DVD – "Jump", di Joshua Sinclair


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jump di joshua sinclairTitolo originale: id.
Anno:
2007
Durata: 102’
Distribuzione: 0neMovie
Genere: drammatico
Cast: Patrick Swayze, Ben Silverstone, Martine McCutcheon, Sybil Danning, Anja Kruse
Regia: Joshua Sinclair
Formato DVD/Video: 1,85:1 anamorfico
Audio: italiano Dolby Digital 2.0; inglese Dolby Digital 2.0
Sottotitoli: italiano
Extra:
 

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IL FILM

 
Dai salti gioiosi di Marilyn, immortalati all’interno di uno studio fotografico nella New York del 1952, si passa ad un tragico salto nel vuoto durante un’escursione tra le montagne tirolesi nel 1928. In questo modo si fissano i due estremi della vicenda umana del fotografo Philippe Halsman (Ben Silverstone) che ci viene presentata nel film Jump, diretto da Joshua Sinclair. Il salto temporale avviene all’indietro e il film si presenta sotto le forme di un lungo flashback: un tormentato periodo austriaco incorniciato tra due brevi, e apparentemente più felici, momenti newyorkesi. Una vicenda umana inscritta tra due salti: il primo a rappresentare la dannazione, l’inizio di un buio periodo di misteri, di false accuse e di crudeli discriminazioni; l’altro (o meglio, gli altri) a rappresentare la piena realizzazione artistica di uno di quei tanti uomini talentuosi che, costretti a fuggire da un’Europa infestata dal morbo nazista, trovarono negli States un terreno fertile nel quale far germogliare il proprio estro patrick swayze in jump di joshua sinclaircreativo.
Interroghiamoci ora sulla natura del film di Sinclair. Non si può certo parlare della biografia di un grande fotografo della seconda metà del ‘900 perché, come si è detto, dal film è quasi del tutto escluso qualsiasi riferimento alla carriera artistica di Halsman. L’interesse principale sembra essere quello di raccontare una scandalosa inchiesta giudiziaria, nella quale le accuse di patricidio avanzate contro l’imputato ebreo Philip Halsman si intrecciano inestricabilmente con il generale clima di antisemitismo che si respira a pieni polmoni nella Vienna del 1928. Il nazismo preme ai lati di ogni inquadratura; si pone come una macchina diabolica che domina i destini dei personaggi, ma, se si fa eccezione per la scena in cui un movimento di dolly rivela la presenza di una svastica di fuoco disegnata sul tappeto del salotto dell’avvocato Pressburger (Patrick Swayze), non entra mai con forza dirompente nelle dinamiche della narrazione e resta abilmente celato dietro la maschera farsesca di un processo scritto a tavolino come un copione teatrale nel quale ci si spinge fino alla spettacolarizzazione della morte.
E qui arriviamo ad un punto nevralgico: come entra in tutto ciò il dramma umano del protagonista? In che modo si fa emergere il tormento dello spettatore nel vedere Halsman designato come vittima sacrificale di un complotto mirato a punire il suo essere ebreo indipendentemente dal suo essere o meno un assassino? Semplicemente non emerge. Sinclair non riesce a far intersecare le due strade che dovrebbero condurre verso la riuscita del suo film. In alcuni momenti prova a far leva sulla scenografia e si affida al senso di claustrofobia suscitato dagli spazi stretti della cella in cui Halsman è tenuto prigioniero; in altri momenti si appiglia alla “facile drammaticità” del bianco e nero nelle scene dei flash di memoria che a più riprese vanno a ricomporre il puzzle degli eventi che hanno condotto alla morte del padre di Phil, ma tutto ciò risulta essere insufficiente e, in ogni caso, operato in maniera poco incisiva (verrebbe qui voglia di azzardare un confronto con Eastwood e con la sua immensa abilità nell’affrontare una tematica molto simile in Changeling).
E, infine, Sinclair ha paura. Paura di farci dubitare della reale innocenza del protagonista, paura di congedarci con un dubbio che, se a jump di joshua sinclairlivello storiografico è assolutamente fuori luogo (non si mette qui in discussione la reale innocenza di Philip Halsman), a livello cinematografico sarebbe risultato senza dubbio efficace, molto di più dell’inserimento, evidentemente forzato, di una scena che mostra fin troppo esplicitamente la sua ragion d’essere meramente finalizzata alla consegna del vero assassino nelle mani di uno spettatore che “finalmente” potrà assolvere in via definitiva il proprio protagonista.
 
IL DVD
 
La OneMovie consegna nelle mani dello spettatore un DVD di buona qualità che non presenta problematiche particolari da segnalare né legate al video né, tantomeno, all’audio che è caratterizzato da un suono limpido, tale da consentire un ascolto rilassato dei molti dialoghi presenti nel film (soprattutto nelle scene del processo).
Oltre a questo però, il dvd non permette l’accesso a contenuti extra e si limita a consentire allo spettatore la possibilità di scelta della lingua (italiano 2.0 Dolby Digital; Inglese 2.0 Dolby Digital) o l’eventuale inserimento dei sottotitoli solo ed esclusivamente in lingua italiana.