DVD – "Il club dei mostri" di Roy Ward Baker

Titolo originale: Monster Club


Anno: 1980

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Durata: 86'


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Distribuzione: Millennium Storm

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Genere: Horror


Cast: John Carradine, Donald Pleasence, Vincent Price, Stuart Whitman


Regia: Roy Ward Baker


Formato DVD/video: 4/3 Full Screen


Audio: Italiano


Sottotitoli:


Extra:

IL FILM


In onore dei fasti Hammer / Amicus Roy Ward Baker confeziona tre storie dell'orrore che più che spaventare intrattengono, come le fiabe nere di una volta. Prologo: uno scrittore incontra un vampiro, che stremato dalla fame ne succhia un po' di sangue; per sdebitarsi lo conduce in un circolo esclusivo, popolato dai peggiori incubi notturni. Tra un numero di spogliarello sui generis e un mini-concerto, il cordiale anfitrione parla di un reietto che subisce un raggiro e si vendica in maniera brutale, di un succhiasangue braccato dai servizi segreti inglesi e di un regista che per errore finisce in un villaggio popolato da orribili creature cannibali. Il club dei mostri vive e muore con la classe dei suoi protagonisti, icone rinchiuse in un periodo, gli anni ottanta, che non appartiene più ai loro precipui stereotipi del brivido. La sceneggiatura di Edward e Valerie Abraham parte dai racconti di Ronald Chetwynd-Hayes e sviluppa i classici temi a base di mostri – ghoul, wurdalak, vampiri, licantropi oltre a ibridi curiosi come humgoo e fischiamorte – secondo una voluta retorica intrisa di black humour e musica punk / new wave. Si sprecano riferimenti metacinematografici e personaggi autoreferenziali, in primis Vincent Price narratore-draculesco e John Carradine nel ruolo del reale scrittore-soggettista. In sé il film è abbastanza fiacco, così come altrettanto stanca è la regia di un veterano con scarsa voglia di rimettersi in discussione. Più frizzanti, piuttosto, gli stacchi musicali, che testimoniano a favore di un periodo di transizione in ambito pop-rock con l'introduzione di un prototipo di regia video-clip, e i lustrini e le paillettes tanto colorati quanto camp, estetica fotografia del mainstream kitsch pure british, al pari delle scenografie rétro di Tony curtis. Dei tre segmenti il primo è un po' morboso un po' psicologico, il secondo piuttosto debole e scontato, nonostante sia non privo di ironia, il terzo il più inquietante, grazie anche a un discreto finale a effetto. Pellicola povera di soldi e di idee, Il club dei mostri non sarà ricordato come un capolavoro: ricicla se stessa sin dalla prima inquadratura, è troppo breve nella durata ma tutto sommato si dimostra soddisfascente prodotto d'imitazione.

IL DVD


Dietro una copertina accattivante si cela un disco piuttosto povero, come tutti i divx, economiche e scarne controparti del fratello maggiore dvd. Discreta la qualità (Codica: DX50; Risoluzione: 720 x 576; Dimensione totale del file: 1,9 GB), che in particolar modo va elogiata per come rispetta i colori brillanti della fotografia, meno il formato 4/3 fullscreen ovviamente non anamorfico. Audio mp3 a due canali (Campionamento: 48000 Hz; Bitrate: 256 kb/s) solo in italiano, pulito quanto basta con doppiaggio dell'epoca che non delude e gli intervalli sonori giustamente posti in netto risalto. La durata totale della pellicola è di 93 minuti e 47 secondi contro i 97 (dovuti al calcolo secondo lo standard ntsc) dichiarati nella back cover.


 


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