DVD – La schiava del peccato, di Raffaello Matarazzo

Splendido melodramma strappalacrime con bambina incorporata firmato da uno dei registi più importanti del cinema popolare italiano degli anni cinquanta, Raffaello Matarazzo. Ottima Silvana Pampanini. Edita Ripley's Home Video.

 
Regia: Raffaello Matarazzo
Soggetto:
Oreste Biancoli
Sceneggiatura: Aldo De Benedetti
Fotografia: Marco Scarpelli
Montaggio: Mario Serandrei
Musiche: Renzo Rossellini
Produzione: Documento Film E.N.I.C.
Interpreti: Silvana Pampanini, Franco Fabrizi, Marcello Mastroianni, Irene Genna, Camillo Pilotto, Liliana Gerace, Olinto Cristina, Dina Perbellini, Paul Muller, Miranda Campa, Renato Vicario, Laura Gore, Adriana Danieli, Checco Durante, Turi Pandolfini, Giorgio Capecchi
Durata: 100'
Origine: Italia, 1954
Distribuzione video: Ripley's Home Video
Formato video: 1,37:1 
Audio: italiano Dolby Digital Mono
Extra: trailer, Intervista a Sergio Grmek Germani

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IL FILM
Mamma mia che bello questo melodramma semisconosciuto, che inizia con due telefoniste, una delle quali sta per lasciare il posto di lavoro, saluta la collega presa nel vortice delle telefonate. È lo stupore totale per l'efficienza del centralino, che non fa rimpiangere i maleducati risponditori elettronici dei nostri giorni, e l'immersione in un pezzo ormai lontano di storia italica, quando c'erano pure le case chiuse, ma non si chiamavano così e tutte le ballerine erano più o meno prostitute. E le donne erano tutte assimilate al perbenismo ipocrita borghese che le voleva o accanto al marito oppure per strada di notte a compiacere le pulsioni del maschio di turno. Ci hanno poi pensato Fellini e Pasolini a cambiare l'immaginario di un universo femminile “peccaminoso”. Prima di allora già Raffaello Matarazzo guarda con totale affetto questa donna protagonista, una prostituta d'alto bordo, la sublime Silvana Pampanini, anche se a “redimerla” dalla sua “schiavitù”, per giocare con un titolo che oggi farebbe pensare solo a un hardcore, è una bambina di pochi anni. E il grande amore materno a poco a poco si diffonde, finisce con il sommergere tutta la storia di quel patetismo necessario a ogni buon melodramma. Fino al sacrificio finale, che fa sgorgare le lacrime. Matarazzo re del melodramma nostrano? Sicuramente sì ed anche regista ed autore poco frequentato, poco revisionato dunque, che necessiterebbe di approfondimenti a trecentosessanta gradi. Perché le influenze sono tante e vanno dalla lirica ottocentesca al neorealismo cinematografico, alla letteratura popolare. Certo nel cinema italiano di quegli anni contava molto il gruppo tecnico artistico. Superfluo sottolineare la bravura nel montaggio di Mario Serandrei che con un paio di dissolvenze incrociate lunghissime potrebbe essere da buon esempio per tutte le scuole di cinema, specie quelle più recenti che vanno avanti con trastullanti videocamere digitali, dalla vacuità espressiva inquietante. A controprova si veda quanto sia efficace nel film di Matarazzo la sequenza dello scontro tra treni, filmata con un paio di modellini. Erano i volti i veri effetti speciali, i volti scoperti, denudati, osservati a lungo. E qui abbiamo la sensazione che fosse davvero difficile bluffare! Erano davvero altri tempi.


Il DVD
L'edizione Ripley's è davvero eccellente. Alti i picchi del bitrate, a quasi 7M/Bit e buona la media generale del flusso, che si traduce in un quadro in bianco e nero perfettamente contrastato. E soprattutto non si riscontrano le solite difficoltà di riproduzione a seconda dei vari tipi di inquadratura: anche i campi lunghi sono caratterizzati da una precisa definizione e non sono presenti artefatti di alcun tipo, se non quelli già presenti nella pellicola (che ormai vengono di proposito lasciati, per dare il gusto del vecchio formato). I contenuti speciali sono all'altezza. Certo siamo in presenza di un solo trailer e di una sola intervista allo storico del cinema Sergio Grmek Germani. Il trailer è gustoso perché fa una dettagliata presentazione degli attori. L'intervento di Germani è un signore intervento. Infatti, Germani è uno dei maggiori esperti di cinema italiano dalle origini a oggi e sa davvero tutto di Matarazzo. Peraltro si consiglia vivamente di andarsi a leggere la sua scheda di Raffaello Matarazzo nel volume dedicato ai registi della corposa Storia del Cinema edita da Einaudi.

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