto un'operazione d'intervento sulla realtà. La manipolazione è alla triplice potenza: in primo grado quella letteraria di Cervantes, in secondo grado quella del film con le avventure di Don Chisciotte in epoca contemporanea, in terzo luogo quella del film nel film, che però, al tempo stesso, illumina sulla verità, cioè sulla realtà affabulatoria dell'opera d'arte. Quello di Welles potrebbe sembrare una definitiva negazione di un cinema come riproduzione della realtà, un j'accuse nei confronti di un'arte, che ha l'ambizione di rendere eterna la vita, ma che non può far altro che creare sogni, illusioni. Ma se ciò è vero, è anche vero che nelle pieghe ferite del corpo/film "Don Chisciotte", nei primi piani dal basso, nei grandangoli eccessivi, nei magnifici campi lunghi, nei chiaroscuri barocchi, persistono i segni di una grandezza e di un genio visivo, che sono un atto d'amore, una testimonianza di quanta folle bellezza ci possa essere in quei sogni e in quelle illusioni.

IL DVD


 


E' francamente difficile giudicare la qualità di un DVD come questo. Soprattutto perché è fuori luogo parlare della qualità delle immagini. Il materiale utilizzato da Franco nel suo montaggio è stato raccolto qua e là e molto spesso è rovinato, sgranato, sfocato, intere sequenze appaiono incomplete, alcune inquadrature sono rallentate ecc. Non è, dunque, possibile sapere quanto il riversamento in digitale abbia ulteriormente influito sul risultato generale. Comunque, l'edizione dell'Ermitage Cinema presenta un formato 4/3 e propone una doppia traccia audio, in spagnolo e inglese, in Dolby Digital 2.0. Il flusso dati audio è di 192 Kbps. Sono previsti i sottotitoli in italiano. Molto ricchi, invece, gli extra: questa volta l'Ermitage non si è risparmiata. Diversi filmati (con voci narranti un po' monotone ad essere sinceri) e numerose schede. Si parte con un commento filmato (12' 28'') del critico cinematografico Franco La Polla e del professore Gian Mario Anselmo, che parla del romanzo di Cervantes. Si prosegue con la sezione "Don Chisciotte", in cui si presentano i credits del film, alcune curiosità sulla lavorazione e le riflessioni di Welles sulla Spagna, sul romanzo e sul suo personaggio. In "Orson Welles" troviamo la biografia e la filmografia del grande regista, alcune riflessioni critiche, curiosità, affermazioni sue e di registi e attori che lo hanno conosciuto e infine una piccola bibliografia. In "Jesus Franco", viene presentata la carriera del "famigerato" regista spagnolo, con filmografia completa, si racconta del suo incontro con Welles, per poi presentare alcuni dei tanti pseudonimi dietro cui Franco si è nascosto nei suoi innumerevoli film. Troviamo poi la scheda dei due protagonisti, lo spagnolo Francisco Reiguera e Akim Tamiroff, uno degli attori preferiti di Welles, interprete di Rapporto Confidenziale, L'infernale Quinlan e Il processo. Nella sezione "La maledizione di Cervantes" si parla, invece, delle sfortune e disavventure incorse alle trasposizioni cinematografiche del Don Chisciotte, con brevi notizie anche sulla sorte del celebre hidalgo in televisione e nell'animazione. Infine, a concludere gli extra, una presentazione del romanzo, in cui ci si sofferma sulla storia e i luoghi della narrazione, sull'autore Miguel de Cervantes e sulle sue opere, si riportano i commenti e le affermazioni di altri celebri scrittori (Dostoevskij, Kafka, Turgenev, Kierkegaard…) e si tentano brevi, ma efficaci resoconti critici (da vedere "L'uso politico e ideologico del cavaliere errante").