DVD – "La signora di tutti", di Max Ophüls

la signora di tuttiIn un’elaborata tessitura fortemente ellittica, sincopata e straordinariamente fluida, che scorre attraverso l’intrecciarsi di flashback, i quali si contaminano e scivolano l’uno nell’altro, Ophüls rievoca l’esistenza di Gabriella lasciando esplodere sullo schermo, con un’intensità vibrante e sensuale, i moti interiori della sua protagonista. Da RHV
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la signora di tuttiAnno: 1934
Durata: 86’
Distribuzione: Ripley’s Home Video
Genere: drammatico
Cast: Isa Miranda, Memo Benassi, Tatyana Pavlova, Nelly Corradi, Franco Coop, Friederich Benfer
Regia: Max Ophüls
Formato DVD/Video: 1.37:1
Audio: italiano 1.0 mono
Sottotitoli: italiano per non udenti, inglese
Extra: intervista a Isa Miranda
 
IL FILM
Esule dalla Germania nazista, Ophüls viene chiamato a Roma da Angelo Rizzoli e realizza il suo unico film italiano, La signora di tutti, tratto dall’omonimo romanzo di Salvor Gotta e sceneggiato, oltre che dallo stesso Ophüls, da Curt Alexander e da Hans Wilhelm. Come le successive Lisa di Lettera da una sconosciuta e Lola di Lola Montès, la protagonista de  La signora di tutti è la vittima e l’artefice della propria alterità. Gabriella (Isa Miranda) subisce il suo destino e, incapace di reazione, perché costretta alla contemplazione immobile, folle e anche disperatamente fiera della propria potenza, viene scossa da una forza fatale e incontrollabile, l’amore come unico impulso la signora di tuttivitale e dunque necessario e, allo stesso tempo, passione totalizzante e distruttiva non solo per il suo oggetto, ma anche e soprattutto il soggetto che la incarna e che, consumato dalla passione stessa, fino a rimanere una presenza vuota, continua ad esistere solo nell’annullamento della sua consistenza reale. La signora di tutti si apre con un corpo assente, quello di Gabriella già diventata la Gaby Doriot diva cinematografica che abita il miraggio di un altrove nel quale s’illude di poter trovare una nuova forma e in essa una rinnovata pienezza, un corpo evocato prima attraverso la registrazione della sua voce, subito dopo dalla riproduzione fotografica del suo volto e infine dall’immagine di un corpo anestetizzato, inerte, presenza spettrale – “nel sonno della narcosi tutta la vita le appare come la vertigine di un sogno” recita la didascalia che introduce lo spettacolo della sua vita – che eccede il reale per esistere unicamente nella finzione onirica e che prima di abbandonarsi alla morte, unica fuga possibile, mette in scena il suo macabro fascino per uno sguardo di cui non è l’oggetto passivo, ma l’artefice che lo possiede, lo plasma, conferendo spessore e profondità allo spazio. La circolarità de La signora di tutti – circolarità della narrazione, circolarità della rappresentazione spaziale, la signora di tutticircolarità dell’elemento musicale che diventa un presagio di morte e disegna come un’ascesa inevitabilmente distruttiva il trionfo della passione, della quale la musica è l’evocazione – è la geometria della vertigine che consuma Gabriella, ossessionata dalla coscienza della propria colpa e imprigionata, senza più volontà, senza controllo, in una forma fatale e autodistruttiva. In un’elaborata tessitura fortemente ellittica, sincopata e straordinariamente fluida, che scorre attraverso l’intrecciarsi di flashback, i quali si contaminano e scivolano l’uno nell’altro, Ophüls rievoca l’esistenza di Gabriella lasciando esplodere sullo schermo con un’intensità vibrante e sensuale i moti interiori della sua protagonista. L’immagine è attraversata, scossa, plasmata sul fluire dell’emozione, del desiderio, della colpa, della dannazione folle di una donna fatale prima di tutto a se stessa, che aspira ad una salvezza spirituale continuamente negata, destinata ad esercitare, in un’innocenza che è impossibilità di fuga dalla propria natura, un fascino intenso, misterioso e insano, un controllo totale e perverso dell’altro.
 
la signora di tuttiIL DVD
La signora di tutti esce in un’edizione purtroppo non eccellente, anche se alla Ripley’s Home Video va tributato il grande merito di aver riscoperto questa perla ophülsiana. Il riversamento in video risente di un master non in perfette condizioni, segnato dal passaggio del tempo, l’immagine tende a perdere definizione e profondità, appare spesso sgranata e non riesce pienamente a restituire la sontuosa e dolorosa bellezza del film. Anche se soffre di una leggera mancanza di nitidezza, l’audio, disponibile nell’unica traccia in italiano mono, fa rivivere in tutta la sua straniante potenza la complessa tessitura sonora del film, fatta di voci e musica che s’intrecciano e si contaminano. I contenuti speciali sono composti da una lunga intervista audio a Isa Miranda, realizzata da Francesco Savio nel 1974, nella quale l’attrice ripercorre i suoi esordi teatrali e cinematografici e racconta l’incontro con Ophüls.
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