DVD – La donna che amava Hitler, di Isabelle Clarke e Daniel Costelle

Sconvolge ed affascina la serie di riprese effettuate da Eva Braun, l'amante di Adolf Hitler, che ritraggono la faccia placida, serena della leadership nazista, oziosa ed impudente a godersi il sole di una residenza montana. Da brivido. Edita Dolmen Home Video.

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Titolo originale: Eva Braun, dans l'intimité d'HitlerIn love with Adolf Hitler
Regia:
Isabelle Clarke e Daniel Costelle 
Montaggio:
Kevin Accart, Jacob Garet
Musiche:
Sébastien Bonneau, Justement Music
Commento:
Richard Berry (francese), Natale Ciravolo (italiano)
Produzione:
CC&C Louis Vaudeville
Durata:
71' 
Origine:
Francia, 2007
Distribuzione video:
Dolmen Home Video
Formato video:
1.66:1 
Audio:
francese Dolby Digital 2.0 Stereo, italiano Dolby Digital 2.0 Stereo
Sottotitoli:
italiano
Extra: Intervista a Giuseppe Genna, autore del romanzo “Hitler” (Mondadori)

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IL FILM
Tutte le storie sul Nazismo fanno un certo effetto. Sia che si tratti della massa di cadaveri al macello, dei corpi macilenti di migliaia di essere umani denutriti sia dell'altra faccia dello stesso periodo storico, ovvero la spensieratezza e la calma di Hitler e della sua corte. Perché di corte si tratta. Il film di Isabelle Clarke e Daniel Costelle è importante proprio perché punta lo sguardo su coloro i quali progettarono l'olocausto, gli unici responsabili degli orrori insieme a tutti i complici nell'esercito che eseguivano gli ordini. Hitler e i suoi “amici”, Hitler e la sua residenza di Berghof, Hitler e le “sue” donne. C'è sempre una relazione perversa, morbosa, nei rapporti di Hitler con il mondo che lo circondava. Ed è inutile cercare di vedere al di là di un Male che si esprime nella sua più semplice purezza e si realizza per forza di seduzione. Il testo a commento spesso fa riferimento ad una forma di ipnotismo ubriacante nelle masse e soprattutto di genere femminile, elaborato da Hitler con un talento naturale. Hitler agiva come i più bravi ipnotizzatori, i quali sanno benissimo di poter contare sul potere di suggestione che affligge una percentuale sicura della popolazione. Ed Eva Braun? Placida o insipida o piuttosto indifferente. Sembra che il lusso, il benessere trascinassero Eva e la sua famiglia in una sorta di follia autoreferente. Attenzione. La visione della corte di Hitler ci ricorda tutte le conventicole e gli entourage di tutti i tempi. Nel gruppo intimo si prendono decisioni “importanti” per il bene dell'umanità, mentre in fondo si realizza soltanto il germe della cultura del sopruso, del privilegio che intende soffocare l'interesse del prossimo per conservare e mantenere il proprio ed anzi accrescerlo e renderlo inattaccabile. Non c'è altro da aggiungere. Le sequenze di Eva Braun, arricchite dalle fotografie dell'altro fido cortigiano Heinrich Hoffmann dimostrano proprio questo: l'esaltazione di una figura qualunque per confermare e render “glorioso” il lavoro oscuro del Regime.


Il DVD
Disco senza difetti. I filmati in sedici millimetri si vedono esattamente come cinquanta anni fa, con quella grana molto densa tipica delle pellicole di piccolo formato. Non a caso ha continuato ad essere un formato utilizzato, per le sue particolarità espressive, da cineasti sperimentali o solo nostalgici. Anche i colori non subiscono alterazioni e mantengono le caratteristiche di particolare vivacità cromatiche delle riprese in pellicola nonostante il riversamento. Eccellente ed insuperabile il contenuto speciale. L'intervista a cura di Lucia Pavan, a Giuseppe Genna, autore del romanzo “Hitler”, è qualcosa di inimmaginabile. All'inizio ci si domanda se è possibile che i particolari e i dettagli minimi siano assurti a dato storico. Per esempio come si fa a sapere che nel parco Englishkarten la nipote di Hitler, Geli Raubal, poi suicidatasi, e Unity Mitford, altra amante del Führer, si siedono sulla stessa panchina, la prima, Geli, per rivelare il rapporto morboso con lo zio e la seconda, Unity, per suididarsi? L'intervista è dedicata esclusivamente a le donne di Hitler: Geli Raubal, Magda Goebbels, Unity Mitford, Leni Riefenstahl, Eva Braun. Sconvolge davvero lo scavo psicanalitico del carattere di Hitler sul quale oltre alla conoscenza della personalità ossessionata dalla perversione sessuale dell'urina, si evidenzia tutta la stupefacente personificazione di un Male nudo e crudo che agisce di conseguenza. Ed è proprio l'assenza di qualunque affettività nell'uomo Hitler a turbare. Sono inoltre preziose le informazioni sugli altri personaggi, come Goebbels capace di tradire per cento volte la moglie Magda in un anno, e la regista Leni Riefenstahl, autrice dell'indimenticabile per ambigua propaganda Trionfo della volontà, sempre accusata di esser complice del regime hitleriano, ma per sua fortuna allontanatasi dallo stesso Hitler che che sta per baciarla ma poi ci ripensa, adducendo il suo matrimonio con la nazione.

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