DVD – “I poliziotti di riserva”, di Adam McKay

I poliziotti di riserva the other guys will ferrell mark wahlberg adam mckayTitolo originale: The Other Guys
Anno:
2010
Durata:
111’
Distribuzione:
Sony Pictures H.E.
Genere:
commedia
Cast:
Mark Wahlberg, Will Ferrell, Eva Mendes, Michael Keaton, Steve Coogan, Ray Stevenson
Regia:
Adam McKay
Formato DVD/video:
2.40:1
Audio: italiano Dolby Digital 5.1, inglese Dolby Digital 5.1, catalano Dolby Digital 5.1, spagnolo Dolby Digital 5.1
Sottotitoli:
italiano, inglese, portoghese, spagnolo
Extra: include la versione cinematografia e la versione integrale, scene eliminate, scene estese, Bed, Bath and Beyond – Il capitano Mauch in azione!, Schianto e Fuoco! – filmato degli stunt

 

IL FILM

La sequenza sublime in cui i due sbirri tosti The Rock e Samuel L Jackson si suicidando involontariamente perché convinti, loro eroi indistruttibili da film action, di poter saltare dal tetto di un grattacielo e atterrare incolumi “dritti ai cespugli” sulla strada, setta le coordinate di questo strepitoso I poliziotti di riserva: l’inquadratura replica con precisione le cadute in fondo ai burroni di Wile E. Coyote, con nuvoletta bianca dell’atterraggio allegata; al contempo, il fatto che i due realisticamente ci lascino le penne paradossalmente ci stupisce, perché un certo cinema muscolar-poliziesco ci ha abituati a veder sopravvivere i nostri eroi praticamente ad ogni situazione sovraumana (in colonna sonora si interrompe bruscamente al momento del tonfo letale la My Hero dei Foo Fighters). Adam McKay e Will Ferrell indicano dunque da subito quali sono i codici che hanno intenzione di sovvertire all’interno del film, ma stavolta non si tratta di farli esplodere quanto di raffreddarli, I poliziotti di riserva the other guys will ferrell mark wahlberg adam mckayrazionalizzarli.
Visto in quest’ottica I poliziotti di riserva è il punto definitivo di non ritorno della cosiddetta “commedia poliziesca”, ben al di là di quanto s’era spinto in contemporanea un cineasta sin troppo classico per non cedere all’affettuoso hommage com’è Kevin Smith e il suo Poliziotti Fuori.
Contestando puntigliosamente, com’è suo solito, ogni cliché del genere (come nella sequenza post-botto pirotecnico in cui l’attore, ancora a terra, se la prende con “l’industria cinematografica responsabile della rappresentazione delle esplosioni”), Will Ferrell genera dei continui non-sense che disinnescano, negandola, ogni aspettativa sulle situazioni in cui finisce coinvolto: quando Mark Wahlberg, strepitosamente frustrato anche stavolta (come del resto gli spettatori, che ragionevolmente condannano i film di Ferrell a flop dopo flop, facendone gloriosamente il comico più ‘dannoso’ economicamente per l’intera industria hollywoodiana), dichiara di essere in grado anche in lui di eseguire “quelle stronzate” che l’ex-ragazza va studiando a scuola di danza, per poi lanciarsi in una serie perfetta di mosse di ballo in punta di piedi e piroetta, allora diventa difficile non perdere il tempo dello slittamento a cui Ferrell e McKay costringono la materia cinematografica, lasciandoci indietro e senza più appigli.
Com’era già chiaro dai suoi ruoli in Land of the Lost e Megamind, Will Ferrell è al giorno d’oggi l’erede più preciso della comicità destrutturalista di Mel Brooks e Gene Wilder, attore di cui sembra aver assorbito l’algida, impassibile antipatia. Basta guardare come l’attore e il suo regista si servano di uno degli espedienti brooksiani più ricorrenti come la reiterazione (la gag delle mazzette coi biglietti per gli spettacoli, la nonnetta che recapita scandalizzata messaggi bollenti a voce tra i due coniugi ninfomani Ferrell e Eva Mendes…), o la fenomenale trovata dell’alter-ego del passato collegiale del comico, Gator il Pappone.
Sui titoli di coda, l’ennesimo ribaltamento mentre i Rage Against the Machine intonano la loro furibonda cover di Maggie’s Farm, McKay fa sfilare i terrificanti grafici che raccontano dati e numeri delle inconcepibili perdite economiche causate ai I poliziotti di riserva the other guys will ferrell mark wahlberg adam mckaycittadini dalle frodi finanziarie più eclatanti, come quelle della Enron o della Goldman Sachs, a cui l’indagine de I poliziotti di riserva si ispira. Da noi si sarebbe girato Il gioiellino

IL DVD
Edizione ghiottissima quella di Sony Pictures HE, che lenisce parzialmente la disapprovazione per non aver potuto vedere I poliziotti di riserva distribuito sui grandi schermi delle sale cinematografiche. La versione integrale del film, con scene estese o eliminate, offre un paio di bei sketch malauguratamente eliminati dal montaggio finale dell’opera (ad esempio la sequenza dei risveglio delle due coppie nel rifugio extralusso del maliardo Steve Coogan, con Wahlberg che si scusa con la fidanzata per averla chiamata col nome del personaggio di Eva Mendes mentre facevano l’amore…), ma soprattutto la versione integrale e spassosissima del fluviale monologo improvvisato dal grande Michael Keaton nella sua gag con i commessi di Bed, Bath & Beyond (il suo personaggio fa due lavori, il commissario e l’inserviente della catena di ipermercati, per pagare il college al figlio e “permettergli di esplorare la propria bisessualità”).
Molto interessanti anche le featurette dedicate al grosso lavoro svolto con gli stuntman e con le sequenze d’azione, assolutamente al livello dei blockbuster polizieschi contemporanei (particolarmente inedito l’elicottero abbattuto in volo a forza di colpi di palline dai golfers schierati come plotone d’esecuzione sul campo d’esercitazione).

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