DVD – "Gli specialisti", di Sergio Corbucci

locandina de gli specialisti di sergio corbucciUn'allegoria degna dell'ultimo Pasolini (che com'è noto, amava gli spaghetti-western), con tutta l'inarrestabile forza espressiva di un Cinema che trasportava tutta l'ambigua confusione e la controversa situazione politico-sociale dei tempi in cui veniva realizzato in pellicole in cui crudeltà ed efferatezze mascheravano micidiali ambizioni sociologiche e visionarie. Da Medusa Home Entertainment. VIDEO

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IL N.13 DELLA RIVISTA CARTACEA BIMESTRALE DI SENTIERI SELVAGGI

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locandina de gli specialisti di sergio corbucciAnno: 1969
Durata: 100’
Distribuzione: Medusa Home Entertainment
Genere: Western
Cast: Johnny Hallyday, Mario Adorf, Gastone Moschin, Francoise Fabian, Sylvie Fennec
Regia: Sergio Corbucci
Formato DVD/video: widescreen
Audio: Italiano Dolby Digital 5.1, italiano Dolby Digital 1.0
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Extra: trailer, cast artistico, cast tecnico


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IL FILM

E' probabile che nessun altro finale rappresenti in maniera così chirurgica e precisa la morale del cinema western di Sergio Corbucci gli specialisti di sergio corbuccicome gli ultimi, strabilianti e allucinati 10 minuti di questo Gli Specialisti, che per il resto della sua ora e mezza inanella senza particolare brio (per il regista si tratta del film subito successivo alla vetta autoriale de Il grande silenzio, una felicità artistica mai più ritrovata dopo) le amate e classiche situazioni tra il macabro e il grottesco, raccontando delle ripetute scaramucce tra tre figure ritornanti dell'iconografia corbucciana: lo spietato bounty killer djanghesco Hud (addirittura Johnny Hallyday!) il cui nero vestiario è in realtà simbolo di un bruciante lutto interiore; il pittoresco bandito metà assassino psicopatico e metà rivoluzionario El Diablo (Mario Adorf); e lo sceriffo di Paese, primo storico esemplare di impiegato statale le cui preoccupazioni principali sono mantenere una calma apparente per le strade e farsi notare “su in alto” per arraffare il tanto agognato aumento di stipendio (Gastone Moschin, tanto insolito nelle sequenze più fisiche, quanto efficace nel tratteggiare la patetica umanità del suo personaggio). Quando, in un modo o nell'altro, Hud resta l'unico dei tre ancora in piedi, seppur sanguinante e malconcio, la vicenda del film sembra chiusa: il mercenario ha recuperato il denaro della Banca di Blackstone, un bottino formato dai risparmi di tutti gli abitanti del Paese, che in realtà era stato trafugato dalla meschina direttrice che aveva poi finto un furto da parte del fratello di Hud, per questa ragione linciato a sangue fino ad ucciderlo dall'intera avida comunità capeggiata dai viscidi rappresentanti di un'Autorità deviata. Non fosse che Hud non è ancora soddisfatto della sua vendetta e, dalla balaustra al primo piano di un palazzo al centro della main street, dà fuoco al malloppo: e qui Corbucci si lascia andare ad un serratissimo montaggio eijsensteiano assolutamente psichedelico, indugiando su strettissimi e deformanti primi piani a ripetizione della popolazione in preda alle più isteriche reazioni per i propri dollari andati in fumo (chi sviene, chi urla disperato, chi si strappa i capelli…), mentre Johnny Hallyday dall'alto li scruta tutti con disprezzo attraverso le fiamme. E ancora non basta: in mezzo a questa scena di disperazione generale, i quattro perversi ragazzetti hippie che Corbucci si è tenuto da parte per tutto il resto del film (sporchi, arruffati e vestiti di stracci, sono i protagonisti di una strepitosa sequenza in cui vogliono a tutti i costi convincere l'illibata protetta di Hud a fumare hashish e a lasciarsi andare ad un'orgia sfrenata tutti insieme…) rubano le armi ai banditi morti nello scontro a fuoco precedente, e colmi di odio anti-borghese le usano per costringere l'intero Paese a spogliarsi di ogni indumento e a strisciare nella polvere – per farli desistere e fuggire a gambe levate, ad Hud basterà agitare in lontananza la sua pistola in cui non è rimasta nemmeno una cartuccia da sparare. Un'allegoria degna dell'ultimo Pasolini (che com'è noto, amava gli spaghetti-western), con tutta l'inarrestabile forza espressiva di un Cinema che trasportava tutta l'ambigua confusione e la controversa situazione politico-sociale dei tempi in cui veniva realizzato in pellicole la cui spesso spaventosa violenza si faceva foriera di un messaggio tutt'altro che conciliante.

IL DVD

gli specialisti di sergio corbucciContinua in maniera caotica e dispersa tra le più svariate etichette di distribuzione (ad oggi sono usciti in giro tra gli altri Django, Johnny Oro, Il bianco Il giallo Il nero…) il rieditaggio del prezioso catalogo western di un fantastico Autore come Sergio Corbucci: Medusa Home Entertainment mette le mani su questo Gli Specialisti per la sua collana "I grandi western italiani" – del riversamento ci si può dichiarare pienamente soddisfatti, data l'ottima qualità dell'immagine e dell'equilibrato audio in italiano 5.1 (disponibile anche in 1.0 per chi non possegga un sistema Dolby Surround), lingua di cui il dvd presenta anche i sottotitoli. Il comparto dei contenuti speciali si limita ad un divertente trailer del film che cerca di mascherarne le ambizioni sociologiche e visionarie ponendo l'accento sulle immancabili crudeltà ed efferatezze di cui le storie del regista sono sempre pregne.

 

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