DVD – "Il grande caldo" di Fritz Lang

"Il grande caldo" è uno scavo ulteriore negli abissi dell'animo umano, oltre che una lezione di grandezza registica. Abbandonati i simbolismi dell'espressionismo, Lang conserva la potenza visiva del suo stile. In una buona edizione distribuita da Ermitage Cinema.

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TITOLO ORIGINALE: The Big Heat

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OPEN DAY SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI

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REGIA: Fritz Lang


INTERPRETI: Glenn Ford, Gloria Grahame, Jocelyn Brando, Lee Marvin, Carolyn Jones, Jeanette Nolan, Alexander Scourby


DURATA: 87'


ORIGINE: USA, 1953


DISTRIBUZIONE: Ermitage Cinema


FORMATO VIDEO: Full screen 4/3


AUDIO: italiano Dolby 2.0, inglese Dolby 2.0


EXTRA:



  • Il grande caldo

  • Il racconto

  • Hanno detto del film

  • Lo sapevate che…

  • Fritz Lang

  • Glenn Ford

  • Il cinema noir

  • Per saperne di più

 IL FILM


 


L'inquadratura di una pistola su una scrivania…una mano afferra la pistola…si sente uno sparo. Un uomo s'accascia sulla scrivania…sullo sfondo s'intravede una donna che scende dalle scale. E' la scena iniziale de Il grande caldo. Un capolavoro di abilità registica, in cui il senso emerge più dal non mostrato che dall'evidenza delle immagini. Gli oggetti, le posizioni delle cose e delle persone nello spazio, i suoni assumono una forza "significativa", che affonda le sue radici nell'esperienza espressionista. Ovviamente non ci sono più gli "eccessi" visivi del passato, scompare quell'apparato iconografico e simbolico tipico del cinema tedesco degli anni '20 e '30. Ma rimane il senso di uno stile supremo, in cui ogni immagine assume la dimensione della necessità. Cresciuto alla palestra del muto, Lang sa perfettamente come caricare l'immagine di una pregnanza di significato, che la rende indispensabile nel quadro del discorso. E così il dettaglio del caffè che bolle è già il presagio minaccioso di una tragedia incombente. Ma anche la scelta (morale, per dirla alla Rivette) di nascondere agli occhi la violenza (la morte della moglie di Bannion) viene resa ancor più agghiacciante dalla capacità di lavorare di sottrazione, su un'ellissi visiva che è un surplus di senso. E nonostante con gli anni lo stile di Lang diventi più lineare, scarno ed essenziale, il grande tedesco non smette di tratteggiare il suo universo morale. Traendo spunto da un mediocre romanzo di William P. McGiven, La città che scotta, Lang, come suo solito, ragiona del dualismo tipico dell'animo umano. Già il mostro di Dusseldorf, viscido assassino di bambine, nel finale diveniva vittima di una società violenta e distorta. Qui troviamo un percorso di segno inverso: la parabola tragica di Dave Bannion (Glenn Ford) diviene una discesa in abissi morali, in cui sfumano i confini tra bene e male, tra giustizia e crimine. Il giustiziere non è un eroe nel senso proprio del termine, ma un animale ferito che risponde alla violenza con altra violenza, innescando una spirale travolgente, da cui, in un modo o nell'altro, nessuno si salva. L'emblema è Debbie (Gloria Grahame), che da oca svampita, decide di riscattare la propria sofferenza con l'assassinio: il suo bellissimo volto sfigurato è a metà tra l'angelo e il demone. E' sarà proprio lei a pagare il prezzo più alto. E' vero: Il grande caldo è un film archetipico, David Bannion è il prototipo del poliziotto "extra legem", che troverà nel cinema (soprattutto anni '70) infinite declinazioni, Callaghan/Eastwood, il giustiziere della notte/Bronson, giù giù sino ad arrivare al commissario Betti di Maurizio Merli. Ma se qui, con semplice manicheismo, tutto è puntato sull'esaltazione dell'eroe "macho", nel film di Lang la complessa ambiguità morale dei personaggi assurge a dimensioni abissali. E' per questo che, nella sua apparente semplicità, The Big Heat resta una delle più grandi tragedie della storia del cinema.

IL DVD


 


E' assolutamente soddisfacente l'edizione de Il grande caldo curata dall'Ermitage Cinema. Soprattutto per la qualità delle immagini: seppur in formato Full screen, 4/3, il bianco e nero della fotografia di Charles B. Lang jr. è esaltata in tutta la sua nitidezza e valenza plastica. Due le lingue a disposizione, in formato Dolby Digital 2.0, italiano e inglese. Il flusso audio è di 448 kbps. Purtroppo mancano i sottotitoli in italiano alla versione originale inglese. Per quanto riguarda gli extra va detto che, sebbene si tratti solo di brani scritti, senza sonoro, sono di esemplare ricchezza dal punto di vista dei contenuti. Si parte, alla voce "Il grande caldo", con una scheda artistica e tecnica del film, per poi passare ad una presentazione del racconto di William P. McGiven. Al capitolo "Hanno detto del film" è possibile leggere le dichiarazioni di Lang (che spiega la scena in cui Gloria Grahame viene sfigurata col caffè bollente), di Lotte H. Eisner, celebre critica cinematografica tedesca, e un breve commento critico di Gavin Lambert ("..Lang trovò un argomento…in cui poteva combinare il realismo tipico americano con la minaccia più astratta, simbolica, del suo melodramma più caratteristico"). Il capitolo "Lo sapevate che…" presenta, in una originale grafica da giornale anni '50, alcune curiosità sul film. In particolare si può apprendere come l'espressione "The Big Heat", in gergo, indica una serrata attività di repressione nei confronti del crimine organizzato. Segue una ricca e articolata biografia di Fritz Lang (anticipata da una sua frase emblematica, "il regista cinematografico deve avere qualcosa che è esclusivamente suo: il tempo") e una biografia e filmografia dell'attore protagonista, Glenn Ford, in quegli anni decisamente una delle stelle del firmamento divistico hollywoodiano. Troviamo poi una breve nota critica, che con pochi tratti, cerca d'inquadrare caratteristiche e atmosfere del cinema noir. A concludere gli speciali il capitolo Per saperne di più, in cui viene presentata una piccola bibliografia sul cinema di Lang. Insomma, la curiosità degli appassionati non sarà di certo delusa.   

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